Un libro per la vita

La storia di Mirjam, una paziente che non c'è più, e dell'eredità che ha lasciato a tutti quelli che hanno bisogno di continuare a sperare.
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"Prima di andar via vi lascio questa poesia dove in rima c'è il sentimento del mio profondo ringraziamento a tutti voi".
Un inno ai valori positivi della vita. E' questo il libro di Mirjam, una paziente dell'ospedale che adesso non c'è più. Squitty e il flauto incantatore è una raccolta di immagini e poesie, ispirata al mondo incantato delle fiabe. Quello che ha sempre affascinato Mirjam. Quello che le è servito per creare immagini, personaggi, avventure, protagonisti di un mondo nel quale rifugiarsi, e continuare a sperare.
Quando la vita si è rivelata per lei un percorso insidioso, e quando la malattia è diventata un nemico molto forte da combattere, lei ha risposto opponendo a tutte le difficoltà che ha incontrato i colori dell'arcobaleno.

"Giornaliera, indispensabile presenza, avete reso meno dura la mia degenza".
Mirjam ha sempre dimostrato così la sua forza e il suo coraggio: impedendo che la sofferenza prendesse il sopravvento e trasformasse tutto in un quadro in bianco e nero.
Per questo Mirjam l'ha vinta, la sua battaglia. Perché, fino alla fine, ha sperato. E ha vissuto tra i colori.

"A chi lo fa di mestiere, il medico o l'infermiere, dico in tutta onestà che oltre al sapere, alla competenza, alla serietà e a una grande pazienza, per curare il male e il dolore ci vuole anche tanto amore".
Mirjam è stata curata quasi 10 anni al Bambino Gesù. Lì ha trovato un'altra casa. E ha lasciato un segno profondo nei reparti che l'hanno ospitata e accolta. Per la sua malattia - epidermolisi bollosa distrofica recessiva generalizzata grave - la medicina non ha trovato ancora la cura. Una malattia invalidante, che causa dolori costanti. E difficoltà nella vita quotidiana. Mirjam, con il sostegno della sua famiglia, ha saputo affrontare tutto, con il sorriso.
Ha avuto la forza di continuare a dipingere e a scrivere, con passione e dedizione, nonostante una grave mutilazione alla mano.
Di integrarsi nella società, intessere amicizie e relazioni, con la sua allegria contagiosa.
Di accettare con pazienza e coraggio anche l'ultimo, grave problema: quel carcinoma cutaneo che è stata la causa della sua mancanza precoce.
E di accogliere con la grazia del Signore e il sostegno della Madonna quel disegno che era stato scelto per lei.

"Perché, più che professioni, sono vere e proprie missioni".
Nel reparto di Chirurgia digestiva ed endoscopia, prima, in quello di Dermatologia dopo, e in quello di Pediatria Generale e Malattie Infettive, dove è ubicata la stanza dei bambini farfalla, Mirjam ha instaurato ottimi rapporti con tutto il personale medico, infermieristico e paramedico. 
"Un esempio di dignità e coraggio". Questo dice di lei la dottoressa che l'ha avuta in cura per anni. Tanto che da quando se ne è andata, il vuoto che ha lasciato Mirjam fa molto rumore. Quei rumori assordanti che sono assenza di vita. Non solo nei corridoi e nelle stanze in cui ha vissuto, ma anche negli occhi delle persone che hanno avuto la fortuna di conoscerla. Di fare con lei un tratto di quel cammino che compie con coraggio chi deve trascorrere del tempo in ospedale. In cui ogni metro in avanti è un traguardo.

"In questa mia degenza lente trascorrono le ore, ma piano piano si attenua il dolore, e finalmente passa ogni sofferenza".
Perseverare con ottimismo. Essere sempre sorridenti. Sempre positivi. Questo Mirjam ha pensato, fino alla fine. Coltivando con precisione le sue passioni, la pittura e la poesia perché, un giorno, qualcuno potesse raccogliere i suoi scritti e i suoi disegni in un volume con il suo nome. Era questo, il sogno di Mirjam. Un libro per bambini. Un libro colorato, e pieno di vita, perché facesse venire voglia di amarla, la vita. Anche in un ospedale.

"Di incomparabile bellezza, nostra Signora Celeste, come aurora sul mare, sorgi e tingi di calda luce i nostri animi rassegnati, ottenebrati dal dolore".
E il sogno di Mirjam si realizza. Un libro, colorato, con il suo nome, per tutti quelli che avranno bisogno di trovare la forza per non perdere la speranza. Perché in fondo, i colori dell'arcobaleno, possono essere ammirati anche ad occhi chiusi. Un regalo che la mamma, il papà e il fratello di Mirjam hanno voluto farle. Rispettando il suo desiderio, portando a compimento quel sogno che l'aveva accompagnata, da sempre. 

E un regalo che Mirjam, indirettamente, lascia a tutti noi. "Come sole raggiante rischiari i nostri pensieri, e di speranza li fecondi".

"Prima di andar via vi lascio questa poesia. Ai medici e alle infermiere un grazie di cuore per combattere il male e il dolore curare ogni malato e farlo sentire anche amato".
Perché mai niente e nessuno deve impedire all'amore di illuminare tutto.

Grazie a tutti.

Mirjam B.

 
Un libro per la vita