Giornata mondiale del rifugiato

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20 giugno 2014

La giornata. Istituita nel 2001 dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite -in occasione delle celebrazioni dei 50 anni dalla Convenzione di Ginevra¹  sullo status dei rifugiati del 1951- per riaffermare i valori sui quali sono basati gli accordi internazionali in materia di protezione dei rifugiati. La giornata, riconosciuta a livello mondiale, costituisce un sostegno agli sforzi che l'Alto commissariato delle Nazioni unite per i rifugiati (United Nations High Commissioner for Refugees - UNHCR Unhcr), le Ong e le altre organizzazioni impegnate nel settore compiono congiuntamente per sensibilizzare l'opinione pubblica sulle sofferenze dei rifugiati per coordinare gli aiuti degli Stati a favore dei rifugiati di tutto il mondo. 

Il 20 giugno si celebrava già, in alcuni paesi dell'Africa, la Giornata Africana del Rifugiato. Le Nazioni Unite hanno voluto la "mondializzazione" della ricorrenza, come segno di solidarietà con il continente africano, che ospitava e ospita ancora il maggior numero di rifugiati, e per sensibilizzare l'opinione pubblica mondiale sul tema della protezione internazionale e delle migrazioni forzate in tutti i suoi vari aspetti. Così, dal 2001, il 20 giugno è diventato la Giornata mondiale del rifugiato².

I rifugiati. Il rifugiato è colui "che temendo a ragione di essere perseguitato per motivi di razza, religione, nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale o per le sue opinioni politiche, si trova fuori del Paese di cui è cittadino e non può o non vuole, a causa di questo timore, avvalersi della protezione di questo Paese; oppure che, non avendo cittadinanza e trovandosi fuori del Paese in cui aveva residenza abituale a seguito di tali avvenimenti, non può o non vuole tornarvi per il timore di cui sopra" [Articolo 1A della Convenzione di Ginevra del 1951 relativa allo status dei rifugiati]³.

Il Servizio di Accoglienza Internazionale - International Children's Aid dell'OPBG. Al Bambino Gesù un piccolo paziente su dieci è di origine straniera. Nell'86% dei casi si tratta di bambini iscritti al Servizio Sanitario Nazionale. Il 42% dei pazienti stranieri proviene dai Paesi dell'Unione Europea, il 15% dall'Europa centro orientale, il 9% l'Africa settentrionale e dall'America centro meridionale, l'8% l'Asia centro meridionale.

Nell'ultimo anno sono state effettuate in Ospedale oltre 1300 mediazioni culturali in 30 lingue diverse: dal curdo all'ucraino, dal polacco allo swahili.

Il servizio si prende cura delle famiglie straniere che scelgono il nostro Ospedale per far curare i loro bambini. Una squadra dedicata aiuta i genitori dei bambini stranieri ricoverati per tutte le necessità non cliniche, offrendo loro aiuto a 360gradi, a cominciare dall'abbattimento delle barriere linguistiche che rappresentano, il più delle volte, il primo vero ostacolo a una comunicazione efficace tra il medico e la famiglia e favorisce l'integrazione del bambino straniero nelle attività ludiche, scolastiche e ricreative dell'Ospedale.

Nell'ambito dell'accoglienza internazionale, alle famiglie viene offerto:

- Un servizio di consulenza, ascolto, orientamento, informazioni in merito alle modalità di accesso alle cure e alle modalità di finanziamento, e consulenza amministrativa e sociale;

- Un percorso dedicato di accoglienza con un "Guardian Angels" - Angelo Custode - del Team di Accoglienza che, su segnalazione del Personale Sanitario, accoglie, affianca e supporta le famiglie straniere in tutti i bisogni non clinici che si presentano durante il ricovero;

- Per le famiglie più bisognose vi è la possibilità di ricevere una sistemazione logistica gratuita in strutture fidelizzate all'Ospedale previa verifica sociale delle reali condizioni economiche;

- Un Servizio di mediazione culturale che garantisce alle famiglie straniere interpreti in loco entro 24 ore dalla richiesta o entro due ore in urgenza, per oltre 100 lingue;

- Un Servizio di Triage Telefonico che consente la mediazione telefonica entro 3 minuti dalla chiamata per oltre 100 lingue

- Un numero telefonico dedicato, 06.68592688, che risponde alle problematiche legate al paziente straniero nell'ambito dell'Ambulatorio del "Bambino Migrante".

- Un ambulatorio esclusivamente dedicato ai problemi di salute dei bambini migranti, attivo nelle sedi del Gianicolo e di San Paolo. Personale medico esperto in medicina transculturale ed etno-psicologia offre assistenza a bambini stranieri, regolari e non, in transito o appena arrivati in Italia. Tra i pazienti, anche bambini italiani in procinto di lasciare il Paese. Con l'ambulatorio del migrante del Bambino Gesù, grazie alla particolare specializzazione dei medici-pediatri che lo coordinano, l'Ospedale dà risposte mirate alle specifiche esigenze sanitarie che possono presentare i bambini provenienti da altre parti del mondo. Rientrano in questo ambito, ad esempio, particolari vaccinazioni o la diagnosi e il trattamento malattie tipiche solo di alcune aree geografiche. Attivo dal lunedì al venerdì, dalle 7.30 alle 19.30, per accedere all'ambulatorio (sia per la sede del Gianicolo che di San Paolo) basta chiamare il CUP – Centro Unico Prenotazioni del Bambino Gesù allo 06.68181 o l'URP – Ufficio relazioni con il pubblico allo 06.6859.2780 e prenotare una visita. 

[1] Le quattro Convenzioni di Ginevra del 1949, i due Protocolli aggiuntivi del 1977 e quello del 2005 costituiscono la base del diritto internazionale umanitario. Essi proteggono in primo luogo le persone che non partecipano o non partecipano più a un conflitto armato.
Chi si trova in balia di una delle parti in conflitto ha sempre il diritto al rispetto della sua vita e della sua incolumità fisica e psichica. (http://www.eda.admin.ch/)

[2] http://www.interno.gov.it/
[3] http://www.unhcr.it/