Inserimento del bambino nella scuola elementare

È un passaggio importante nella vita del piccolo e richiede quindi impegno e attenzione. Ecco come facilitarlo e come aiutare il bambino a superare le possibili difficoltà iniziali.
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11 dicembre 2013

L'INGRESSO NELLA SCUOLA PRIMARIA

L'ingresso in scuola primaria coincide per il bambino con il completamento di un processo di sviluppo che gli consente il passaggio ad un mondo basato su una realtà governata da regole condivise in cui dovrà compiere uno sforzo di adattamento, adeguandosi a ciò che la realtà gli richiede. Per poter affrontare con facilità l'ingresso in scuola primaria il bambino deve possedere un bagaglio di competenze tra cui un'adeguata capacità motoria e di coordinazione visuo-motoria, adeguate capacità visive ed uditive, padronanza del linguaggio, sia in comprensione che in espressione, capacità di prestare e mantenere l'attenzione, capacità di elaborare i simboli. Deve inoltre essere in grado di entrare in relazione con gli altri, riconoscendo e rispettando le regole del gruppo.

In sintesi deve poter integrare gli aspetti cognitivi, emotivi e sociali. È molto importante, soprattutto con l'ingresso anticipato a 5 anni in scuola primaria, che nell'ultimo anno di scuola dell'infanzia gli insegnanti abbiano osservato e le loro competenze e i bambini siano stati facilitati con programmi specifici verso l'acquisizione delle competenze necessarie.
 

QUANDO E COME SI MANIFESTA LA DIFFICOLTÀ DI ADATTAMENTO SCOLASTICO

Spesso i bambini possono presentare difficoltà nell'adattarsi alla nuova situazioneManifestazioni di ansia (risvegli notturni, enuresi, tic, etc.) sono molto frequenti ed in genere transitori e non devono allarmare; tendono a risolversi spontaneamente quando il bambino acquisisce sicurezza nella nuova situazione. Tuttavia, manifestazioni persistenti possono essere indicative di un disagio più profondo le cui cause sono legate in genere a difficoltà di sviluppo o a difficoltà di relazione. In ogni caso, di fronte alle difficoltà occorre parlarne, sia tra i genitori che con gli insegnanti, e collaborare al fine di comprenderle.  

È inoltre molto importante verificare che non siano presenti difficoltà neuropsicologiche non riconosciute che, impedendo al bambino di apprendere con facilità, generano in lui ansia e la tendenza a eludere o rifiutare l'apprendimento e la scuola. Spesso, infatti, difficoltà oggettive (disturbi visivi, uditivi, disturbi di apprendimento etc.) vengono confusi con "pigrizia" o cattiva volontà del bambino.  
 

LA DIAGNOSI IN CASO DI PROBLEMI SPECIFICI

Qualora esistano problemi specifici come deficit neurosensoriali, deficit cognitivo, disturbo di linguaggio o situazioni psicopatologiche o di svantaggio culturale o sociale, è consigliabile consultare il Neuropsichiatra Infantile o lo Psicologo al fine di valutare se il bambino è effettivamente pronto all'ingresso in Scuola Primaria o se è preferibile aspettare un anno ancora per permettere una migliore maturazione.
 

COME VIENE EFFETTUATA LA VALUTAZIONE

Per valutare se esistano problemi specifici che possono ostacolare l'adattamento a scuola, ci si avvale di accertamenti clinici come l'accertamento dei difetti visivi e uditivi. Si può inoltre verificare la presenza di eventuali disturbi cognitivi attraverso una batteria di test composta da test di intelligenza, test neuropsicologici (che misurano principalmente le abilità di linguaggio, le abilità visuo-spaziali e i prerequisiti delle competenze accademiche) e interviste cliniche psicopatologiche. La metodologia comprende un'attenta valutazione clinica, una osservazione prolungata del comportamento e portare a termine compiti con carta e matita, adatti alle capacità e all'età del bambino, nonché la consulenza con i genitori, gli insegnanti e quanti si prendono cura del bambino. 
 

TRATTAMENTO

In caso di positività ai test e di presenza di problemi specifici è necessario pianificare ed attuare un intervento abilitativo e/o terapeutico personalizzato in relazione alle difficoltà del bambino emerse nella valutazione e prevedere, a seconda del caso, un piano educativo specifico o l'inserimento di un tutor specializzato che possa fornire al bambino strategie efficaci sul metodo di studio per facilitare il suo adattamento all'ambiente della scuola.
 

QUAL È IL COMPORTAMENTO PIÙ ADATTO PER FACILITARE L'INSERIMENTO

In genere l'adattamento alla scuola primaria avviene con naturalità ed il bambino percepisce il passaggio dalla scuola dell'infanzia alla primaria come un momento di crescita gratificante per lui che si sente "grande". Tuttavia è importante facilitarlo spiegando e rendendo prevedibile tale passaggio, a partire dalla conoscenza reale di spazi, persone e contesti che dovrà affrontare.

In molte scuole, sia dell'infanzia che primaria, già nell'ultimo anno di infanzia gli insegnanti portano i bambini a visitare le aule, gli insegnanti e le attività della Prima classe della scuola primaria. Quando poi avrà inizio la frequenza in prima classe, il bambino dovrà essere informato con cura sui tempi, le regole, le attività integrative e andrà rassicurato sulla possibilità di mantenere ancora spazi e tempi dedicati al gioco ed alla ricreazione. Occorre inoltre aiutare il bambino a trovare la corretta modalità di comunicazione e relazione con eventuali bambini di lingua e cultura diversa dalla propria o con bambini diversamente abili presenti nella sua nuova classe.

Nel caso di un bambino che presenti difficoltà specifiche, dovranno essere avviati tempestivamente i piani di intervento previsti per il suo caso, in modo da favorirne l'adattamento scolastico sin dalle prime fasi del suo inserimento a scuola.


a cura di: Floriana Costanzo e Simonetta Gentile
Bambino Gesù Istituto per la Salute