Nontiscordardimé, il camper per l'assistenza in periferia

Dalle periferie ai campi rom, il racconto delle attività del progetto che è iniziato a dicembre 2015, in collaborazione con il Vicariato di Roma e la Cooperativa OSA
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24 January 2018

Tre volte alla settimana un camper attrezzato parte dall'Ospedale Bambino Gesù per recarsi nelle periferie della città (zona Casilina, Centocelle, Borghesiana), nel campo Rom di Castel Romano e occasionalmente presso altri campi Rom. È il camper del progetto "Nontiscordardimé", che ha iniziato la sua attività a dicembre 2015, in collaborazione con il Vicariato di Roma e la Cooperativa OSA.

L'obiettivo del progetto è andare incontro alle famiglie che hanno difficoltà socio – economiche e a volte difficoltà logistiche per accedere ai servizi sanitari, per dare assistenza per le patologie acute, eseguire valutazione nutrizionale, visite di controllo per la riammissione a scuola, intercettare patologie che rischiano di rimanere non diagnosticate, programmare se necessario approfondimento diagnostico presso l'ospedale.

Le famiglie incontrate che vivono nei quartieri di periferia circostanti le parrocchie S. Maria della Fiducia, S. Maria Madre dell'Ospitalità, S. Felice da Cantalice provengono prevalentemente dall'Europa dell'Est (Romania, Ucraina, Albania, Kosovo, Moldavia) e dall'Africa (Nigeria, Ghana, Congo, Egitto, ecc.). Si tratta in molti casi di bambini privi di assistenza sanitaria o perché i genitori non sono in regola con i documenti, o perché il genitore che non ha ottenuto il rinnovo del contratto di lavoro non è in grado di pagare l'iscrizione al SSN.

I CAMPI ROM E IL LAVORO DEL CAMPER DI NONTISCORDARDIMÉ

La situazione nei campi Rom è molto più complessa: le famiglie vivono in una situazione di grande precarietà, molti bambini sono denutriti, la situazione logistica è critica (a volte non hanno l'acqua). I campi Rom sono situati in zone periferiche dove l'accesso ai servizi è veramente difficoltoso. Un lavoro importante che si sta facendo è la delicata e capillare sensibilizzazione all'igiene e la promozione e l'orientamento all'accesso alle strutture sanitarie. Siamo riusciti con la costanza in molti casi a fare in modo che i genitori ottenessero, qualora possibile, l'iscrizione al SSN e/o il rilascio di tessera ENI/STP e a far portare i bambini in ospedale per eseguire le indagini prescritte.

I numeri
Al momento nel campo Rom di Castel Romano sono stati visitati oltre 350 bambini (alcuni controllati più volte) e circa 100 bambini sono stati portati in Ospedale per eseguire esami e indagini. Per alcuni bambini inoltre è stato richiesto ricovero per terapia o trattamento chirurgico.


Approfondimento a cura della responsabile dell'Ambulatorio Pediatrico del Bambino Gesù, la dott.ssa Maria Rosaria Giampaolo, estratto dall'uscita di dicembre 2017 di OPBG Magazine:

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