Il nuovo polo per la Ricerca Pediatrica

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Con i nuovi laboratori dell'Ospedale Bambino Gesù, collocati nella struttura di San Paolo Fuori le Mura, Roma e l'Italia diventano la sede del più importante polo pediatrico integrato ricerca- assistenza in Europa, nonché uno dei principali al mondo. Circa 5000 mq dedicati alla ricerca, all'interno dei 22.000 mq complessivi destinati alle attività cliniche collegate che costituiscono il complesso di San Paolo Fuori le Mura. Sono presenti le aree di ricerca di Genetica e Malattie Rare, Malattie Multifattoriali & Caratteri Complessi, Oncoematologia, Immunoterapia e Farmacoterapia. Il Polo ospita i Laboratori Diagnostici di Genetica Medica e Citogenetica, di Diagnostica Integrata Oncoematologica, le biobanche e la Cell Factory, struttura unica nel Centro-Sud Italia per dimensioni e capacità di sviluppo, interamente dedicata alla produzione su larga scala di terapie avanzate, sia geniche che cellulari.

L'infrastruttura è dotata di attrezzature e facilities avanzate destinate a potenziare le attività scientifiche già in essere presso l'Ospedale Bambino Gesù, finalizzandole prioritariamente allo studio delle basi biologiche delle malattie e alla loro terapia. Parte consistente dei nuovi laboratori è infatti incentrata su piattaforme tecnologiche di ultima generazione, dedicate alle ricerche in ambito genetico e di biologia cellulare. È infatti attraverso la comprensione delle basi biologiche delle malattie che sarà possibile esportare nella medicina nuovi strumenti di diagnosi, di presa in carico e di terapia.

UN PROGETTO CHE NASCE DALLE ESIGENZE DEI BAMBINI
Gli studi epidemiologici degli ultimi dieci anni dimostrano che i ricoveri pediatrici dovuti a malattie genetiche o a larga componente genetica costituiscono un percentuale oscillante tra il 50 ed il 70%.

La capacità di riuscire a fornire risposte a questa domanda di salute dipende quindi dalla comprensione delle basi genetiche e dei meccanismi biologici che ne determinano la causa originaria e i meccanismi di manifestazione e trasmissione. Le strutture sanitarie di avanguardia del terzo millennio, quindi, non hanno ragione di esistere se alla componente assistenziale non viene affiancata una struttura in grado di leggere, comprendere e tradurre le basi del fenomeno malattia e quindi approntare il percorso di cura e il prodotto clinico.

Nasce da questa consapevolezza il progetto San Paolo Fuori le Mura, partito 7 anni fa con l'intento di guardare al futuro osservando il presente e così perpetuando la storia del Bambino Gesù, lunga 145 anni (1869-2014), che lo ha visto diventare il più importante centro di riferimento per la pediatria in Italia, in grado di rispondere, con oltre quaranta specializzazioni, a quasi il 45% della domanda pediatrica nazionale.

Il suo essere Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS), ha anche significato l'impegno negli ultimi 30 anni nella "ricerca clinica traslazionale", come recita il DL 288/2003. Impegno testimoniato dai risultati nella ricerca, che mostrano come negli ultimi 5 anni la produzione scientifica sia raddoppiata avviandosi, alla fine del 2014, a raggiungere il traguardo dei 2200 punti di Impact Factor (IF).

IL PIÙ GRANDE INVESTIMENTO NELLA RICERCA DEGLI ULTIMI ANNI IN ITALIA
Gli indici dell'attività scientifica in Italia negli ultimi 10 anni mostrano che, per quanto riguarda le scienze biomediche, fatto 1 l'indice mondiale, l'Italia ha raggiunto nel 2010 il valore di circa 1,4 competendo alla pari con i Paesi più avanzati. Tuttavia tale valore non si è praticamente modificato tra il 2002 e il 2013, denotando l'incapacità del Paese di muoversi in sintonia con la rivoluzione in atto nel campo biotecnologico e ciò non soltanto per ragioni di carattere economico.

Gli stessi dati, inoltre, dimostrano come nel periodo considerato proprio i Paesi che hanno raggiunto gli indici più elevati e i tassi di crescita più dinamici sul piano della ricerca, siano stati caratterizzati da dati di crescita corrispondenti sia per quanto riguarda la ricchezza nazionale che il valore aggiunto nei settori delle biotecnologie, della farmaceutica e in quello delle scienze della vita più in generale. Così come in passato, quindi, ancora di più nel prossimo futuro l'investimento nella ricerca è destinato ad avere un elevato tasso di rendimento. La ricerca scientifica, infatti, rappresenta un "volano" per l'economia del territorio e dell'intero Paese con tangibili benefici competitivi, economici e sociali.

In termini di competitività, il centro di ricerca di San Paolo Fuori le Mura favorirà l'attrazione dei ricercatori nazionali e stranieri ad "alto potenziale"; contribuirà a contenere il fenomeno della "fuga di cervelli"; potenzierà l'interazione con le Università e con gli altri centri di ricerca, a livello nazionale e internazionale; favorendo l'innovazione del tessuto imprenditoriale, attraverso la creazione di spin off e joint ventures nel settore biotecnologico.

Sul fronte delle ricadute economiche, il centro di ricerca sarà in grado di catalizzare gli investimenti nazionali e internazionali sullo sviluppo della ricerca scientifica; attrarrà risorse dall'industria farmaceutica, biomedicale e da donazioni private; favorirà lo sviluppo di un indotto industriale per le funzioni trasversali e di supporto alle attività di ricerca scientifica biomedica, che incrementerà le possibilità occupazionali; ridurrà, nel medio-lungo termine, i costi della sanità pubblica attraverso la conversione dei risultati della ricerca in percorsi innovativi, in grado di migliorare lo stato di salute della popolazione. In termini sociali questi risultati si tradurranno in un miglioramento della qualità di vita dei cittadini e dei servizi.

È in questi presupposti che si ritrova la logica di un investimento per la parte infrastrutturale e tecnologica di oltre 26 milioni di euro, con un budget annuo frutto dei suoi progetti di ricerca e dei servizi scientifici prodotti di circa 15 milioni di €. Un punto di riferimento per i circa 150 ricercatori, di cui 30 nuovi, che si troveranno a lavorare in quello che aspira a diventare un punto di riferimento anche per l'intero bacino del Mediterraneo, ponte naturale per una rete di collaborazioni attraverso le quali riversare conoscenza, con tempi e costi ridotti, verso quei Paesi che chiedono sempre più anche aiuti di questo genere.