Somministrazione simultanea di vaccini

Quando e perché somministrare più vaccini in un'unica volta
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05 February 2020

La letteratura scientifica più recente ha dimostrato chiaramente che molte vaccinazioni possono essere fatte insieme, senza nessun problema. Anzi sembra addirittura che funzionino meglio perché attivano maggiormente il sistema immunitario che risponde quindi con più energia.

COME FARE
È possibile, e accade di frequente, somministrare simultaneamente più vaccini in due modi:

- I vaccini sono combinati perché sono già preparati insieme nello stesso flacone o nella stessa fiala. Una sola iniezione, quindi, permette di somministrare più vaccini (es. esavalente: con una singola somministrazione si inoculano gli antigeni del tetano, difterite, pertosse, Haemophylus, epatite B e i 3 ceppi della poliomielite);
- Più vaccini possono essere somministrati nello stesso momento con due (o più) iniezioni diverse o per altre vie di somministrazione (es. esavalente, anti-pneumococcica, anti-meningite, anti-rotavirus…).

Questa pratica non modifica l'efficacia dei singoli vaccini, e non aumenta gli effetti collaterali, anzi migliora e potenzia la risposta del sistema immunitario. Somministrare più vaccini contemporaneamente permette anche di evitare che vengano fissati appuntamenti frequenti e ravvicinati che potrebbero essere dimenticati e provocare ritardi nella vaccinazione. Ha, inoltre, il vantaggio, quando si usano vaccini combinati, di ridurre il numero di iniezioni, e quindi il disagio e lo stress del bambino (…e dei genitori!).

PERCHÉ FARLI INSIEME
Bisogna dunque ricordare che al momento è documentata:

- La non pericolosità e l'assenza di un aumento degli eventi avversi vaccinando con un vaccino multivalente che contiene più vaccini nella stessa fiala; questo anche se si è già immuni (per infezione naturale o pregressa vaccinazione) ad alcune delle malattie incluse nel vaccino (es. chi ha avuto il morbillo e viene vaccinato con il vaccino MPR);
- L'inutilità di test pre-vaccinali che, a detta di chi li vende, permetterebbero di identificare presunte predisposizioni a effetti collaterali dopo vaccinazione. Questi test sono totalmente inutili perché ne è stata dimostrata la assoluta inaffidabilità e l'assenza di qualsiasi valore predittivo. Oltre tutto, gli effetti collaterali seri dei vaccini attualmente in uso sono talmente rari che prevederli sarebbe come cercare un ago nel pagliaio!

In altre parole, la probabilità che i vaccini attualmente utilizzati provochino effetti avversi seri è così bassa, che la possibilità di dimostrare il rapporto di causa-effetto (anche nella improbabile evenienza che ciò possa accadere) è statisticamente troppo bassa; questo perché sono molteplici e molto più elevate le condizioni in cui tali eventi siano scatenati da un'altra causa (infezione naturale, traumi, sottostanti patologie su base genetica, etc.).
I dati scientifici e l'esperienza acquisita sia in Italia che in altri Paesi europei dimostra che più vaccini somministrati insieme hanno molti più vantaggi che svantaggi: ad esempio in Inghilterra fin dai primi mesi di vita si somministrano insieme l'esavalente, il vaccino anti-pneumococco 13 valente, l'anti-meningococco di tipo B e l'anti-rotavirus.

GLI STUDI SCIENTIFICI
Una revisione sistematica delle pubblicazioni scientifiche ha dimostrato che qualsiasi vaccino inattivato può essere co-somministrato contemporaneamente ad altri vaccini, compresi quelli vivi attenuati. L'unica precauzione consiste nel controllo dello stato di salute del paziente prima delle vaccinazioni.
I dati hanno mostrato ad esempio come:

- Si può somministrare il vaccino contro la febbre gialla con altri vaccini vivi attenuati (ad esempio MMR, MMRV, varicella);
- Il vaccino meningococcico ACWY può essere co-somministrato con il vaccino anti-meningococco B;
- Il vaccino per il colera (Dukoral) può essere somministrato 8 ore dopo la vaccinazione orale contro il tifo;
- Cè la possibilità di diluire la vaccinazione ACT-HIB con TETRAVAC in un'unica fiala;
- Più vaccinazioni possono essere effettuate nello stesso sito anatomico a condizione che i vaccini vengano iniettati ad almeno 2,5 cm di distanza l'uno dall'altro;
- La co-somministrazione di vaccini riduce i tempi di attesa dei pazienti e riduce le liste di attesa.

Percorsi di Cura e Salute: Vaccinazioni


A cura di: Alberto Tozzi*, Guido Castelli Gattinara**
*Area di Ricerca Malattie Multifattoriali e Malattie Complesse
**Istituto Bambino Gesù per la Salute del Bambino e dell'Adolescente
In collaborazione con: