Valutazione del linguaggio in età prescolare: cos'è e come preparare il bambino

Strumento indispensabile per rilevare ritardi o anomalie che richiedono un approfondimento diagnostico
Stampa Pagina

12 February 2020

Bambini che leggono un libro con un adulto

CHE COS'È
È un momento in cui si cerca di comprendere come il bambino comunica, anche con la parola. Linguaggio e comunicazione possono avvenire attraverso differenti modalità: verbale, non verbale, tipo di intonazione o di espressione facciale, contatto visivo, contatto fisico... La valutazione del linguaggio permette di rilevarne le potenzialità e le eventuali fragilità. La valutazione avviene attraverso modalità che tengono conto dell'età del bambino e sono prevalentemente sotto forma di gioco. Il gioco, sia esso spontaneo, di costruzione, con le regole o di finzione, individuale o insieme ad altri (condiviso), è lo specchio di tutte la capacità del bambino. La valutazione del linguaggio si svolge anche per mezzo di interviste e di questionari ai genitori poiché sono le persone che conoscono meglio di chiunque altro il bambino. Infine, secondo l'età del bambino, possono essere utilizzate prove più oggettive per fotografare il livello di sviluppo del linguaggio. È possibile in questo modo garantire un controllo nel tempo: un po' come fa il pediatra con la bilancia o con il metro per il peso e per l'altezza.

QUANDO È NECESSARIA
Ogni bambino sviluppa il linguaggio secondo i propri tempi e le proprie capacità. Tuttavia, alcune tappe principali vanno raggiunte entro limiti di età considerati normali affinché linguaggio e comunicazione si sviluppino in modo armonico. Queste tappe sono ben conosciute dal pediatra che, di fatto, è il primo professionista in grado di rilevare e valutare ritardi, anomalie o veri e propri disturbi del linguaggio che richiedono un approfondimento diagnostico. 

CHE COSA NON È 
La valutazione del linguaggio non è:

- Un esame della maturità del bambino. I bambini, infatti, possono mostrare abilità diverse in momenti e situazioni differenti: a casa, a scuola, con la tata, con i nonni, con i genitori, con gli altri bambini e, perché no, con chi sta valutando il linguaggio. I risultati vanno letti tenendo conto di tuttI questi fattori e possono, pertanto, modificarsi nel tempo, così come l'eventuale diagnosi;
- Un esame delle capacità dei genitori. I genitori sono attori fondamentali (nonché alleati indispensabili del clinico) nel percorso di comprensione delle abilità linguistiche e di comunicazione del bambino. Inoltre sono alleati indispensabili sia nella fase di valutazione, sia nella eventuale successiva fase di riabilitazione.

La valutazione del linguaggio non è un'etichettatura del bambino: serve, invece, a consentirgli di esprimere meglio le proprie potenzialità.

CHI LA ESEGUE
Il pediatra di famiglia è il primo professionista della salute che incontra il bambino. Di fronte a un bambino con problemi di linguaggio, il pediatra può chiedere una consulenza a uno specialista che, può essere, a seconda dei casi, il logopedista, lo psicologo, l'otorinolaringoiatra e il neuropsichiatra infantile.

COME PREPARARE IL BAMBINO
La valutazione del linguaggio è un momento particolare anche per il bambino, che la vivrà attraverso le sensazioni del genitore. Quindi, se si lascia visitare serenamente dal pediatra perché dovrebbe incontrare difficoltà col logopedista? È sempre bene dire ai propri bambini una verità che possano comprendere. Possiamo dire che si sta andando a fare dei giochi con una persona che aiuta i bambini a imparare, evitando di usare frasi che possono risultare negative come "ti farà parlare bene" o "curerà il tuo problema". Frasi che, purtroppo, vengono pronunciate molto spesso. Informiamoli, invece, su quello che si farà: giochi e piccoli lavori seguiti da un bel premio per la partecipazione. Se sapremo creare un'attesa positiva, la valutazione del linguaggio sarà vissuta in modo piacevole e divertente dal bambino.
Utima accortezza, ma non per importanza, è di fare in modo che i bambini arrivino riposati al momento della valutazione del linguaggio. È bene ad esempio non andare a dormire tardi la sera precedente l'esame o arrivare alla fine di una giornata di scuola o di una partita di calcio. La valutazione infatti, anche se proposta in forma piacevole, richiede un grande impegno.


a cura di: Luigi Marotta, Ilaria Cacopardo, Claudia Sepe
Dipartimento di Neuroscienze e Neuroriabilitazione
In collaborazione con: