Il recupero di Marco

La riabilitazione di un bimbo di 4 anni investito da un'auto
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30 ottobre 2014

Marco ha 4 anni, vivace come tutti i maschietti sanno essere a quell'età. È un attimo, si stacca dalla mano della mamma ed è sul ciglio della strada. Una inutile frenata brusca e l'urto con un veicolo di passaggio. Marco è lanciato alcuni metri avanti. La corsa in ambulanza, il ricovero in emergenza e il trasferimento in terapia intensiva per un trauma cranico. 
Seguono le fasi di risveglio e il trasferimento nel reparto di riabilitazione
Marco è forte. Piccolo, ma con una grande vitalità, come tutti i bimbi. Si riprende, si rimette in piedi.  Si evidenziano difetti del cammino piuttosto evidenti che ne limitano, in parte, la funzionalità. 

Le possibilità adesso, per il recupero di Marco, sono due. Intervenire con lunghi esercizi, tollerabili per un adulto motivato, poco sostenibili per un bambino più curioso verso la vita che non verso la correttezza nel cammino. 
O utilizzare un'ortesi con delle articolazioni particolari, dotate di molle che possono essere caricate in modo da invitare l'arto alla correzione del difetto, senza chiedere al bambino una particolare attenzione alla sua gamba. 
Un esercizio continuo operato mentre Marco era impegnato nel suo gioco esplorativo del mondo e delle sue relazioni. Abbiamo optato per questa seconda soluzione. Marco è migliorato ed è cresciuto. 

Ma la crescita di Marco ha, in qualche modo, rallentato il suo recupero. Questo perché l'ortesi utilizzata non era in grado di adattarsi, sia alla sua crescita fisica che alle sue modificate condizioni motorie. 
Qui si inserisce il nostro progetto: realizzare un'ortesi modulare in grado di seguire lo sviluppo fisico con opportuni adattamenti -resi possibili da parti mobili- e di adattare l'interazione delle forze correttive con la sua mutata capacità motoria. Un livello di modulazione che è realizzabile solo se si utilizzano motori controllati da un computer, capaci di esercitare quelle correzioni utili a seguire il continuo mutamento delle competenze motorie di Marco, velocizzando e amplificando le sue capacità di recupero. 

Perché l'apprendimento è un processo irreversibile, soprattutto in condizioni patologiche. Appreso un livello di coordinazione motoria è molto difficile modificarlo.

Per questo Marco, e tutti i bambini come lui, merita il meglio con grande dedizione.