I numeri dell'obesità infantile

Il fenomeno sta assumendo le forme di un'epidemia, il 25% degli adolescenti italiani è sovrappeso e il 13% è obeso
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31 marzo 2017

L'incidenza dell'obesità infantile in età pediatrica e adolescenziale è in costante aumento non soltanto nei Paesi industrializzati ma anche in quelli in via di sviluppo, come l'India o il Sud America. Negli Stati Uniti l'obesità infantile è diventata una questione di "salute pubblica" con il 32% degli adolescenti in sovrappeso mentre una percentuale tra l'8 e il 17%, a seconda del gruppo etnico di appartenenza, è obesa. Secondo alcune proiezioni entro il 2025 i bambini in sovrappeso passeranno dagli attuali 41 milioni a 70 milioni.
 

OBESITÀ INFANTILE IN EUROPA E ITALIA

Anche l'Europa sta vivendo problemi simili. Secondo ultimi dati si calcola che un bambino su tre, tra i 6 e i 9 anni, è in sovrappeso oppure obeso. Anche in Italia il fenomeno sta assumendo le forme di una vera e propria epidemia con cifre allarmanti anche se non omogenee sul territorio nazionale.
Secondo le ultime stime dell'osservatorio "OKkio alla SALUTE" dell'Istituto Superiore di Sanità (vedi infografica in alto), circa il 20% dei bambini tra gli 8 e i 9 anni in Italia è sovrappeso e il 9,8% è obeso. Dal report emergono anche alcuni dati significativi sulle abitudini alimentari.

In particolare, l'8% dei bambini salta la prima colazione, mentre il 25% dei genitori dichiara che i propri figli non consumano quotidianamente frutta e/o verdura e il 41% che i propri figli assumono abitualmente bevande zuccherate e/o gassate.
 

OBESITÀ INFANTILE E FEGATO GRASSO: I RISCHI PER LA VISTA

Il progressivo aumento del numero di bambini in sovrappeso e obesi ha portato con sé la diffusione, in proporzioni epidemiche, della steatosi epatica non alcolica (NAFLD), ovvero l'accumulo di grasso nel fegato. Circa il 15% dei bambini è affetto da questa patologia, percentuale che sale fino a superare il 50% se si considera la popolazione di bambini obesi.
 

SINDROME METABOLICA E DANNI ALLA VISTA

La steatosi epatica non alcolica, comunemente detta "fegato grasso", ha tra le sue conseguenze lo sviluppo della sindrome metabolica, oltre al possibile sviluppo, nel corso della vita adulta, di cardiopatie, diabete, cirrosi epatica, ipertensione, retinopatie.

Secondo uno studio del Bambino Gesù, condotto su 1000 bambini nell'arco di due anni, esiste un'associazione tra obesità infantili, danni alla vista da alterazioni del microcircolo retinico e sviluppo della sindrome metabolica. Le alterazioni del microcircolo nella retina sono state infatti correlate all'insulino resistenza, al diabete di tipo II, all'ipertensione e allo sviluppo della sindrome metabolica.
La percentuale di bambini che presentavano alterazioni della retina è stata del 9% a fronte di una percentuale prossima allo zero nella popolazione pediatrica normopeso.


Leggi online lo speciale di 'A scuola di salute' dedicato alla settima puntata del documentario "I ragazzi del Bambino Gesù":

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