Sotto il sole con prudenza: le regole dell'esposizione ai raggi solari

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L'esposizione alla luce solare nelle ore meno calde è sicuramente la prima regola della corretta esposizione al sole. La cute deve tuttavia essere protetta utilizzando creme con filtri solari. Maggiore attenzione deve essere usata per i bambini più piccoli e per tutti i soggetti con pelle chiara che, più facilmente, possono andare incontro a eritemi cutanei. Una esposizione ai raggi solari "intelligente" evita anche le fastidiosissime congiuntiviti. Per i bambini più grandi, in caso di maggior esposizione al sole, utilizzare sempre gli appositi occhiali.

La fotoprotezione consiste nell'adozione di tutti quei provvedimenti in grado di ridurre gli effetti nocivi delle radiazioni ultraviolette sulla cute. 

Gli effetti delle radiazioni ultraviolette si possono distinguere in precoci e tardivi. 

Tra quelli precoci vi sono effetti positivi:
- riscaldamento del corpo dovuto alla componente dei raggi infrarossi;
- azione antirachitica per la produzione da parte dei raggi ultravioletti della vitamina D;
- effetto antidepressivo.

Ed effetti negativi: 
- eritema solare 

Tra gli effetti tardivi ritroviamo invece:
- miglioramento di alcune dermatosi (dermatite atopica, psoriasi, vitiligine);
- pigmentazione tardiva che incomincia a distanza di 2 giorni dall'esposizione;
- invecchiamento della pelle o photoaging;
- insorgenza di tumori della pelle causata dall'esposizione prolungata o reiterata agli ultravioletti A e B. 

È quest'ultimo il fenomeno che la fotoprotezione si prefigge di prevenire.

Chi deve essere protetto:
- bambini a rischio di tumore per una ridotta capacità di difesa verso i raggi UV (albinismo, xeroderma pigmentoso);
- bambini affetti da fotodermatiti, ossia malattie della pelle causate dall'esposizione al sole;
- bambini sottoposti a terapia sistemica foto sensibilizzante;
- bambini affetti da patologia sistemica associata a fotosensibilità. 

La capacità dei raggi ultravioletti A (UVA) di indurre tumori della pelle è 100 volte inferiore a quella degli ultravioletti B (UVB). Durante l'esposizione su una spiaggia si assorbe una quantità di UVA 100 volte superiore agli UVB: si comprende quindi l'importanza di utilizzare degli schermi solari protettivi nei confronti di tutto lo spettro degli ultravioletti.

Come scegliere un antisolare
- Scegliere antisolari con un ampio spettro di assorbimento, che copra tanto la banda dei raggi UVA che degli UVB;
- Preferire i prodotti con fattori di protezione più alti tenendo presente che non esistono protezioni o schermi totali e che per legge la protezione massima dichiarabile è di 50 per gli UVB. Per gli UVA non ci sono ancora metodi standardizzati;
- Valutare la resistenza all'acqua, al sudore e la persistenza del prodotto; lo schermo va comunque applicato ripetutamente;
- Scegliere una formulazione ben tollerata ed accettabile cosmeticamente (oggi sono a disposizione non solo creme, ma anche latti, spray, gel...).

Il fototipo cutaneo

Si tratta di una scala di valori che va dal I al VI e che suddivide la popolazione in base alla carnagione ed alla capacità di non scottarsi e di abbronzarsi. I fototipi con valori più bassi (I, II, III) devono utilizzare fattori di protezione più elevati.

Perché i bambini devono essere fotoprotetti

La quantità di melanina prodotta è minima nelle prime fasi della vita per poi aumentare progressivamente con lo sviluppo. Studi epidemiologici hanno dimostrato che l'esposizione intensa in giovane età (al di sotto dei 15 anni) esercita effetti assai più nocivi ai fini del rischio di tumori della pelle. Infatti, il rischio di tumore della pelle sarebbe in gran parte determinato dal modo in cui l'individuo è stato protetto dalle radiazioni UV nei primi anni di vita, mentre i cambiamenti comportamentali successivi avrebbero una minor capacità di prevenire questi tumori.

Le regole della "tintarella"

Per ottenere la "tintarella" evitando gli effetti nocivi del sole è consigliabile attenersi alle seguenti norme:
- le persone con capelli rossi devono rinunciare all'abbronzatura 
- evitare l'esposizione tra le ore 11:30 e 15:30 quando la concentrazione dei raggi UV è maggiore 
- evitare le posizioni immobili e quindi non far dormire mai il bambino sotto il sole 
- evitare i prodotti empirici topici, ovvero i cosiddetti preparati "casalinghi" che stimolano l'abbronzatura 
- non considerare l'ombrellone o il bagno in acqua come una protezione efficace 
- non utilizzare prodotti potenzialmente fotosensibilizzanti come farmaci, cosmetici, profumi (prometazina, tintura di bergamotto, profumi ed essenze varie) 
- aumentare progressivamente la durata dell'esposizione (di 15-30 minuti al giorno) 
- partire all'inizio con fattori di protezione elevati per diminuire solo quando si è sviluppata una abbronzatura sufficiente 
- applicare ripetutamente le creme protettive (ogni 2 ore circa e dopo ogni bagno) 
- scegliere un prodotto ben tollerato e cosmeticamente accettabile onde evitare il rifiuto da parte del bambino 
- la protezione in età pediatrica è indispensabile anche per la prevenzione dei tumori della pelle in età adulta 
- consultare il dermatologo per consigli specifici nel caso di bambini affetti da patologie cutanee o sistemiche associate a fotosensibilità.