Quality Day 2020: le buone pratiche che migliorano il Bambino Gesù

Si è svolta il 9 settembre la "sfida" annuale tra i dipartimenti dell'ospedale sul tema della qualità delle cure. Giunta all'XI edizione, sono stati realizzati oltre 370 progetti
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09 September 2020

E' dedicato al training attraverso simulazione, per famiglie e caregiver di pazienti portatori di PEG, il progetto vincitore della XI edizione del Quality Day dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, la sfida tra reparti e dipartimenti che ogni anno progettano e sperimentano, direttamente in corsia, nuove pratiche cliniche per promuovere qualità, innovazione e sicurezza delle cure.

La prima edizione del Quality Day si è tenuta nel 2010: da allora a oggi sono stati realizzati più di 370 progetti. Il principio ispiratore della gara, organizzata dalla Direzione Sanitaria del Bambino Gesù, è il miglioramento continuo di tutte le attività svolte da medici, infermieri e tecnici durante l'assistenza diretta ai pazienti e alle loro famiglie.

Il 9 settembre in aula Salviati, sono stati premiati i 5 migliori progetti del 2019. I 27 progetti in gara - 9 dei quali interdipartimentali - sono stati valutati dai direttori in collaborazione con i coordinatori infermieristici e tecnici dei dipartimenti, in base a 4 categorie: innovazione; adesione agli standard JCI (la principale agenzia internazionale di accreditamento delle strutture sanitarie) e al Piano di Qualità dell'Ospedale; risultati conseguiti; trasferibilità del progetto ad altri dipartimenti. C'è stato anche quest'anno un vincitore per ogni ambito e un vincitore assoluto, che ha ottenuto i punteggi complessivamente più alti.

«Si tratta di una prassi molto bella, giunta alla sua undicesima edizione – ha commentato la presidente del Bambino Gesù, Mariella Enoc - che premia le buone pratiche che aiutano l'ospedale a lavorare meglio, e a ottenere risultati sempre migliori. Tutto viene fatto con grande spirito di squadra e questo rappresenta un valore aggiunto per tutta l'attività dell'ospedale».

«Nello spirito di questa iniziativa – ha sottolineato il direttore sanitario dell'ospedale, Massimiliano Raponi - i progetti sono sempre più interdipartimentali e multidisciplinari. La novità di quest'anno è rappresentata da 2 progetti vincitori che riguardano direttamente le professioni infermieristiche, che da sempre hanno rappresentato il motore di questa avventura del Quality Day».

I PREMIATI PER OGNI CATEGORIA

Sul gradino più alto del podio del Quality Day di quest'anno è "Apprendimento attraverso la simulazione: training pre-dimissione per genitori, associazioni di famiglie e, in generale, caregivers di pazienti portatori di gastrostomia e digiunostomia endoscopica percutanea (peg e peg-pej) ed altre stomie" realizzato dal Dipartimento Chirurgico.

Il gruppo di lavoro ha studiato e verificato l'impatto del programma di apprendimento attraverso la simulazione, realizzando una indagine a cui hanno preso parte 8 caregivers (genitori e nonni) di pazienti ricoverati, candidati a posizionamento PEG. Il progetto si è svolto in primo luogo attraverso la realizzazione di presentazioni e videotutorial formativi in cui sono stati trattati i principali temi del progetto: Cos'è la PEG? A cosa serve?  Come viene posizionata? E molti altri quesiti comuni sulla tematica.

Accanto alle presentazioni è stato inoltre sviluppato materiale interattivo: un manichino dotato di orifizio gastrostomico, diverse sonde gastrostomiche e materiale per le medicazioni.

I caregivers hanno preso parte a tre corsi teorico-pratici. Al termine del percorso sono stati somministrati i test di apprendimento che hanno dimostrato il valore del progetto: la percentuale di risposte corrette è stata del 98% post-corso, rispetto al 60% del questionario somministrato prima del corso.

Per la categoria INNOVAZIONE, il miglior progetto è risultato "Studio osservazionale per l'introduzione e la validazione del test di immersione (water immersion test), in un centro di fibrosi cistica per l'identificazione di pazienti con keratodermia acquagenica correlata a mutazioni del gene della fibrosi cistica (cftr)" realizzato dal Dipartimento Pediatrie Specialistiche.

L'obiettivo primario del progetto è stato stimare la frequenza di keratodermia acquagenica palmare (Aquagenic Wrinkling of the Palms - AWP) tra i pazienti con Fibrosi Cistica classica e pazienti con Fibrosi Cistica ad espressione atipica. Ha previsto, per un periodo di due mesi, l'effettuazione del test di immersione delle mani descritto in vari studi clinici. Allo scopo di individuare eventuali variazioni della pelle o sintomatologia riconducibile ad AWP. Sono stati eseguiti in totale 40 test da cui sono emerse le diverse correlazioni con AWP a seconda della tipologia di pazienti trattati (con Fibrosi Cistica classica, visitati per screening Fibrosi Cistica o seguiti in follow up per diagnosi incerta di Fibrosi Cistica o portatori sani con una sola mutazione, e pazienti giunti dopo consulenza dermatologica per sospetta AWP). Il progetto ha consentito di verificare l'utilità del test a cui, in caso di positività, è importante che facciano seguito ulteriori approfondimenti diagnostici per Fibrosi Cistica.

Per la categoria RISULTATI RAGGIUNTI, il miglior progetto è stato " Implementazione della qualita' nel trasporto inter-ospedaliero ed intra-ospedaliero dei pazienti pediatrici critici; dalla presa in carico al clinical handover", realizzato dal Dipartimento Emergenza Accettazione.

Obiettivo dello studio svolto è stato quello di migliorare la sicurezza del trasporto del paziente attraverso la standardizzazione della valutazione del paziente, dei percorsi e della comunicazione tra i professionisti coinvolti. Il progetto ha previsto la registrazione e la valutazione dei trasporti effettuati da e per il DEA Area Rossa. Per ogni trasporto effettuato sono stati documentati il livello di gravità del paziente, basato su un punteggio validato per la pediatria, l'adeguatezza delle risorse impiegate in relazione alla criticità del caso, gli eventuali eventi avversi, l'adeguatezza nella gestione della comunicazione durante il passaggio delle consegne al termine del trasporto. Lo studio ha restituito parametri importanti: il 47% dei pazienti trasportati è risultato classificato come paziente critico con necessità di supporti vitali avanzati, di questi circa 1/3 è stato trasportato in condizioni di instabilità. Nessun evento avverso clinico e nessun decesso è stato registrato durante i trasporti gestiti dal personale OPBG.

Miglior Progetto per la categoria ADERENZA STANDARD JCI/PIANO QUALITÀ è stato "Approccio perioperatorio e multimodale al dolore nei pazienti sottoposti a posizionamento di barra di Nuss". realizzato da DEA ARCO e Dipartimento Chirurgico.

La finalità del progetto è stata quella di garantire una terapia antalgica personalizzata postoperatoria e domiciliare, riducendo la quantità di farmaci analgesici somministrati e i relativi effetti collaterali nei pazienti sottoposti a chirurgia toracica con posizionamento di barra di Nuss.

Lo sviluppo dello studio, a cui hanno preso parte 15 pazienti adolescenti, ha previsto l'applicazione di un protocollo operativo di terapia antalgica multimodale (antiepilettici, oppioidi, FANS), l'infusione continua di antidolorifici (morfina) attraverso una via venosa collegata ad una pompa specifica, chiamata PCA (Pain controlled analgesia), il calcolo delle traiettorie del dolore, la prescrizione di terapia antalgica domiciliare personalizzata e il monitoraggio del dolore a domicilio, con l'utilizzo di una app dedicata e con contatti per telefono o email.

I risultati ottenuti hanno mostrato un ottimo controllo del dolore durante il ricovero e una riduzione media dei tempi di degenza di 4 giorni rispetto ai pazienti trattati con altre terapie antalgiche.

Per la categoria TRASFERIBILITÀ AD ALTRI DIPARTIMENTI il progetto vincitore è stato "Ottimizzazione delle risorse infermieristiche in ambito dipartimentale" realizzato dal Dipartimento Pediatrie Specialistiche.

Il progetto è stato svolto nei Day Hospital (DH) del DPS dove sono stati analizzati gli accessi relativi agli ultimi due anni, valutando l'organizzazione infermieristica, nell'ottica dell'ottimizzazione delle risorse e del contenimento dei costi, nel rispetto della qualità assistenziale. I dati raccolti hanno consentito di stimare la riduzione del numero di ore lavorate e il conseguente impatto sui costi.

Sono stati quindi definiti i criteri in base ai quali viene individuato il personale che riduce il numero di ore lavorate in concomitanza con la riduzione delle attività: numero di ore lavorate, esperienza professionale, fattibilità e disponibilità del personale. Il personale che riduce il numero di ore lavorate può afferire al DH o ad altre Unità Operative; in questo caso, il personale del DH che riduce le attività può prestare servizio in altre Unità Operative consentendo così ad un collega (selezionato in base ai criteri sopracitati) di godere di un giorno di riposo. Oltre ai risultati prefissati, che sono stati ampiamente raggiunti, il progetto ha ulteriormente migliorato l'integrazione e la collaborazione tra i coordinatori.