I robot, amici dei bambini

All'Unità Operativa di Neuroriabilitazione i robot aiutano i piccoli pazienti a camminare, a usare il braccio e a raggiungere la massima autonomia. Come? Giocando!
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15 November 2017

Giocare è una parte essenziale della vita di ogni bambino. Sviluppa le abilità motorie, il pensiero e la relazione con gli altri. E questo è vero anche per i bambini "speciali", che faticano a camminare, a coordinare i movimenti delle mani e a giocare perché una lesione del cervello li limita.
La riabilitazione vuole aiutarli a raggiungere il massimo delle loro potenzialità di sviluppo e di autonomia, in collaborazione con le loro famiglie, con un approccio al bambino che considera il gioco uno strumento essenziale del training. Come la ricerca nell'ambito delle neuroscienze ci dimostra, per ottenere questo risultato dobbiamo attivare la plasticità neuronale, questa incredibile capacità del nostro cervello di cambiare organizzazione funzionale per effetto delle esperienze. Motivazione, intensità, ripetizione, personalizzazione e significato funzionale sono le chiavi per attivarla e perseguire l'outcome migliore.
 

I ROBOT RIABILITATIVI

I robot riabilitativi, integrati con sistemi di realtà virtuale, soddisfano queste esigenze, con un approccio ludico che motiva il bambino ad apprendere migliori strategie di pensiero e di controllo motorio. Un aspetto importante è la capacità del robot di registrare indicatori oggettivi della performance motoria del bambino, consentendo al clinico attività di ricerca volte alla definizione delle migliori strategie di training e di operare secondo i principi dell'Evidence Based Medicine.
 

I ROBOT IN OPBG

Grazie alla collaborazione e generosità della "Fondazione Roma", dal 2014 i bambini degenti nell'Unità di Neuroriabilitazione dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù hanno a disposizione robot "amici" che li aiutano ad imparare a camminare, a farlo meglio e più a lungo (Sistema Robotico Lokomat), ad usare il braccio (Robot Arm) e la mano (Robot Wrist), a raggiungere la massima autonomia personale giocando. Sono ormai centinaia i piccoli pazienti che, dall'età di 4 anni, hanno usufruito di questa opportunità, con progressi tangibili di cui i primi ad accorgersi sono i loro genitori.

Grazie alla prosecuzione della collaborazione con "Fondazione Roma", ai robot già in uso si aggiungerà un "cavallo robotico" (Sistema Robotico HIROB) per aiutare i bambini a controllare la testa, il busto, il bacino e a migliorare l'equilibrio, funzioni essenziali per poter stare in piedi e camminare.


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