Focus: le cardiopatie congenite

Malformazioni semplici o complesse le cui cause sono ancora ignote
Stampa Pagina

Che cosa sono le cardiopatie congenite? 

Le cardiopatie congenite sono malformazioni semplici o complesse dell'apparato cardiovascolare formato dal cuore e dai grossi vasi. 

Quali sono le cause delle cardiopatie congenite? 

Le cardiopatie congenite sono malformazioni presenti già alla nascita e a oggi non si conoscono le cause. I genitori non devono sentirsi in qualche modo responsabili. In alcuni casi le cause risiedono in alterazioni di piccole porzioni dei cromosomi. Si chiamano "congenite" perché sono presenti quando il feto è nell'utero della madre e si sviluppano tra la seconda e la nona settimana di gravidanza. La maggior parte delle volte diventano sintomatiche solo dopo la nascita. 

Quali sono i sintomi?

Un genitore può insospettirsi se il figlio sembra affaticato mentre svolge attività normali. Ad esempio se un lattante suda ai pasti o un bimbo più grande si affatica con sforzi fisici è opportuno consultare un pediatra o un centro specializzato.

Come si esegue la diagnosi?

Le malformazioni congenite possono essere diagnosticate già durante la gestazione. Dopo la nascita del bambino gli esami possono essere più o meno invasivi. Elettrocardiogramma, ecocardiogramma o risonanza magnetica si eseguono semplicemente appoggiando un macchinario al corpo del piccolo e hanno una durata di circa 30 minuti. Se la cardiopatia ha bisogno di esami più approfonditi può essere necessario ricorrere ad esami più invasivi come cateterismo cardiaco e l'eco transesofageo. Nel primo caso viene introdotta in una vena o in un'arteria del bambino una sonda che arriva al cuore e che raccoglie maggiori informazioni. Nel secondo viene introdotta nell'esofago una sonda ecografica poiché l'esofago è molto vicino al cuore e si possono ottenere immagini molto dettagliate di svariate strutture del cuore, compresa quella delle valvole cardiache. Il tempo necessario per queste indagini è di diverse ore ed è necessario sottoporre il bambino ad una breve anestesia. Per questi due esami è necessaria l'autorizzazione dei genitori. I primi sospetti possono arrivare da un soffio congenito del cuore, che non ha nulla a che vedere con il soffio innocente rilevato dal pediatra.

Da che età i piccoli possono essere operati?

Non c'è un'indicazione che possa valere per tutte le cardiopatie. Alcune cardiopatie devono essere operate immediatamente sin dalle prime ore di vita, per altre si può attendere qualche mese. In ogni caso è meglio che l'intervento avvenga entro il quarto-sesto anno di vita, per permettere un pieno inserimento del bambino nella vita sociale.

Quali sono le terapie?

Le terapie chirurgiche sono di tre tipi: il trattamento chirurgico convenzionale, il trattamento con cateterismo cardiaco interventistico, la terapia ibrida.
• Trattamento chirurgico convenzionale: intervento chirurgico eseguito con circolazione extracorporea
• Trattamento con cateterismo cardiaco interventistico: è un intervento chirurgico con monitoraggio fluoroscopico attraverso il quale è possibile curare vizi cardiaci "semplici" o perfezionare risultati di interventi precedenti.
• Terapia ibrida: combina trattamento chirurgico convenzionale con il cateterismo cardiaco interventistico. Nei casi più gravi si può pensare di accedere ad una lista di attesa per un trapianto di cuore.


Leggi online lo speciale di 'A scuola di salute' dedicato alla nona puntata:

Scarica il pdf