Immunoterapia con CAR T cells

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04 dicembre 2018

 

COSA SI INTENDE PER IMMUNOTERAPIA E COSA SONO LE CAR T CELLS

L' immunoterapia rappresenta una delle strategie più innovative e promettenti nella ricerca di nuovi strumenti per combattere il cancro. Si basa su differenti metodiche accomunate dalla capacità di attivare il sistema immunitario contro le cellule tumorali. Uno dei metodi per restituire alle cellule del sistema immunitario, nel caso specifico i linfociti T, la capacità di riconoscere la cellula tumorale, è reso possibile grazie all'introduzione all'interno di queste cellule del gene per un CAR (Chimeric Antigen Receptor). La proteina CAR rende le cellule T in grado di legarsi a una molecola espressa dalla cellula tumorale, che rappresenta quindi la "chiave" per identificare il tumore. Una volta legata la cellula maligna, il CAR determina l'attivazione dell'arsenale tossico della cellula T che, infine, provoca la morte della cellula tumorale.

COME FUNZIONA PRATICAMENTE LA TERAPIA CON CAR T CELLS, CHI PUÒ BENEFICIARNE E QUALI RISCHI COMPORTA

I pazienti vengono dapprima valutati in base alle caratteristiche della malattia e degli esami richiesti dagli studi sperimentali. Se risultano adatti a venir inseriti nei protocolli attualmente attivi presso il nostro ospedale, vengono sottoposti in una prima fase alla procedura di cosiddetta linfocitoaferesi, ossia alla raccolta dei linfociti T dal sangue. Le cellule vengono quindi inviate ai laboratori della Nostra Officina Farmaceutica, laboratori "GMP-grade" accreditati dalla AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) per la terapia cellulare e la terapia genica. In questi laboratori i T linfociti vengono modificati geneticamente per esprimere il CAR, vale a dire la proteina che rende le cellule T in grado di legarsi a una molecola espressa dalla cellula tumorale. Una volta pronte, e superate le analisi di qualità che confermano la funzionalità e la sicurezza del prodotto, le cellule CAR-T vengono congelate per essere infuse nuovamente al paziente al momento opportuno.

I CAR T attualmente approvati per uso clinico nel nostro ospedale sono in grado di identificare, come "chiave" di riconoscimento del tumore, le molecole CD19 o GD2. I pazienti che possono beneficiare della terapia con CAR T cells, pertanto, sono pazienti affetti da malattie ematologiche maligne a cellule B CD19-positive (leucemie linfoblastiche B e Linfomi Non-Hodgkin) o da neuroblastoma, neoplasia che esprime GD2. 

La più frequente tossicità associata a CAR-T è la cosiddetta Sindrome da Rilascio Citochinico (CRS), uno stato di infiammazione acuta dovuta al rilascio, da parte delle cellule T attivate, di alcune proteine dell'infiammazione note come citochine. La sintomatologia può essere da lieve, con malessere e febbre, ad estremamente rilevante, al punto, nei casi più gravi, da richiedere il supporto avanzato delle funzioni vitali. Disponiamo tuttavia di numerose terapie per affrontare e risolvere questa complicanzae. Oltre a farmaci convenzionali, per aumentare la sicurezza dell'approccio abbiamo inserito nella nostra molecola un "interruttore di sicurezza": si tratta di un gene che, se attivato con la somministrazione di un apposito farmaco (Rimiducid®), è in grado di determinare la rapida ed efficace eliminazione delle cellule CAR-T, garantendo così il controllo dei sintomi. 

In conclusione, l'infusione di linfociti geneticamente modificati per essere reindirizzati con precisione verso il bersaglio tumorale rappresenta un approccio innovativo e promettente alla cura delle neoplasie, seppur in fase ancora preliminare. In futuro prevediamo di estendere questo ed altri simili approcci di terapia genica anche ad altre neoplasie, quali ad esempio i tumori del  sistema nervoso centrale, e di potenziarne ulteriormente la funzione per migliorare la loro efficacia anche nei confronti dei tumori solidi. 


 
a cura di: Dott.ssa Francesca Del Bufalo  
in collaborazione con:
Bambino Gesù Istituto per la Salute