Radiologia scheletrica

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11 December 2013


CHE COS'È?

La radiologia è la metodica di imaging più vecchia e frequentemente utilizzata.
Le immagini radiologiche sono la via più rapida e facile per diagnosticare fratture ossee in tutti i distretti del corpo umano dal cranio, alle ossa lunghe, alla colonna vertebrale. Due radiografie del segmento scheletrico (a volte tre) sono sufficienti per lo studio delle articolazioni. 
La radiologia svolge un ruolo primario nella chirurgia ortopedica e nel trattamento di traumi sportivi. È utile nelle neoplasie ossee particolarmente nelle forme avanzate.


QUALI LE INDICAZIONI ALLA METODICA?

L'utilizzo più frequente della radiologia scheletrica è quella dedicata alla diagnosi e trattamento delle fratture ossee. Le immagini ottenute dopo il trauma possono evidenziare fratture anche minime e quelle ottenute dopo il trattamento valutano se la frattura è allineata e consolidata.
L'indagine inoltre viene utilizzata nella chirurgia ortopedica sia nei trattamenti vertebrali che articolari o nella riduzione delle fratture. La metodica è utile nella diagnosi e monitoraggio di patologie degenerative come l'artrite.


QUALI I PREPARATIVI PER LA RADIOGRAFIA?

Non sono necessarie preparazioni particolari per la maggior parte delle radiografie scheletriche. Viene richiesto di togliere indumenti e materiale metallico che possano mascherare il segmento osseo da studiare.
Le pazienti in età fertile saranno allertate sui rischi di gravidanza in atto.


IN COSA CONSISTONO LE APPARECCHIATURE?

Le più comuni apparecchiature radiografiche consistono in un rilevatore digitale e nel tubo radiogeno che emette il fascio di raggi x.
 

COME FUNZIONA L'INDAGINE?

La radiografia utilizza l'esposizione del corpo a basse dosi di radiazioni x per produrre immagini degli organi interni.
Quando le radiazioni penetrano nel corpo vengono assorbite in maniera diversa a seconda delle diverse parti anatomiche. Le coste e la colonna vertebrale, ad esempio, assorbono la maggior parte delle radiazioni e risultano bianche o tenuemente grigie sulla pellicola. I polmoni ed il fegato assorbono una bassa dose di radiazioni ed appaiono neri. Fratture ossee o lesioni neoplastiche possono essere facilmente diagnosticate con una radiografia.


COME SI ESEGUE?

Il tecnico di radiologia posiziona il paziente sul tavolo radiologico dove inserirà la cassetta radiografica. Sacchetti di sabbia o cuscini aiutano il piccolo paziente a mantenere la posizione in maniera più comoda. Il tecnico si sposta in una sala adiacente da cui aziona l'apparecchio inviando un fascio di radiazioni x che colpiscono il corpo del paziente e poi impressionano il detettore.


QUALI SENSAZIONI DURANTE L'ESAME?

È una indagine indolore. Il fastidio principale è dato dalla sensazione di freddo data dal contatto con il detettore.
I pazienti con artrite o traumi al torace, spalle o braccia possono avere problemi a mantenere la posizione necessaria per l'esecuzione dell'indagine. In questi casi il tecnico si adopera per far trovare una posizione comoda che non infici però la qualità diagnostica della radiografia.


CHI INTERPRETERÀ LE IMMAGINI?

Il medico radiologo, specializzato nel supervisionare ed interpretare le immagini, le visualizza e scriverà un referto con la sua interpretazione diagnostica da recapitare al medico inviante.
 

QUALI BENEFICI E QUALI RISCHI?

Benefici:
- è molto utile nel riconoscere patologie ossee come fratture, infezioni, artriti e neoplasie;
- risulta particolarmente importante ed utilizzata nell'emergenza poichè è una metodica rapida e semplice;
- è relativamente economica e largamente diffusa e risulta pertanto conveniente al paziente ed al medico.

Rischi:
- i raggi X sono radiazioni ionizzanti invisibili e che non creano alcuna sensazione quando attraversano il corpo;
- particolare attenzione viene posta per la radioprotezione del piccolo paziente coprendo addome e pelvi con schermi piombati ad eccezione degli esami in cui dette regioni devono essere esplorate;
- le pazienti in età fertile saranno allertate sui rischi di gravidanza in atto;
- La dose assorbita per uno studio di tutto la scheletro è pari a quella assorbita dal fondo naturale in poche settimane.

 

QUALI LIMITI?

Mentre la metodica è estremamente chiara e dettagliata nello studio delle ossa non lo è altrettanto per lo studio dei tessuti molli. Nel caso di ginocchio e spalla, ad esempio, la Risonanza magnetica risulta più utile per valutare legamenti, versamenti articolari o altre strutture anatomiche. La Risonanza magnetica può visualizzare alterazioni ossee dette contusioni nei traumi ossei non così gravi da determinare una frattura.
Le metodiche come Risonanza magnetica, Tomografia Computerizzata sono inoltre molto utili nella valutazione di lesioni neoplastiche e traumi vertebrali.



in collaborazione con: Istituto per la Salute del Bambino e dell'Adolescente
Bambino Gesù Istituto per la Salute