Quando il bambino non mangia

Iniziativa dedicata alle problematiche nutrizionali in età pediatrica con particolare attenzione alle forme di obesità infantile.
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08/03/2014

Sabato 8 Marzo, presso l'Aula Salviati dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, si è tenuto l'incontro dedicato alle famiglie di bambini con problematiche nutrizionali.

Il responsabile dell'Unità Operativa di Dietologia Clinica dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù Giuseppe Morino descrive l'importanza dell'iniziativa: "Questo tipo di workshop è certamente il primo in relazione al fatto che non parliamo in realtà di una patologia specifica ma di un comportamento alimentare. Questo vuole essere un primo momento di un percorso in cui noi professionisti ci mettiamo al pari con i genitori e insieme a loro riflettiamo. L'obiettivo è quello di creare una cultura diversa in riferimento all'alimentazione. Quest'evento si colloca all'interno del progetto Nutribus, un progetto di educazione alimentare a 360° a partire da quando il bambino nasce e quindi sviluppa un certo tipo di comportamento alimentare."

Nella prima parte dell'incontro sono intervenuti gli esperti dell'Ospedale per offrire un adeguato approccio teorico sul tema "il bambino e l'alimentazione".

La madrina dell'evento Tiziana Stefanelli, vincitrice della seconda edizione di Masterchef Italia, condivide la propria esperienza di persona appassionata del cibo nonché di mamma di una bambina di 8 anni. "I bambini devono essere pronti ad assaggiare tutto e quindi a vivere con un'emozione positiva la scoperta del nuovo cibo. I gusti si formano già da quando si è piccoli e quindi è molto importante creare attorno al cibo un clima positivo: la convivialità e un buon dialogo a tavola possono rivelarsi delle armi vincenti e giocare con gli ingredienti può rappresentare un maggiore stimolo per i propri bambini. L'atteggiamento psicologico dei genitori ha un ruolo fondamentale nei confronti del bambino. Non bisogna vivere il cibo come una colpa e chi lo ama veramente non lo teme".

In riferimento al tema l'alimentazione e la crescita è intervenuto il responsabile dell'Unità Operativa di Dietologia Clinica G. Morino. "Molte volte ci troviamo davanti a un duplice problema: perché mio figlio non mangia? E perché mio figlio non cresce? In realtà questi temi non vanno affrontati separatamente. La crescita è un fenomeno complesso e ci sono diversi fattori da tenere in considerazione: le influenze ambientali e i fattori genetici ne sono un esempio. La nutrizione ha una grande importanza non solo come risposta al bisogno del bambino che cresce. Nei primissimi anni di vita infatti il comportamento alimentare va a influire direttamente sul futuro sviluppo metabolico del soggetto in età adulta. Il divezzamento, data la sua importanza, deve quindi essere indirizzato e non affidato al libero arbitrio della famiglia. Non bisogna trascurare il gusto perché una buona esperienza del gusto è un diritto di tutti i bambini."

La seconda area tematica "Alimentazione e sviluppo psicologico" è stata affrontata grazie all'intervento della dott.ssa Valeria Zanna dell'Unità Operativa di Neuropsichiatria Infantile.

"La prima infanzia è connotata da diversi momenti all'interno dei quali possono manifestarsi dei disturbi alimentari. Durante l'allattamento fondamentale è la capacità della mamma di sintonizzarsi in maniera corretta con il bambino. Lo svezzamento invece è un momento delicato perché il bambino fa conoscenza con molti cibi nuovi e  sente mettere in crisi il rapporto con la mamma creato in precedenza. Molto spesso i bambini, manifestando attraverso il rifuto la propria paura verso il nuovo, si riassicurano quel legame."

"Nella seconda infanzia inizia un forte confronto con il mondo esterno che purtroppo costituisce un importante fattore di rischio nel determinismo dei disturbi alimentari. L'alimentazione selettiva può diventare una patologia quando interferisce con una crescita sana e soprattutto con una buona e adeguata vita sociale."

"L'adolescenza costituisce l'età più a rischio per patologie come l'anoressia nervosa o la bulimia perché il corpo assume una centralità importante. I genitori devono insegnare ai propri figli a coesistere con il loro corpo. La ricerca di un corpo ideale costituisce infatti il presupposto per un disturbo alimentare grave poiché in quanto ideale non è mai raggiungibile."

Successivamente è intervenuta la dott.ssa Silvia Amendola, psicologa dell'Unità di Psicologia Clinica di cui è responsabile la dott.ssa Simonetta Gentile, anche lei moderatrice del workshop, per affrontare il tema "Alimentazione e relazioni". "Tutti i genitori, per poi dare il buon esempio, dovrebbero chiedersi e riflettere sul proprio rapporto con il cibo. Esiste un problema di comportamento alimentare che effettivamente sollecita l'appetito e quindi bisogna lavorarci. L'Ospedale Bambino Gesu ha attivo un servizio di neuropsichiatria infantile in cui c'è una sezione dedicata al comportamento alimentare e un day hospital di trattamento in cui si eseguono contemporaneamente interventi di terapia sui bambini e sui genitori dietro un monitoraggio clinico-psichiatrico."

Nella seconda parte dell'evento, dove ha partecipato come moderatrice la dott.ssa Rosaria Giampaolo, responsabile dell'Ambulatorio Pediatrico, si è svolta una discussione in gruppi in cui un team di esperti ha interagito direttamente con i genitori fornendo consigli pratici per affrontare le differenti criticità in riferimento alle diverse età dei ragazzi.

Ecco alcune domande che i genitori presenti a questa iniziativa hanno sottoposto ai nostri specialisti:

Domanda: "Cosa posso fare per introdurre nell'alimentazione di mio figlio degli alimenti che lui detesta e non intende ingerire?"
Risposta: "Innanzitutto è bene sapere che i bambini non vanno forzati durante i pasti. La soluzione più immediata potrebbe consistere nello stimolare il bambino. Piatti colorati, tavole ben preparate e pasti condivisi con tutta la famiglia in un clima positivo possono rivelarsi molto efficaci. Trattandosi di un nuovo alimento per il bambino bisogna essere pazienti e dedicare molto tempo a questa attività. Non bisogna arrendersi ma cercare di riproporlo più volte per abituarlo a tale novità."

Domanda: "Le abitudini dei nonni molto spesso rendono l'educazione alimentare di mio figlio ancora più difficile."
Risposta: "La linea genitoriale deve essere sempre rispettata. Molto spesso sono 4 i genitori ma è una situazione che deve essere gestita attentamente. Una possibile soluzione potrebbe essere quella di dare ai nonni dei ragazzi l'idea di una loro possibile sostituzione con la figura momentanea di una baby sitter. Il senso di colpa di un vostro rimprovero non deve esserci se esso è mirato a un accorgimento educativo per il vostro bambino. Si tratta di un discorso di modo non di contenuto."

Domanda: "Mio figlio molto spesso fa i capricci e rifiuta certi tipi di pasti. Per compensare questa mancanza, è corretta la mia abitudine di offrire cibi alternativi di suo gradimento?"
Risposta:  "Questo vostro comportamento deve essere modificato. Vostro figlio potrebbe facilmente fare leva su questa vostra debolezza per ottenere le uniche cose di cui ha voglia in quel momento."

Domanda: "Mio figlio cresce molto di peso e di altezza ma la sua dieta ha una eccessiva presenza di proteine. Devo preoccuparmi nonostante il suo sviluppo sembra apparentemente normale?"
Risposta: "Il dosaggio dei vari alimenti in una dieta è un elemento a cui deve essere dedicata una grande attenzione da parte vostra. Una valutazione clinica è sempre consigliata in questi casi."

Domanda: "Quanta importanza devo attribuire alla soddisfazione di mio figlio nei confronti del pasto che consuma?"
Risposta: "Vostro figlio, senza costrizioni, deve cercare di seguire una dieta più variata possibile. Naturalmente non tutti gli alimenti vengono apprezzati allo stesso modo. Bisogna sperimentare, ad esempio proporre lo stesso alimento ma cucinarlo in differenti modi. Si tratta di un percorso molto lungo, a volte riuscirete altre volte no. Aiutateli a crescere e a trovare una dimensione."