Febbre familiare mediterranea

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05 settembre 2018

CHE COS'E'

La Febbre familiare Mediterranea (FMF) è una malattia trasmessa geneticamente. Appartiene al gruppo delle malattie autoinfiammatorie che sono malattie rare caratterizzate da episodi ricorrenti di febbre ed infiammazione. Tale malattia è diffusa soprattutto nelle popolazioni del bacino mediterraneo quali italiani (soprattutto Sud-Italia ed isole), turchi, arabi, ebrei, armeni.

QUALI SONO LE CAUSE

La Febbre familiare Mediterranea è causata da alterazioni (chiamate mutazioni) di un gene denominato MEFV, situato sul cromosoma numero 16. Il gene contiene le informazioni necessarie per la produzione di una proteina chiamata pirina o marenostrina che è uno dei fattori coinvolti nel controllo dell'infiammazione. Quando il gene è mutato la proteina prodotta è alterata, l'infiammazione è fuori controllo, e si ha la malattia. La Febbre familiare Mediterranea viene trasmessa con carattere autosomico recessivo, ciò significa che per essere affetti i pazienti devono aver ereditato entrambi i geni MEFV mutati: sia quello ereditato con il cromosoma 16 materno che quello ereditato con il cromosoma 16 paterno. Ciò significa che entrambi i genitori sono "portatori" di malattia, Tuttavia talvolta, anche i soggetti che presentano una mutazione in una sola copia del gene (cosiddetti eterozigoti) possono presentare sintomi e richiedere terapia.

QUALI SONO I SINTOMI

La Febbre familiare Mediterranea si manifesta usualmente prima dei 10 anni di vita. E' caratterizzata da episodi febbrili ricorrenti che si verificano con una frequenza variabile, insorgono rapidamente e durano 1-2 giorni. Nel 95% dei casi alla febbre si associano sintomi a carico dell'apparato gastrointestinale come il vomito e la diarrea, ma soprattutto il dolore addominale che talvolta può essere talmente marcato da mimare una appendicite o un'altra condizione chirurgica. I pazienti affetti possono inoltre presentare dolore toracico, dolore o tumefazione testicolare, una eruzione cutanea (detto rash "erisipela-like"), dolore o tumefazione articolare. Quando presente, il coinvolgimento articolare si presenta usualmente come tumefazione di una singola articolazione (di solito ginocchio o caviglia) che può essere talmente gonfio da impedire di camminare correttamente. In alcuni pazienti si presenta una reazione cutanea rossastra sull'articolazione coinvolta. 

Gli attacchi di malattia possono insorgere spontaneamente o essere scatenati da determinati fattori quali lo stress sia fisico che psichico, il ciclo mestruale, uno stile di vita irregolare. 

COME SI FA DIAGNOSI 

La malattia viene diagnosticata in base alla storia del paziente e alla visita medica.  Se effettuati durante gli episodi febbrili, gli esami del sangue mostrano un marcato aumento dei parametri dell'infiammazione (Globuli bianchi, VES, PCR, Sieroamiloide A). Se invece vengono effettuati al di fuori dell'episodio acuto gli indici di infiammazione possono risultare lievemente alterati o del tutto normali.

La diagnosi viene confermata attraverso l'analisi molecolare del gene MEFV. Tale analisi genetica viene effettuata presso laboratori di genetica specializzati e non è pertanto disponibile presso tutti i laboratori. E' importante che il risultato dell'esame genetico venga interpretato da medici con esperienza in questo campo perché non tutte le mutazioni eventualmente riscontrate nel gene sono causa di malattia. Esistono infatti alcune mutazioni "innocue" (i cosiddetti polimorfismi), che non causano nessun problema e si trovano anche nei soggetti sani. I soggetti portatori di tali polimorfismi, (anche se presenti in duplice copia) sono da considerare sani e non malati. Se l'analisi genetica viene erroneamente interpretata pertanto c'è il rischio di considerare malati soggetti che in realtà non lo sono.

COME SI CURA 

La maggior parte dei pazienti risponde bene alla colchicina, un farmaco estratto da una pianta, che viene assunto per bocca. L'efficacia della terapia si manifesta con la completa scomparsa degli episodi febbrili e dei sintomi associati. In una piccola percentuale di pazienti la colchicina non è efficace nel controllare la malattia. In questi casi si utilizzano i farmaci biologici diretti contro una molecola (chiamata interleuchina 1). Interleuchina-1 è  prodotta in eccesso dal sistema immunitario a causa delle mutazione del gene MEFV ed è responsabile dell'infiammazione in questa malattia. Il farmaco si chiama canakinumab. La terapia, qualunque essa sia, dovrà essere assunta per tutta la vita. Se la terapia viene sospesa gli attacchi si ripresentano.

COME SI PREVIENE

La malattia non può essere prevenuta.  

QUAL'E' LA PROGNOSI 

Se la terapia viene assunta correttamente e soprattutto in maniera regolare, i pazienti non svilupperanno nessuna complicanza ed avranno una ottima qualità di vita senza alcuna limitazione. Qualora invece la malattia non venga diagnosticata o la terapia non venga correttamente assunta i pazienti affetti da Febbre familiare Mediterranea sono a rischio di sviluppare una temibile complicanza detta amiloidosi cioè un accumulo di sostanza amiloide a livello di vari organi e tessuti che può danneggiare vari organi (in particolare il rene).


a cura di: Antonella Insalaco
Unità operativa di Reumatologia
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