Test Allergometrici

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Sono uno strumento diagnostico indispensabile per scoprire o confermare la presenza di sensibilizzazione allergica. Ecco in cosa consistono e quando è possibile effettuarli.
 

A COSA SERVONO

La diagnosi di malattia allergica si basa prevalentemente sulla storia clinica dei disturbi accusati dal bambino e sui risultati di indagini specifiche per confermare il sospetto clinico. Se il lattante manifesta sintomi di sospetta allergia, può essere sottoposto a prick test con l'allergene sospetto fin dalle prime settimane di vita.
 

TEST DIAGNOSTICI

Per la diagnosi di allergia respiratoria:

- sono sufficienti i test cutanei diagnostici eseguiti sulla cute del braccio (prick test); raramente si deve ricorrere ad esami del sangue per confermare la diagnosi di allergia respiratoria. Il prick test consiste nell'applicazione sulla pelle del bambino di una goccia dell'allergene da testare, nel pungere la cute con una puntina sottile e osservare la reazione dopo 15 minuti. Se vi è reazione, compare un pomfo di diametro superiore a 3 millimetri con o senza alone di arrossamento.

Per la diagnosi di allergia alimentare:

- l'osservazione della scomparsa dei sintomi, mediante l'eliminazione dell'alimento dalla dieta e della loro ricomparsa con la reitroduzione dell'alimento, permetterà di porre diagnosi di intolleranza a quell'alimento;

- i prick test hanno un ruolo puramente accessorio nella diagnosi di allergia alimentare; quelli con estratti del commercio possono rappresentare un'indagine indicativa per l'allergia a proteine stabili, come quelle del latte vaccino e dell'uovo di gallina. Per frutta e verdura il test va eseguito con il cibo fresco (il cosiddetto test prick by prick) perché queste proteine sono labili e vengono alterate dalla preparazione industriale;

- il test di scatenamento con l'alimento in causa è lo strumento indispensabile per la diagnosi corretta di allergia alimentare. Consiste nella somministrazione per bocca di piccole dosi crescenti dell'alimento non tollerato (o sospettato tale), da effettuare sotto controllo medico, meglio in ospedale;

- nella pratica clinica, sono quasi sempre inutili le indagini di laboratorio del sangue (i cosiddetti RAST) e sono assolutamente sconsigliate indagini "alternative" (Test di provocazione e neutralizzazione, Test citotossico o Cytotest, D.R.I.A. test, Elettroagopuntura o test elettrodermico, Kinesiologia applicata, Biorisonanza) perché prive di qualunque validità scientifica. Per la diagnosi di allergia alimentare possiamo contare solo sul sospetto clinico tratto dalla storia delle manifestazioni, sull'eliminazione del cibo sospettato dalla dieta per 2-3 settimane e sulla sua successiva reintroduzione (test di scatenamento).

Test falsamente negativi

Per evitare che i prick test possano risultare falsamente negativi, non vanno somministrati antistaminici per una settimana almeno prima della loro esecuzione. Tuttavia, soprattutto nell'allergia alimentare, i prick test possono risultare falsamente negativi anche se eseguiti con tecnica ineccepibile e l'allergia può essere diagnosticata soltanto con i test di scatenamento.

Test falsamente positivi

Molti bambini hanno prick test o RAST positivi ad uno o più allergeni pur non avendo mai sofferto di nessuna malattia allergica. I test allergologici rappresentano quindi un utile strumento diagnostico per l'allergologo pediatra che ha il compito, spesso non facile, di interpretare la positività del test alla luce della storia clinica e dell'esame obiettivo del bambino con sospetta allergia. Occorre molta competenza ed altrettanta esperienza per diagnosticare le malattie allergiche e per evitare che vengano etichettati – e magari curati – come allergici problemi che con l'allergia non hanno nulla a che vedere.


a cura di: Alessandro Fiocchi
in collaborazione con: 
Bambino Gesù Istituto per la Salute