Fluorangiografia retinica

Questo esame studia le anomalie anatomiche della retina mediante l'utilizzo di un colorante e analisi del fondo dell'occhio
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26 febbraio 2018


PERCHÈ SI ESEGUE

L'esame fluorangiografico permette di studiare le alterazioni anatomiche della retina mediante l'introduzione per via endovenosa di un colorante (fluorescina) seguito da una sequenza fotografica del fondo dell'occhio (retina). Questo esame trova particolare indicazione nello studio e nella diagnosi delle seguenti patologie:

- Malattie vascolari: malattia di Coats, vitreoretinopatia essudativa familiare, occlusioni arteriose, trombosi venose, anomalie congenite del circolo, ecc;
- Patologie infiammatorie (uveiti);
- Patologie della macula;
- Patologie del nervo ottico;
- Neoplasie.

L'esame non necessita di ricovero in quanto viene effettuato ambulatorialmente, previa dilatazione della pupilla. In età pediatrica in particolare nei primi anni di vita a causa dell'assenza di collaborazione può essere necessario effettuare l'esame in sedazione. 

ESAMI ALTERNATIVI
La retina può essere osservata direttamente ed indirettamente con altri metodi:

- Esame del fondo dell'occhio;
- Campo visivo;
- Tomografia ottica a radiazione coerente;
- Analisi delle fibre ottiche mediante laser.

Questi esami danno informazioni diverse da quelle ottenibili con la fluorangiografia.

MANCATA O RITARDATA ESECUZIONE DELL'ESAME
La mancata effettuazione di questo esame impedisce all'Oculista di eseguire una corretta diagnosi ed instaurare le corrette terapie.

EFFETTI COLLATERALI
L'iniezione della sostanza è del tutto indolore, raramente può verificarsi la fuoriuscita del colorante dal vaso sanguigno con conseguente sensazione di bruciore. La Fluoresceina è una sostanza generalmente ben tollerata dalla maggior parte dei pazienti.
Tra gli effetti collaterali gravi, in rari casi si possono verificare:

Gravi reazioni di intolleranza fino alla comparsa di uno shock anafilattico (reazioni di intolleranza possono avvenire con qualsiasi sostanza farmacologica), evenienza quest'ultima del tutto eccezionale. Per ridurre questo rischio è molto importante che il paziente informi il medico riguardo a pregresse reazioni allergiche a farmaci e/o alimenti ed eventuali terapie farmacologiche in atto.

Tra gli altri effetti collaterali da segnalare:

- La colorazione giallastra della cute e delle urine dopo iniezione endovenosa di fluoresceina che può protrarsi anche per alcune ore dopo l'esame;
- Reazioni a carico dell'apparato gastro-intestinale (nausea-vomito) e del sistema neuro-vegetativo (malessere generale).

In caso di gravidanza non sono riferiti effetti dannosi a carico della madre e del nascituro dovuti alla fluoresceina. Il colorante inoltre viene escreto nel latte materno: si raccomanda pertanto la sospensione dell'allattamento nei due giorni successivi all'esame fluorangiografico.
È consigliabile non sottoporsi all'esame nei primi mesi di gravidanza


a cura di: Luca Buzzonetti, Paola Valente
Unità Operativa di Oculistica

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