I mezzi di prevenzione per la salute dentale

Stampa Pagina

La fluoroprofilassi
 

Il fluoro è un elemento particolarmente efficace nella protezione dei denti dalla carie. Per questo i medici odontoiatri raccomandano l'attuazione di una "fluoroprofilassi", ovvero una abituale e continuativa somministrazione di fluoro, con modalità "topica" o "sistemica". Vediamo quale è la differenza tra queste due metodologie:
Fluoroprofilassi topica o locale
Questo primo tipo di somministrazione è finalizzato a favorire, attraverso il fluoro, la remineralizzazione dello smalto già lesionato dagli acidi dei batteri cariogeni riducendo nel contempo l'attività batterica della placca dentale.
Le metodiche di fluoroprofilassi topiche sono molteplici e prevedono l'utilizzo di mezzi di somministrazione, sia per uso domiciliare che professionale. Fra questi vanno annoverati in particolare i dentifrici e i collutori mentre fra i secondi rientra l'applicazione periodica di gel contenenti fluoruri effettuata dall'odontoiatra.
 Fluoroprofilassi sistemica
Il fluoro somministrato per via sistemica ha come obiettivo gli elementi dentari in via di formazione ed è,per questo, una metodica preventiva da attuarsi fino ai 12 anni.
La supplementazione di fluoro va prescritta dal medico tenendo conto della concentrazione di fluoro presente nell'acqua potabile (nel Lazio, ad esempio, nella zona dei Castelli Romani le acque ne sono particolarmente ricche).
Un eccesso di fluoro può infatti causare la fluorosi, un difetto di mineralizzazione dei denti che si presentano con piccole screziature biancastre, opache o gessate che possono interessare parte o tutta la corona. Nelle forme gravi di fluorosi i denti sono particolarmente fragili e presentano un colorito rosso-brunastro.

 

La corretta alimentazione
 

Il primo presupposto è che la dieta sia ricca di cibi freschi e di fibre.
Una corretta alimentazione prevede inoltre l'assunzione in modo equilibrato di proteine, lipidi, carboidrati, vitamine e sali minerali.
Il termine carboidrati comprende sia molecole semplici quali glucosio, saccarosio, fruttosio, ecc. (zuccheri) che molecole più complesse come l'amido presente nel pane, nella pasta e nelle patate. Quest'ultimo è scisso nello stomaco, in carboidrati semplici per essere assorbiti dall'organismo.
I carboidrati semplici rivestono un ruolo fondamentale nella formazione della carie poiché favoriscono la produzione degli acidi batterici che possono attaccare la superficie dei denti.
Molto importante è anche la consistenza degli zuccheri ingeriti. Risultano maggiormente dannosi gli alimenti viscosi (marmellata, miele, caramelle, cioccolato) poiché tendono ad aderire ai denti, favorendo così la formazione della placca batterica e aumentando la permanenza di residui nel cavo orale. Fattore questo altrettanto dannoso per la salute dei denti. A favorire la carie non è infatti tanto la quantità totale di zuccheri che la persona assume in un giorno, quanto la frequenza con cui vengono assunti gli alimenti ricchi di zucchero, e, soprattutto, la durata del contatto che essi hanno con il dente: perché abbia inizio il processo carioso è necessaria una permanenza del cibo abbastanza lunga da determinare l'attacco alla superficie dentaria.
In ogni caso è preferibile che l'assunzione dei cibi dolci avvenga durante i pasti e sia seguita dalla detersione dei denti.
Lo strumento più efficace per ridurre il pericolo della carie è infatti rappresentato proprio da una opportuna e sollecita igiene orale a seguito dell'ingestione di alimenti, soprattutto di quelli ricchi di zucchero.
Alcuni prodotti della nostra alimentazione possono favorire l'autodetersione della bocca: cibi a consistenza sostenuta, fibrosi aderiscono scarsamente ai denti e sono molto utili per irrobustire e sviluppare l'intero apparato masticatorio, favorendo lo strofinamento spontaneo e automatico di denti e gengive (ad es. mela, insalate, verdure ecc.).
Altrettanto sconsigliato è l'uso del ciuccio con lo zucchero o il miele, così' come l'abitudine all'uso del biberon con bevande zuccherate. Il rischio di tali pratiche è quello di provocare la carie caratteristica dei denti da latte con conseguente possibile frattura della corona dei denti (soprattutto degli incisivi) e non meno importante danno estetico.
Importantissima è infine la funzione della masticazione di cibi duri, sia per i processi digestivi (che iniziano a livello della bocca) che per l'azione di detersione sui denti.

 

Altre tecniche di prevenzione
 

Tra i mezzi di prevenzione da attuare presso lo studio dello specialista si consigliano anche le sigillature dei solchi e delle fossette dei molari.
Le sigillature consistono nel riempimento di tali spazi, con materiali compositi. Tale tecnica serve a diminuire la formazione della placca in zone in cui è difficilmente rimovibile.
La sigillatura delle fossette è assolutamente indolore e viene eseguita dal dentista con diverse tecniche a seconda del materiale usato e delle necessità individuali del paziente. La terapia richiede circa mezz'ora di tempo per ogni dente. Le sigillature vanno controllate nel tempo e ripetute ogni anno.
È possibile inoltre associare questa tecnica all'applicazione di gel al fluoro. Anche quest'ultima va eseguita da personale specializzato presso un ambulatorio e consiste nel porre un gel contenente fluoro (secondo una concentrazione idonea) a contatto dei denti per un tempo variabile. L'applicazione va ripetuta ogni sei mesi ed è efficace per rinforzare lo smalto dei denti già presenti in bocca.
In associazione ad una buona igiene orale ed ad una corretta alimentazione il gel riduce l'incidenza della carie.
Presso la nostra Unità Operativa sia nella sede di Roma che in quella di Palidoro vengono effettuate le visite di controllo, le lezioni di igiene orale (specie ai pazienti in cura ortodontica) e i trattamenti di prevenzione e di cura.
 

Immagini e testi sono liberamente tratti da "Disabilità e salute orale", ASP della Regione Lazio, a cura di Lilia Biscaglia,Velia Custureri, Rita De Giuli

Vedi anche: L'igiene orale nelle persone disabili