Epifisiolisi

Stampa Pagina

08 giugno 2018

CHE COS'E'

L'epifisiolisi (SCFE dall'inglese Slipped Capital Femoral Epiphysis) è una condizione dell'anca che si verifica in adolescenti e pre-adolescenti che sono ancora in crescita. Per ragioni che non sono ancora ben comprese, l'epifisi del femore (testa del femore) scivola verso il basso e perde i normali rapporti di continuità con il collo del femore. Ciò causa dolore, rigidità e instabilità nell'anca interessata. La condizione di solito si sviluppa gradualmente nel tempo. 

L'epifisiolisi si verifica più frequentemente durante la crescita ed è più comune nei ragazzi rispetto alle ragazze.

Di solito si verifica solo su un lato; tuttavia, fino al 40% dei pazienti (in particolare quelli di età inferiore ai 10 anni) può presentare la patologia anche sul lato opposto, con un intervallo di tempo che di solito non supera i 18 mesi.

IN CHE COSA CONSISTE

L'anca è un'articolazione formata da un incavo e da una palla. L'incavo è l'acetabolo, che fa parte dell'osso pelvico. La palla è la testa del femore. 

Come le altre ossa lunghe del corpo, il femore non cresce dal centro verso la periferia. La crescita si verifica in ciascuna estremità dell'osso intorno ad un'area di cartilagine in via di sviluppo chiamata placca di crescita (fisi).

Le placche di crescita si trovano tra la parte allargata dell'osso (metafisi) e la fine dell'osso (epifisi). L'epifisi all'estremità superiore del femore è il centro di crescita che alla fine della crescita stessa diventerà la testa del femore. 

L'epifisiolisi è il disturbo dell'anca più comune negli adolescenti; in tale patologia l'epifisi, o testa del femore, scivola giù e indietro dal collo, a livello della placca di crescita, l'area più debole dell'osso che non si è ancora sviluppata.

L'epifisiolisi di solito si sviluppa durante periodi di rapida crescita, poco dopo l'inizio della pubertà. Nei ragazzi, più comunemente tra i 12 ei 16 anni; nelle ragazze, in età compresa tra 10 e 14 anni.

A volte l'epifisiolisi si verifica improvvisamente, dopo una caduta o un trauma. Più spesso, tuttavia, la condizione si sviluppa gradualmente nel corso di diverse settimane o mesi, senza alcun sintomo precedente.

L'epifisiolisi viene spesso classificata in base alla capacità del paziente di caricare o meno sull'anca interessata. Conoscere il tipo di SCFE aiuterà il medico a scegliere il trattamento più adatto.

I tipi di SCFE comprendono:

- SCFE stabile: nella SCFE stabile, il paziente è in grado di camminare o di poggiare il peso sull'anca interessata, con o senza stampelle. La maggior parte dei casi di epifisiolisi sono di tipo stabile;

- SCFE instabile: questa forma rappresenta uno scivolamento più grave. Il paziente non può camminare o caricare, anche con le stampelle.  La forma instabile richiede un trattamento urgente. Le complicanze della SCFE sono molto più comuni nei pazienti con scivolamenti instabili.

QUALI SONO LE CAUSE

La causa dell'epifisiolisi non è nota

I fattori di rischio che rendono più probabile la condizione comprendono:

- Peso eccessivo o obesità: la maggior parte dei pazienti è al di sopra del 95° percentile per il peso corporeo;

- Storia familiare di SCFE;

- Una malattia endocrina o metabolica, come l'ipertiroidismo, è un fattore di rischio soprattutto per i pazienti che sono di età superiore o inferiore rispetto alla fascia di età tipica per SCFE (da 10 a 16 anni di età).

QUALI SONO I SINTOMI

I sintomi di SCFE variano a seconda della gravità della condizione.

Il paziente con SCFE lieve o stabile di solito ha un dolore intermittente all'inguine, all'anca, al ginocchio o alla coscia per diverse settimane o mesi. Questo dolore di solito peggiora con l'attività. Il paziente può camminare o correre con zoppia dopo un periodo di attività.

Nello SCFE più grave o instabile, i sintomi possono comprendere:

- Esordio improvviso del dolore, spesso dopo una caduta o un infortunio;

- Incapacità a camminare o portare il peso sulla gamba interessata;

- Extrarotazione (rotazione verso l'esterno) della gamba interessata;

- Differenza di lunghezza tra le gambe: la gamba interessata può apparire più corta della gamba opposta.

Durante la visita, il medico chiederà informazioni sulla salute generale e sulla storia medica del bambino. Importante è appurare il momento dell'inizio della sintomatologia.

Il medico controllerà la gamma di movimento nell'anca interessata.

Mentre il bambino è sdraiato, eseguirà un attento esame dell'anca e della gamba colpite, ricercando il dolore con movimenti estremi e la limitazione dei movimenti dell'anca.

Il medico osserverà anche l'andatura del bambino (il modo in cui cammina). Un bambino con SCFE può zoppicare o avere un'andatura anomala.

COME SI DIAGNOSTICA

La diagnosi si basa sul rilievo dei sintomi caratteristici accusati dal paziente e dimostrati dallo specialista ortopedico nel corso della visita.

Gli accertamenti radiografici hanno particolare importanza in quanto forniscono immagini dettagliate di strutture dense come le ossa. Il medico chiederà radiografie del bacino, dell'anca e della coscia da diverse angolazioni per confermare la diagnosi (Figure A e B).

Fig A In un paziente con SCFE, la radiografia dimostra che la testa del femore sembra scivolare via dal collo del femore (freccia) 

Fig. B. In un'anca normale, collo e testa del femore hanno un normale rapporto di continuità

COME SI CURA

Il trattamento della epifisiolisi prevede un intervento chirurgico per impedire alla testa del femore di scivolare ulteriormente. Per ottenere il miglior risultato, è importante che tale patologia sia diagnosticata il più rapidamente possibile. Senza una diagnosi precoce e un trattamento adeguato, l'epifisiolisi può portare a complicazioni potenzialmente gravi, compresa l'artrite dolorosa dell'articolazione dell'anca.

La diagnosi precoce di SCFE offre le migliori possibilità di stabilizzare l'anca ed evitare complicazioni. Se i pazienti sono trattati precocemente e in modo appropriato, ci si può aspettare che la funzione dell'anca, a lungo termine, sia molto buona.

Una volta che l'epifisiolisi è stata confermata, al paziente non sarà permesso di caricare sull'anca e verrà ricoverato. 

La procedura chirurgica che il medico consiglia dipenderà dalla gravità dello scivolamento.

Le procedure utilizzate per il trattamento di SCFE comprendolo:

- Fissazione in situ: questa è la procedura utilizzata più spesso per i pazienti con SCFE stabile o lieve. Il chirurgo esegue una piccola incisione vicino all'anca, quindi inserisce una vite metallica attraverso la piastra di crescita (fisi) per mantenere la posizione della testa del femore e prevenire ulteriori slittamenti (fig C). Nel tempo, la piastra di crescita si chiuderà. Una volta che la piastra di crescita è chiusa, non si possono verificare ulteriori scivolamenti.

- Riduzione aperta: nei pazienti con SCFE instabile, il chirurgo può prima eseguire un'incisione aperta nell'anca, quindi delicatamente manipolare (ridurre) la testa del femore per portarla nella sua normale posizione anatomica. Il chirurgo inserirà quindi una o due viti metalliche per tenere l'osso in posizione fino a alla chiusura della piastra di crescita. Questa è una procedura più complessa che richiede tempi di recupero più lunghi.

Fig C Fissazione della testa del femore mediante vite 

Sebbene la diagnosi precoce e il corretto trattamento di SCFE contribuiscano a ridurre la possibilità di complicanze, alcuni pazienti continueranno a riscontrare problemi.

Le complicanze più comuni dopo l'epifisiolisi sono la necrosi avascolare e la condrolisi:

- Necrosi avascolare: in casi gravi, l'afflusso di sangue alla testa del femore si riduce. Ciò può portare a un collasso graduale e molto doloroso dell'osso, una condizione chiamata necrosi avascolare (AVN) o osteonecrosi. Quando l'osso collassa, anche la cartilagine articolare che copre l'osso collassa. Senza questa cartilagine liscia, l'osso si sfrega contro l'osso acetabolare, causando un'artrite dolorosa. Per alcuni pazienti con necrosi avascolare, può essere necessario un ulteriore intervento chirurgico per ricostruire l'anca.

La necrosi avascolare si verifica più frequentemente nei pazienti con SCFE instabile. La radiografia può non essere in grado di rivelare i segni di una necrosi avascolare per un periodo che arriva fino a 12 mesi dopo l'intervento. Sono quindi necessari controlli ripetuti ed accurati

- Condrolisi: la condrolisi è una complicanza rara ma grave della SCFE. Nella condrolisi, scompare molto rapidamente la cartilagine articolare sulla superficie dell'articolazione dell'anca, portando a dolore, deformità e perdita permanente dei movimento dell'anca interessata. Sebbene la causa di questa complicanza non sia stata ancora pienamente compresa, si ritiene che possa derivare da un'infiammazione dell'articolazione dell'anca.

Dopo l'intervento, il paziente dovrà utilizzare delle stampelle per diverse settimane. Il medico fornirà istruzioni specifiche su quando può iniziare il carico completo. Per prevenire ulteriori lesioni, è importante seguire attentamente queste indicazioni.

La fisioterapia fornirà esercizi specifici per aiutare a rafforzare i muscoli dell'anca e delle gambe e migliorare la gamma dei movimenti.

Per un periodo di tempo dopo l'intervento chirurgico, il bambino non potrà partecipare a sport e praticare attività vigorose. Ciò contribuirà a ridurre al minimo la possibilità di complicazioni e consentire la guarigione. In base al decorso, si deciderà quando il bambino può riprendere tranquillamente le sue normali attività.

Il bambino tornerà dal medico per le visite di controllo per 18-24 mesi dopo l'intervento. Queste visite possono includere radiografie ogni 3 o 4 mesi per verificare che la piastra di crescita sia chiusa e che non si siano sviluppate complicanze.

A seconda dell'età del paziente e di altri fattori, a lungo termine può essere necessario un approccio mutidisciplinare che includa il pediatra, l'endocrinologo e il dietologo.


a cura di: Dott. Enrico Micciulli
in collaborazione con:
Bambino Gesù Istituto per la Salute