Tutti i vaccini per i bambini

Oggi molte malattie infettive possono essere prevenute grazie alle vaccinazioni. Scopriamo quali e quanti sono i vaccini da somministrare ai bambini
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20 November 2020

L'OBIETTIVO DELLE VACCINAZIONI
Nel secolo scorso molti bambini, neonati e lattanti morivano nei primissimi anni di vita, principalmente a causa di malattie infettive. Oggi invece molte malattie infettive possono essere prevenute grazie a uno degli interventi sanitari più efficaci e sicuri: le vaccinazioni. Queste ultime infatti, rappresentano una garanzia per la crescita e lo sviluppo del bambino.
L'obiettivo delle vaccinazioni è di proteggere i bambini e gli adulti sani (ma anche i malati) dalla possibilità di contrarre alcune malattie infettive, in modo da ridurre non solo la diffusione della malattia stessa, ma le sue eventuali, gravi conseguenze in termini di disabilità e morte.
La vaccinazione può permettere addirittura di eliminare del tutto molte malattie infettive (come nel caso del vaiolo e della Polio).
Per questo motivo le autorità sanitarie di tutto il mondo offrono e raccomandano le vaccinazioni a tutta la popolazione. Affinché la prevenzione delle malattie sia efficace nel singolo bambino e in tutta la popolazione – cioè si venga a creare la cosiddetta immunità di gruppo – è importante che tutti i bambini vengano vaccinati e che ciò avvenga nei tempi raccomandati.
Questi tempi sono elencati nel calendario vaccinale – unico e raccomandato dal Ministero della Salute – che insieme alle più importanti società scientifiche definisce il Piano per la Prevenzione Vaccinale.
Alcuni di questi vaccini sono universali e sono indicati per tutti fin dai primi mesi di vita. Altri sono indicati negli adolescenti o in situazioni particolari come avviene nel caso di viaggi in zone endemiche, vale a dire in cui la malattia è radicata, o in pazienti con alcune malattie, spesso croniche, che rendono particolarmente pericolose alcune malattie infettive.
Le vaccinazioni vengono iniziate molto presto proprio per proteggere i bambini nei primi mesi di vita, quando le infezioni possono essere più gravi e pericolose.

LE VACCINAZIONI NEL PRIMO ANNO DI VITA
Nel primo anno di vita, attraverso il vaccino esavalente che viene somministrato in tre dosi (al 3°, al 5° e al 12° mese di vita), il bambino riceve protezione contro la poliomielite, il tetano, la difterite, la pertosse, l'epatite B e l'Haemophilus influenzae di tipo b.
A queste vaccinazioni si aggiungono quella per lo pneumococco e quella per il meningococco di tipo B, entrambe somministrate in tre e due dosi fino al compimento dell'anno di età. Nei primi mesi di vita viene anche raccomandata la vaccinazione contro il rotavirus, causa di gastroenterite.
Subito dopo il compimento dell'anno di vita va somministrata la vaccinazione contro morbillo-parotite-rosolia insieme a quella contro la varicella molto spesso in un'unica iniezione. In quest'epoca si somministra anche la vaccinazione contro il meningococco di tipo C o il vaccino quadrivalente ACW135Y e un terzo richiamo per meningococco di tipo B.

LE VACCINAZIONI SUCCESSIVE
Negli anni successivi si procede alla somministrazione di richiami vaccinali, a 6 anni e dopo i 12 anni.
A 6 anni è previsto il richiamo del vaccino contro la poliomielite, la difterite, il tetano e pertosse. A 12 anni è raccomandato un ulteriore richiamo del vaccino contro il meningococco dei sierotipi ACW135Y. Durante questo periodo inoltre, è raccomandata la vaccinazione contro il papillomavirus (o HPV) sia nelle femmine sia nei maschi.
La vaccinazione contro l'influenza stagionale è raccomandata per tutti i bambini a partire dai 6 mesi di età fino ai 6 anni e per tutti coloro che sono affetti da malattie croniche, in previsione di interventi di chirurgia maggiore, o che convivono con persone a rischio o con anziani.
Il vaccino contro l'epatite A è inoltre raccomandato ai bambini con malattie del fegato, a quelli che ricevono frequenti trasfusioni, e a coloro che si recano in zone in cui la malattia è molto frequente. Ulteriori vaccinazioni, in caso di viaggi verso zone endemiche vanno valutate caso per caso.


a cura di: Caterina Rizzo
Area Funzionale di Percorsi Clinici ed Epidemiologia
in collaborazione con: