Controllare la trasmissione dei batteri resistenti agli antibiotici

Il progetto del Bambino Gesù finalista al bando promosso dal network JCI. Obiettivo: prevenire le infezioni ospedaliere
Stampa Pagina

La diffusione di batteri resistenti agli antibiotici rappresenta un importante problema di sanità pubblica. In ambito europeo, l'Italia è uno dei paesi più interessati dal fenomeno dell'antibiotico-resistenza.

L'Ospedale ha predisposto un progetto per il controllo della trasmissione dei germi gram-negativi multi resistenti in bambini ad alto rischio, che è stato presentato tra i finalisti al convegno promosso dal network JCI in svolgimento nell'auditorium di San Paolo Fuori le Mura.

Uno strumento utile per limitare la diffusione intra-ospedaliera di questi micro-organismi è la sorveglianza attiva, mirata ad identificare i pazienti con colonizzazione intestinale, che possono eliminare i batteri gram-negativi multi resistenti (MDR) attraverso le feci per lunghi periodi di tempo e per cui è quindi importante adottare le precauzioni da contatto, specialmente nelle aree con pazienti in condizioni che comportano un maggior rischio di sviluppare infezioni.

Si tratta, per il Bambino Gesù, delle aree in particolare con neonati o pazienti con immunodeficienze congenite o acquisite.

È stato pertanto definito un protocollo basato sulle linee guida internazionali, che prevede l'esecuzione della ricerca dei pazienti con colonizzazione intestinale con l'esecuzione di coprocolture, la  comunicazione proattiva da parte della Microbiologia in caso di microrganismi multiresistenti e la verifica dell'adozione delle precauzioni da contatto (l'igiene antisettica delle mani e l'uso di guanti e sovra camice in tutte le attività assistenziali ai pazienti)

Nel corso del 2013, l'adozione di queste azioni ha portato ad una netta riduzione delle batteriemie da germi gram negativi miultiresistenti, che sono gravate da un elevato rischio di mortalità. Questo protocollo rappresenta quindi un ulteriore misura efficace nella prevenzione delle infezioni ospedaliere, che si associa alle altre  già intraprese in OPBG, e grazie alle quali la prevalenza delle infezioni ospedaliere è diminuita dal 7,6% nel 2007, al 2,3 nel 2013.