Il primo Open Day nella sede di San Paolo

La "terapia dell'accoglienza" dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù: la giornata di festa per bambini e famiglie
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Roma, 24 giugno 2013

ROMA 22 giugno 2013 – Zainetto, matite colorate, disegni e adesivi, un fumetto per raccontare la vita in ospedale e una lettera per i genitori con l'indicazione di tutte le agevolazioni per rendere più sereno possibile il percorso di cura dei propri figli. È il kit dell'accoglienza, con tanto di mascotte, pensato dall'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù per i suoi i piccoli ricoverati (circa 20mila ogni anno).

Una delle tante iniziative presentate in occasione del primo "Open Day" del Bambino Gesù, sabato 22 giugno, presso la nuova sede di San Paolo Fuori le Mura. Una giornata di festa per i bambini e le loro famiglie con giochi, laboratori, animazione, ma anche la possibilità per i partecipanti di eseguire piccoli test diagnostici e parlare direttamente con i medici dell'Ospedale. E una madrina d'eccezione, il popolare volto televisivo Antonella Clerici.

"In Italia parliamo sempre di quello che non va, ma dobbiamo anche dire che abbiamo la fortuna di avere delle grande eccellenze come il Bambino Gesù – ha detto la madrina dell'Open Day, Antonella Clerici - Per una mamma come me è importante avere la sicurezza di poter contare su un ospedale di tale qualità, capace di dare ai bambini, oltre alle cure, anche accoglienza, serenità e gioia. Con la giornata di festa di oggi, si può parlare del Bambino Gesù come di un ospedale felice".

Il sistema di accoglienza del Bambino Gesù - che da oggi sarà contraddistinto da un logo dedicato - rappresenta un unicum nel panorama sanitario italiano, con oltre 100.000 notti gratuite l'anno in alberghi, case famiglia e altre strutture ricettive per le famiglie dei piccoli ricoverati che vengono da fuori regione; 4500 nuclei familiari coinvolti nei progetti di assistenza; 1700 mediazioni culturali svolte in 90 lingue diverse e 2500 bambini inseriti nel programma di scuola in ospedale.

«Un'occasione originale – ha affermato Giuseppe Profiti, presidente dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù – pensata per incontrare le famiglie e mostrare loro il modo in cui l'Ospedale si prende cura dei bambini. Non solo sotto il profilo dell'assistenza medica, ma anche per quella che noi chiamiamo "terapia dell'accoglienza": lungo tutto il periodo della loro permanenza in Ospedale, per favorire il processo di cura, i bambini hanno bisogno di sentirsi accompagnati e accolti insieme ad i loro genitori».

L'Open Day del Bambino Gesù ha rappresentato anche un modo nuovo per avvicinare le famiglie ad una corretta informazione sanitaria: i genitori hanno ricevuto informazioni dagli esperti su obesità, malattie rare, patologie metaboliche, disturbi dell'apprendimento, iperattività, diagnosi prenatale, allattamento al seno, medicina dello sport, servizi dello Sportello del Neonato, problemi odontoiatrici e un decalogo con i suggerimenti per ridurre il rischio di incidenti domestici.

«La centralità del paziente e della famiglia – ha spiegato il direttore sanitario Massimiliano Raponi – è il principio intorno a cui ruota l'organizzazione di tutto l'Ospedale: percorsi clinici dedicati, coinvolgimento del paziente e della famiglia nelle decisioni relative alla cura, così come nella valutazione del dolore; accompagnamento del bambino in sala operatoria; valorizzazione delle associazioni dei genitori e di volontariato. Tutto orientato in primo luogo al rispetto e alla tutela dei diritti dei piccoli pazienti».

Per i bambini è stato un vero e proprio momento di festa grazie a laboratori di pasta di sale, giocolieri e clown con bolle di sapone, pittura libera e face painting, il teatro animato di Gipo, cantastorie di Rai Yo-Yo, il teatro dei burattini di Giò Ferraiolo, l'animazione di Carolina Rey conduttrice del Tiggì Gulp, la mostra fotografica a cura di una piccola paziente del Bambino Gesù, i misteri dello spazio con il planetario gonfiabile, la lezione di astrofisica del professor Stellarium e il film per bambini a cura del Giffoni Film Festival.

I piccoli partecipanti hanno avuto la possibilità di sottoporsi volontariamente ad alcuni test per la misurazione della massa grassa, magra, peso e altezza; per la valutazione dell'attività cardiaca e per la misurazione della pressione, della saturazione e dei volumi respiratori. 

Muniti di mini dentifricio e mini spazzolino hanno imparato – divertendosi – a mantenere sani i denti attraverso una corretta igiene orale e, guidati da infermieri esperti, nel corso di lezioni-gioco i bambini hanno appreso alcuni elementi di primo soccorso scoprendo come chiedere aiuto in caso di necessità e a intervenire attivamente con semplici azioni. Ai partecipanti è stato rilasciato l'attestato di "Piccolo Soccorritore".

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