Il cuore di Lorenzo, Maurizio e Camilla

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16 giugno 2014

Maurizio ha 54 anni, è un ingegnere, ha occhi azzurri, chiari, limpidi e carichi di un velo di malinconia. Maurizio ha un sorriso contagioso, ostinato. Passeggiando per i corridoi di aritmologia di Palidoro non è difficile incontrarlo. Spesso lo vediamo impegnato nelle attività di reparto, assieme ad altri genitori, alle associazioni. Un giorno, non più tardi di due settimane fa, ha deciso che era venuto il momento di raccontare la sua storia. E ha scritto una lettera, un flusso torrenziale di speranze e ricordi. Dietro ogni parola appare quel sorriso contagioso e i suoi occhi azzurri.

«La mia vita è stata tutta una questione di cuore. 
Il cuore ci ha tolto una vita. E ogni giorno ci lascia con il fiato sospeso. Con la speranza che non accada nulla. Che si arrivi a una soluzione senza incorrere in altra sofferenza. Altro dolore. Il cuore, nonostante tutto, ci dà la forza di sorridere. E lottare. Il cuore guiderà le nostre scelte. E grazie al cuore salveremo altre vite.
Il cuore che si è fermato batterà ancora.
Mi chiamo Maurizio. Sono padre di tre figli. Lorenzo, Camilla, Diletta. Lorenzo non c'è più. Il suo cuore ha smesso di battere all'improvviso, la sera del 29 settembre 2012. 
Lorenzo era seduto sul divano, guardava una partita di calcio, a casa di un amico. Tutti insieme saremmo dovuti andare a festeggiare il compleanno di sua sorella Camilla che compiva 18 anni.
A quella festa di compleanno non è andato nessuno di noi: ci ritrovammo davanti a un pronto soccorso. Lorenzo si era sentito male. Improvvisamente, mentre era seduto su quel divano. Con il suo amico. A vedere la partita.
Trascorre un tempo indefinito poi un medico ha detto: "Lorenzo non c'è più". La corsa in ospedale non era servita. I tentativi di salvarlo sono stati vani.
Io, Maurizio, ho una mutazione genetica, una mutazione che mi ha causato alterazioni cardiache. La stessa mutazione genetica che ha fermato il cuore di Lorenzo. E l'ho scoperto solo dopo che il suo cuore si è fermato. 
Ma non è tutto. Io stesso, e così Lorenzo, siamo stati sempre "asintomatici": la mutazione non si è mai degnata di mostrarsi, di dirci che esisteva e che Lorenzo era in pericolo. Oggi sappiamo che Camilla soffre della stessa patologia. Cardiomiopatia aritmogena, e c'è voluta l'autopsia per scoprirlo. La Cardiopatia aritmogena costringerà Camilla a mettere un defibrillatore. 
Per impedire al suo cuore di smettere di battere.
Lorenzo giocava a calcio e aveva superato le visite di idoneità. Eppure il suo cuore era malato. Anche il mio cuore potrebbe smettere di battere. Così dicono i dottori. Devo impiantare un defibrillatore. Lo farò per convincere Camilla. Per farle capire che dobbiamo proteggere i nostri cuori.
Per farli continuare a battere.
Lorenzo vorrebbe così.
Da un seme che muore, nasce una pianta che prima o poi darà frutto. È la storia di Lorenzo. E la nostra storia.
Lorenzo era un ragazzo educato, altruista, schivo. Ben voluto da tutti. Un ragazzo talentuoso. Diplomato con il massimo dei voti al liceo classico, aveva rappresentato il suo liceo al Certamen, che ogni anno si tiene ad Arpino, il paese natale di Cicerone.
Suonava il pianoforte da quando aveva 6 anni. Frequentava il conservatorio. E aveva già dato tutti gli esami del primo anno di scienze politiche. 
Lorenzo ci avrebbe chiesto di farlo rivivere. Con quel suo modo spontaneo, semplice, che aveva di occuparsi degli altri. Senza farlo pesare. Sempre con il sorriso. In modo del tutto disinteressato.
Il cuore gli ha tolto la vita. Ma il cuore che si era spento poteva battere ancora.
Così nell'ottobre 2012 nasce l'associazione di promozione sociale "La Stella di Lorenzo Onlus". Entra in contatto con il reparto di Aritmologia Pediatrica di Palidoro. Si valuta la fattibilità della realizzazione di progetti orientati alla prevenzione delle aritmie. Possibili cause di morte improvvisa. Si realizzano iniziative.
Per aiutare altri genitori. Per sollevarli dallo strazio di un cuore che, improvvisamente, smette di battere.
Non sono passati neanche due anni da quel primo incontro. Tanti progressi nel campo dell'informazione e della prevenzione. La Onlus ha lavorato insieme al Bambino Gesù in due progetti preliminari di screening elettrocardiografico nelle scuole materne ed elementari. Perché per la prevenzione non è mai troppo presto. E ora sta lavorando per trovare le risorse necessarie per garantire una copertura per tutte le scuole di Roma.
Per impedire ad altri cuori di smettere di battere».

Non è difficile immaginare il viso di Maurizio dopo che ha riletto la lettera e prima di spedirla all'indirizzo delle storie del Portale OPBG. La sua tenacia è intatta, la sua ostinazione e il suo sorriso contagioso quando ripete al telefono una cosa. La sottolinea più volte: potete cambiarla quanto volete la lettera, ma tengo a una frase, quella no, non dovete assolutamente cambiarla: "da un seme che muore, nasce una pianta che prima o poi darà frutto. È la storia di Lorenzo. E la nostra storia".