Etiopia: il Bambino Gesù con il CUAMM contro la mortalità infantile

Al via un nuovo intervento di Medici con l'Africa per garantire a 15.200 neonati il diritto alle cure. Enoc: "Doniamo sapere per formare neonatologi esperti"
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11 ottobre 2018

Si chiama Newborn Survival il progetto sviluppato da Medici con l'Africa Cuamm che ha come obiettivo l'intervento in tre neonatologie, nei tre ospedali strategici dell'Etiopia, per ridurre la mortalità neonatale. Un'emergenza silenziosa, quella della mortalità neonatale, che ancora oggi in Etiopia causa la morte di 41 bambini su 1000 nei primi giorni dopo la nascita, molto spesso per la mancanza di mezzi adeguati a sostenere le cure necessarie nelle fasi immediatamentesuccessive al parto. Non solo incubatrici e ossigeno, ma anche personale formato per gestire parti a rischio e complessi.

Il progetto, lanciato ufficialmente ieri, mercoledì 10 ottobre, ad Addis Abeba, è sostenuto da AICS - Agenzia italiana per la Cooperazione allo Sviluppo - ed è stato sviluppato in partnership con l'Ospedale Bambino Gesù oltre che con ISF - Informatici senza Frontiere -, con il DPUO TV - Dipartimento Pediatrico Universitario Ospedaliero Tor Vergata - e con EPS - Ethiopian Pediatrics Society.

"Il Bambino Gesù in tutte le sue missioni internazionali ha un obiettivo – ha dichiarato Mariella Enoc, presidente dell'Ospedale, presente all'evento - che è quello di portare nei paesi con cui sviluppa delle collaborazioni le proprie competenze di formazione. L'ospedale "dona sapere", trasferendo quello che in tanti anni ha acquisito e quello che oggi sviluppa insieme a questi paesi che sentiamo essere nostri partner. In questo progetto il Bambino Gesù, che già collabora con il Cuamm per la neonatologia di Wolisso, porterà avanti soprattutto la parte relativa al trattamento del dato scientifico, all'organizzazione dei diversi livelli di una neonatologia.
Inoltre
- conclude - al fine di far crescere il numero di personale specializzato che presta servizio negli ospedali, in collaborazione con il Cuamm e con il Ministero della Salute, abbiamo previsto un periodo di formazione al Bambino Gesù che permetta ai neonatologi locali di accrescere la propria esperienza e di poterla applicare e trasferire ai propri colleghi una volta fatto ritorno in Etiopia (training for trainers)".

Nel corso dell'evento, Tiberio Chiari, direttore AICS Addis Abeba, ha sottolineato che "la Cooperazione, come in tutti i paesi, sta cercando l'efficacia dell'aiuto, quindi la cosa più importante per noi sono i risultati. Abbiamo molta fiducia nei partner coinvolti in questo progetto: sia quelli pubblici, che quelli istituzionali italiani".
"Questo progetto è molto importante per il nostro Paese – ha ribadito Abraham Tariku, direttore dell'unità di salute pediatrica del ministero della Sanità etiope – perché si focalizza sui neonati, il futuro dell'Etiopia. Questo progetto si concentra sul miglioramento della qualità delle cure neonatali e pensiamo che se sarà sviluppato in maniera appropriata, potrà portare alla riduzione dei tassi di mortalità in tutto il Paese".

Il progetto, che avrà una durata triennale, punta a migliorare le condizioni di salute di 15.200 neonati. «I tre ospedali in cui interverremo – spiega don Dante Carraro, direttore di Medici con l'Africa Cuamm – rappresentano i tre livelli di intervento del sistema sanitario che vogliamo contribuire a potenziare. Tulubolo è l'ospedale rurale, Wolisso l'ospedale regionale per i casi complicati, il St.Paul di Addis Abeba il grande ospedale metropolitano di riferimento. Questo progetto, frutto di un accordo con il Ministero della salute etiope, durerà tre anni e, grazie al sostegno di AICS e di molti altri partner qualificati, contribuirà al miglioramento delle linee guida nazionali per la gestione dei neonati. Siamo orgogliosi di poter contribuire allo sviluppo di queste buone pratiche, perché solo così si può far crescere un sistema sanitario sostenibile in Africa».