Il "furto perfetto"? In ludoteca arrivano i R.I.S.

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25 maggio 2016

Pochi giorni fa, nella ludoteca del Bambino Gesù, si è verificato un fatto molto spiacevole. È stato ritrovato un barattolo di cioccolata spalmabile semivuoto. Chi l'ha presa? Chi ha peccato di gola infilando le dita in quel barattolo pieno?
Sull'accaduto circolano molte voci, ma nessuno trova il coraggio di nominare il responsabile. E chissà quanti complici in un furto così apparentemente perfetto! Eppure, quel barattolo di crema di gianduia era desiderato proprio da tutti. 

Sarebbe troppo facile indicare come colpevole il bambino più silenzioso, rimasto in disparte come se dovesse nascondere qualcosa. Quì c'è bisogno di prove. Ci rimane solo una cosa da fare: abbiamo bisogno dell'intervento del Reparto Investigazioni Scientifiche dell'Arma dei Carabinieri. Chi meglio di loro potrà aiutarci a risolvere il caso?

Detto, fatto. Passano poche ore e la ludoteca si trasforma in una vera e propria "scena del crimine". Interviene subito il comandante per descrivere il compito di chi ogni giorno ha il dovere e l'onere di dimostrare la reltà dei fatti attraverso la raccolta di prove. Subito dopo, entrano in scena gli "addetti ai lavori". I bambini presenti non possono fare altro che osservare e studiare ogni mossa di questi professionisti. La loro tuta è affascinante e dallo sguardo dei piccoli traspare il desiderio di indossarla. Ma per alcuni anche il timore di essere scoperti. Il gruppo del R.I.S. è davvero attrezzato!

L'angolo della ludoteca in cui è stato trovato il barattolo semivuoto viene isolato con del nastro bianco e rosso. Nessuno può entrarci. La scena del crimine non deve essere contaminata! Di lì a poco viene usato il luminol, una sostanza speciale in grado di rilevare eventuali tracce dei colpevoli. E da alcuni si comincia a notare qualche cenno di cedimento.

Tutti i presenti vengono ordinati in fila per consentire alla scientifica il rilevamento delle impronte; lo strumento utilizzato, del tutto digitale, sembra di ultima generazione: una grande novità per consentire un rapido confronto tra le impronte raccolte e il database a disposizione del R.I.S. Il colpevole è alle strette, non può sfuggire all'evidenza della scienza. E mentre un gruppo di bambini divertito cerca invano di offrire all'indagine non una, ma ben 10 dita da esaminare, viene anche scattata una foto segnaletica di ognuno. Forse un selfie sarebbe stato più divertente, ma le risate degli "innocenti" non sono mancate nemmeno in questa situazione. 
La conclusione dell'indagine è davvero vicina: i carabinieri sembrano non avere più dubbi. Ma questa volta l'intenzione è di non punire solo il colpevole. La lezione sarà impartita a tutti: nessuno, nemmeno il più scaltro dei ladri, può sfuggire a un reparto così efficiente. Di sicuro la prossima volta ci penseranno più e più volte prima di abbuffarsi di nascosto di cioccolata.
 

Come già accaduto in passato, alla conclusione dell'"indagine" la squadra del R.I.S. ha consegnato un attestato di partecipazione a tutti i presenti, come ricordo di questa giornata speciale.
Con l'obiettivo di intrattenere anche i bambini ricoverati non presenti in ludoteca, i carabinieri hanno visitato i reparti di Oncoematologia e Terapia Intensiva Neonatale della sede di Roma-Gianicolo. Per l'occasione, sono stati consegnati alcuni giochi e libri di favole: un piccolo momento di felicità a chi ogni giorno porta avanti con impegno e dedizione la propria battaglia in un letto di ospedale.

Con la speranza di incontrarci ancora, l'ospedale ringrazia il servizio investigazioni scientifiche per queste divertenti iniziative che coinvolgono i nostri piccoli, le nostre vite coraggiose.

Il "delitto" perfetto? In ludoteca arrivano i R.I.S.