Quello che i bambini sognano

In occasione della Giornata mondiale dei Sogni, i pazienti svelano i loro desideri. Pizza mozzarella, pesca "subaqua, e che tutti trovino la forza di affrontare il buio
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25 September 2017

Quello che i bambini sognano

Un uomo è vecchio - diceva Einstein - solo quando i rimpianti, in lui, superano i sogni.

Solo quando il ricordo delle occasioni perdute sottrae tempo al desiderio di fare e scoprire cosa il mondo ha ancora in serbo per lui.
I bambini no. Loro, solamente, conservano intatti la capacità, e il coraggio, di sognare, anche quando la vita smette di accarezzarli.
In occasione della Giornata mondiale dei Sogni, nei reparti dell'ospedale si vedono cartoncini colorati, pennarelli, pastelli, colla e forbici. Ogni bambino ha impresso il suo sogno lì, dove non può scordarlo nessuno. Alla domanda "Qual è il tuo più grande sogno?", nessuna esitazione, da parte loro. Un'espressione illuminata, un sorriso sincero, un'emozione. Tutto quello che in loro, ancora, i sogni sono in grado di accendere.
 
Il mio sogo è pizza mozzarella, scrive Gaia, su un foglio colorato, ritagliato a forma di nuvola. Un disegno, su quel cartoncino: uno spicchio di pizza con tanto sugo, e grandi pezzi di mozzarella filante. E poi una "n" aggiunta dopo. Forse per paura che per colpa dell'errore grammaticale il suo sogno possa non realizzarsi.
 
Valentina, dal reparto di oncoematologia, ci fa sapere che il suo sogno è diventare una parrucchiera. Prendersi cura dei capelli degli altri, il suo desiderio, ora che non ha la possibilità di spazzolare i suoi.
Occhi da orientale, abiti di seta, templi e fiori di ciliegio è il viaggio che compie una paziente, dal suo letto di ospedale, avvolta da un pigiama grigio e rosso, nell'attesa di realizzare il suo più grande sogno, Viaggiare in Giappone.
 
E poi c'è Alessandro. La cucina e la velocità, nel suo cuore. Diventare chef e prendere la moto, imprime a caratteri decisi in un grande foglio verde.
Fatimah vuole diventare un'artista. E' quello che scrive sopra una mongolfiera, perché quell'aeromobile possa portare il più in alto possibile il suo sogno.
Achille vuole diventare un nuotatore, Haroon vuole sciare e andare a cavallo, mentre un bimbo vuole fare pesca "subaquea".

Ognuno di loro con il proprio piccolo grande sogno, rivolto a se stesso o agli altri. 
Il mio è che tutti i bambini e i genitori di questo ospedale trovino la forza di affrontare questo periodo buio, è quello che scrive una paziente su una nuvola rosa.
 
Perché loro, i bambini, hanno il cuore generoso. E sanno che sognare è più bello, se non si è da soli.