Influenza, cosa c'è da sapere

Si manifesta tra dicembre e marzo e il periodo di incubazione è in media di 2 giorni: tutte le informazioni utili sulla malattia invernale più diffusa
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01 dicembre 2016

L'influenza è una malattia acuta e contagiosa causata dai virus influenzali, che si manifesta nel periodo invernale, prevalentemente tra dicembre e marzo. I virus dell'influenza si trasmettono attraverso le goccioline di saliva, che vengono emesse nell'ambiente da una persona malata. Chi ha l'influenza può contagiare chi si trova nel raggio di circa 1 metro. Si può essere contagiati anche dal contatto con superfici o oggetti contaminati dal virus e poi toccandosi la bocca o il naso.

Il contagio inizia dal giorno precedente alla comparsa dei sintomi e si prolunga fino a 3 - 4 giorni dopo la manifestazione della malattia. Il periodo di incubazione è di 1 – 4 giorni, in media 2 giorni.
 

QUALI SONO I SINTOMI

I sintomi dell'influenza sono febbre, che si manifesta improvvisamente accompagnata da brividi, dolori ossei e muscolari, mal di testa, malessere generale, tosse, mal di gola, raffreddore, riduzione dell'appetito, vomito e diarrea.

Le complicanze dell'influenza sono rappresentate da polmonite, bronchite, sinusite, otite. Le categorie più a rischio di sviluppare complicanze sono i bambini sotto i 5 anni, e in particolare sotto i 2 anni, le donne in gravidanza, gli anziani e le persone che soffrono di malattie croniche (cardiache, renali, polmonari, metaboliche, immunitarie, ematologiche, neurologiche).
La diagnosi di influenza si basa comunemente sui sintomi, ma la certezza può essere raggiunta solo con l'isolamento del virus influenzale che, però, viene effettuato solo in ambito ospedaliero.
 

QUANTO DURA L'INFLUENZA

La durata dell'influenza è di 5 - 7 giorni, anche se astenia e malessere possono durare anche per due settimane.
 

COME SI CURA L'INFLUENZA

I farmaci più utilizzati sono di tipo sintomatico, ad esempio gli antipiretici/antinfiammatori (paracetamolo e ibuprofene) per la febbre, la cefalea e i dolori osteomuscolari. L'uso di farmaci antivirali è indicato in tutti i soggetti non vaccinati appartenenti a categorie a rischio, che manifestano i sintomi tipici dell'influenza quando il virus sta circolando nella comunità. Il trattamento si è dimostrato efficace quando iniziato entro 48 ore dalla comparsa dei primi sintomi. Inoltre la terapia andrebbe consigliata anche ai soggetti vaccinati, ma affetti da patologie tali da far ritenere insufficiente la risposta immunitaria alla vaccinazione.

L'uso degli antibiotici va riservato solo in presenza di complicanze batteriche.
 

COME SI PREVIENE L'INFLUENZA

Vaccinarsi è il modo migliore per prevenire e combattere l'influenza, sia perché si riduce notevolmente la probabilità di contrarre la malattia, sia perché in caso di sviluppo di sintomi influenzali questi sono molto meno gravi e, generalmente, non seguiti da ulteriori complicanze.
I virus dell'influenza hanno una spiccata tendenza a modificarsi, così da aggirare la barriera costituita dalla immunità presente nella popolazione che in passato è stata malata o vaccinata per l'influenza. Questo significa che le difese che l'organismo ha messo a punto contro il virus dell'influenza che circolava un anno, non sono più efficaci per il virus dell'anno successivo.

Ecco perché la vaccinazione va ripetuta ogni anno.
 

Leggi online la settima uscita di A scuola di Salute

 


Approfondimento a cura della dott.ssa Laura Lancella tratto dal numero di novembre di "A scuola di Salute", il multimedia magazine a cura dell'Istituto Bambino Gesù per la Salute del bambino e dell'adolescente.