Soddisfazione dei bisogni e autonomia del paziente

Stampa Pagina

24 March 2017

Ogni settimana "I ragazzi del Bambino Gesù" ci mostra attraverso il documentario, in onda su Rai 3, aspetti diversi di ciò che vive il paziente e la sua famiglia. In questa nuova puntata è molto forte l'insieme dei diversi bisogni, non solo di tipo assistenziale, espressi in un continuum tra lo stare in ospedale e andare a casa.

Le parole chiave di questa nuova puntata sono quindi racchiuse nella soddisfazione dei bisogni, dei ragazzi e delle loro famiglie, nella loro dimensione psicologica, sociale e culturale, nella tutela della sicurezza, nell'accoglienza e nell'accompagnamento all'autonomia nella gestione e presa in carico del proprio problema di salute. I ragazzi hanno mostrato il bisogno di essere curati e di sentirsi sicuri in ospedale, ma anche il bisogno di tornare a casa. Al tempo stesso si è reso evidente lo sforzo e le decisioni assunte dai medici e dagli infermieri, per soddisfare i bisogni, tutelando e garantendo la sicurezza.

La peculiare funzione del processo assistenziale e del team, infermieri e medici, è quella di assistere la persona malata o sana nell'esecuzione di quelle attività che contribuiscono alla salute o al suo ristabilimento senza sostituirsi completamente ma favorendo l'autonomia. Attività che eseguirebbe senza bisogno di aiuto se avesse la forza, la volontà o la conoscenza necessarie. In questo modo viene aiutata la persona, il paziente e la sua famiglia a raggiungere l'indipendenza il più rapidamente possibile.

È proprio questo l'obiettivo quotidiano evidente nel documentario, in alleanza continua con il paziente e la famiglia, aiutare per raggiungere l'indipendenza, per tornare a casa e prendersi cura di se stessi, senza paura, senza dipendenza, ognuno con i propri modi e le proprie vie. Riuscire a soddisfare anche i più piccoli bisogni e attività di vita quotidiana in autonomia, dopo un periodo di dipendenza dovuto alla malattia, porta una grande gioia e un senso di conquista e di libertà.

Ognuno dei nostri ragazzi e i loro genitori ha vissuto questa sensazione nell'entrare e uscire dall'ospedale, sapendo che vi è una relazione dinamica ed empatica con i professionisti che lo hanno in cura e sui quali poter contare. Hanno imparato che la relazione cambia col modificarsi delle loro necessità, in una tensione continua verso l'autonomia personale, attraverso un loro forte coinvolgimento e partecipazione.