Trapianto di cuore: le sei cose da sapere

È un intervento chirurgico che si esegue solo dopo aver provato altre terapie mediche e chirurgiche
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11 November 2019


Il trapianto è un intervento chirurgico che consiste nella sostituzione del cuore malato con un cuore sano. Il donatore, venuto a mancare per cause non legate alla salute del cuore, dovrà essere compatibile sia per taglia/dimensioni fisiche, sia per gruppo sanguigno.

Dal 1986 ad oggi sono stati effettuati al Bambino Gesù 329 trapianti toracici di cui 274 di cuore.
La sopravvivenza per era trapiantologica è andata progressivamente aumentando. Tra il 1986 e il 1996 il tasso di sopravvivenza a 5 anni era del 65%, tra il 1996 e il 2006 era del 75% e dal 2006 ad oggi è superiore all'85%.

PERCHÉ SI FA UN TRAPIANTO DI CUORE?
Il trapianto cardiaco è una terapia chirurgica che viene adottata in pazienti affetti da patologie cardiache (sia anomalie strutturali del muscolo cardiaco e/o anomalie anatomiche del cuore e dei grossi vasi) che non rispondono ad ulteriori terapie mediche e/o chirurgiche. 

DA CHE ETÀ SI PUÒ FARE IL TRAPIANTO DI CUORE?
Il trapianto cardiaco si può fare sin dall'età neonatale.

QUALI SONO LE PATOLOGIE PER LE QUALI È INDICATO UN TRAPIANTO DI CUORE?
Le patologie per le quali si da indicazione al trapianto di cuore per i pazienti pediatrici sono le cardiopatie o cardiomiopatie che non rispondono ad altri tipi di interventi correttivi o palliativi.
Ecco un breve elenco:

- Cardiomiopatia terminale in III-IV classe funzionale (classificazione NYHA), refrattaria a terapia medica e con prognosi inferiore a 24 mesi;
- Portatori di cardiopatie congenite complesse per i quali non esista possibilità di trattamento chirurgico convenzionale e con prognosi inferiore a 24 mesi.
 

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QUALI SONO I TEMPI DI ATTESA PER UN TRAPIANTO?
Il trapianto è soggetto alla disponibilità di un donatore compatibile, per questa ragione non è un intervento programmabile. I pazienti che necessitano di un trapianto vengono inseriti nelle liste del Centro Nazionale Trapianti (CNT). I tempi di realizzazione del trapianto non dipendono dalla lunghezza della lista di attesa, né dalla data di immissione in lista di attesa, ma dalla compatibilità individuale con il donatore. In pratica, ogni qualvolta si rende disponibile un cuore da donatore, questo viene al ricevente più compatibile. In ogni caso i tempi di attesa sono circa di un anno e mezzo. Esistono delle liste di urgenza per i pazienti arrivati allo stato terminale o che richiedono supporti artificiali.

QUALI SONO LE POSSIBILI COMPLICANZE DEL TRAPIANTO DI CUORE?
L'intervento chirurgico di trapianto presenta rischi simili che sono sovrapponibili e non maggiori a quelli legati ad altri interventi di cardiochirurgia palliativa spesso già affrontati dai pazienti. Le possibili complicanze successive alla fase chirurgica riguardano il "rigetto" dell'organo trapiantato e la tossicità dei farmaci antirigetto.
Quando si introduce un corpo estraneo all'organismo questo reagisce attaccandolo con una forte risposta del sistema immunitari.
Questo è quello che succede ai tessuti del nuovo cuore. Il rigetto può essere acuto o cronico. Il primo si verifica nei primi mesi e porta ad una forte infiammazione del nuovo organo. Il secondo si sviluppa negli anni seguenti e causa un ispessimento dei vasi sanguigni presenti nel cuore.
Per evitare il rigetto, il paziente deve assumere a vista dei farmaci immunosoppressori che deprimono il funzionamento del sistema immunitario e in questo modo gli fanno "tollerare" il nuovo ospite. Nel tempo il paziente può sviluppare sensibilità alla tossicità immunosoppressiva.

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QUAL È LA PROSPETTIVA DI VITA DEL PAZIENTE TRAPIANTATO?
Non ci sono in assoluto delle limitazioni particolari per i bambini sottoposti a trapianto cardiaco.
Più del 50% dei pazienti svolge a scuola la normale educazione fisica ed ottiene certificazione per svolgere attività sportiva non agonistica. La quasi totalità dei pazienti ha una normale scolarità. I pazienti diventati grandi hanno costruito famiglie (3 ragazze hanno avuto figli) e lavorano normalmente.
Le attenzioni genericamente consigliate riguardano l'igiene e tutte le attenzioni volte a ridurre i rischi infettivi. L'aspetto fondamentale è costituito dal rispetto assoluto delle indicazioni ricevute per le terapie (dosi e orari) e sui controlli previsti (almeno trimestrali).


Leggi online lo speciale di 'A scuola di salute' dedicato alla nona puntata:

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a cura di: Francesco Parisi
Unità operativa di Trapiantologia Toracica ed Ipertensione Polmonare
In collaborazione con: