Stimolazione cerebrale

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TROPPI STIMOLI SONO NEMICI DELLA MEMORIA E DELLA CONCENTRAZIONE

I bambini, anche apparentemente concentrati su un singolo interesse, hanno una notevole capacità ad essere attenti e ricettivi al mondo che li circonda. E gli adulti restano sorpresi quando li vedono fare più cose insieme: ascoltare musica, fare i compiti, guardare la tv, "chattare".

Il dottor Federico Vigevano, responsabile dell'Unità Operativa di Neurologia dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, crede che questa sovrastimolazione non sia del tutto negativa: "Molti stimoli fanno anche bene. Il cervello, se costantemente stimolato, fa sì che si sviluppino capacità mentali che noi adulti, in passato, non abbiamo sviluppato se non solo parzialmente e in tempi diversi".

Ma è anche vero che questo sovrapporsi di informazioni, di dati e, soprattutto, di emozioni, può determinare una certa confusione, anche per la difficoltà ad elaborare psicologicamente e cognitivamente una gran mole di dati. Può accadere che, come in una grande stanza dove vengono depositate una moltitudine di informazioni, emozioni, stimoli, comportamenti, non si abbia poi la capacità di far ordine e di orientarsi. I consigli educativi non sempre sono di aiuto: spesso non vengono applicati con coerenza, generando uno stato di incertezza e confusione, cognitiva ed emotiva. Ciò che è più rischioso è che ci si adatti a un affollamento mentale che può ridurre in modo notevole la capacità di riflessione. Infatti, ad una sollecitazione si è pronti a rispondere, ma la risposta, proprio perché immediata, è impulsiva rischiando di divenire sempre più influenzata dai messaggi derivati dai media perdendo originalità e creatività.

Sono queste, l'originalità e la creatività, due importanti componenti della crescita del bambino: più l'affollamento mentale è precoce e più si rischia di ridurre queste potenzialità così importanti per lo sviluppo. Troppo stimolato, il cervello potrebbe sviluppare un deficit di attenzione, una mancanza di capacità di concentrazione. Cosa che non di rado si può riflettere sul profitto scolastico dei ragazzi stessi.
 

APPRENDIMENTO SEQUENZIALE O "MULTITASKING"?

Secondo una ricerca dell'Ucla (University of California Los Angeles), il procedimento sequenziale dell'apprendimento – un passo dopo l'atro - aiuta a raccogliere e memorizzare le informazioni. Chi, invece, raccoglie queste informazioni in "multitasking", impegnandosi cioè in più cose contemporaneamente, ha difficoltà nel concentrarsi e nel memorizzare correttamente tutte le informazioni che il cervello riceve.

Il dottor Vigevano chiarisce: "La parte del cervello che immagazzina e raccoglie dati è l'ippocampo, che è, infatti, attivo quando la conoscenza procede passo dopo passo, in sequenza, e che si blocca, invece, quando è in multitasking, cioè stimolato da più cose contemporaneamente. Al suo posto allora lavora lo striato, che è addetto alle azioni ripetitive".
 

L'ABUSO DI TV, VIDEOGIOCHI, INTERNET

Un utilizzo eccessivo degli apparecchi elettronici può ridurre le capacità riflessive e creative di un bambino ed indurlo ad isolarsi, ad evitare il confronto con gli altri, ostacolando quindi una corretta socializzazione.

L'abuso degli apparecchi elettronici (dalla tv ai giochi, a internet) espone i giovani ad un uso condiviso con un "altro" che non è reale, bensì virtuale: le regole non devono essere né concordate né modificate, come spesso accade nella realtà, quando ci si confronta con le persone in carne ed ossa. L'abilità sollecitata (rapporto tempo–riflessi) dà inoltre la sensazione di una capacità senza limiti che spesso invece viene delusa quando il giovane si confronta con altri coetanei in attività ludiche o sportive.

Il bambino o il giovane rischiano così di sentirsi ancora più soli, di avere paura della realtà, mentre trovano nello strumento elettronico un amico sempre disponibile ad una condivisione di regole che la società propone diversamente.
 

COME INTERVENIRE

Come sempre è l'equilibrio tra le diverse opportunità ed esperienze offerte al bambino e all'adolescente (esperienze scolastiche, ludiche, sportive e sociali) che consente uno sviluppo armonico della personalitàStabilire schemi temporali rassicurerebbe solo apparentemente i genitori. A seconda delle età, individualmente, il genitore comprende quando l'utilizzo di TV, videogiochi, internet diventa abuso e soprattutto riduce e spegne altri interessi ed attività del proprio figlio. Dunque, non regole "preconfezionate" ma create e condivise all'interno del rapporto genitori/figli.


in collaborazione con: 
Bambino Gesù Istituto per la Salute