Inserimento del bambino nella scuola materna

Si tratta di un momento particolarmente delicato nello sviluppo di ogni bambino. Per trasformarlo in una occasione di confronto, di crescita e di curiosità è indispensabile che i genitori siano pronti a rassicurare, stimolare e sostenere il piccolo nelle difficoltà
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11 dicembre 2013

L'INSERIMENTO

L'ingresso alla scuola dell'infanzia è un momento particolarmente delicato ed importante nel processo di crescita di individuazione personale di ogni bambino. Da un rapporto limitato ad una stretta relazione con i familiari, il bambino viene a inserirsi in un nuovo contesto ambientale e sociale in cui diventa capace di stabilire relazioni con altri individui, coetanei ed adulti, che non appartengono alla famiglia. 

Si può considerare favorevolmente l'ingresso all'asilo verso i trenta mesi, periodo in cui, sia pure con un'ampia variabilità interindividuale, sono state acquisite funzioni come il linguaggio, la comprensione del contesto sociale e l'autonomia degli sfinteri. È fondamentale che in questo passaggio il bambino sia sostenuto dai genitori e dall'ambiente affinché l'inserimento avvenga nel modo più sereno e armonico possibile e si realizzi così un momento di crescita per il bambino e, indirettamente, per la famiglia.
 

QUANDO E COME SI MANIFESTANO LE DIFFICOLTÀ DI INSERIMENTO

Spesso i bambini possono presentare difficoltà nell'adattarsi alla nuova situazione. Manifestazioni di ansia (risvegli notturni, enuresi, tic, etc.) sono molto frequenti e in genere transitori e non devono allarmare; tendono a risolversi spontaneamente quando il bambino acquisisce sicurezza nella nuova situazione. Tuttavia, manifestazioni persistenti possono essere indicative di un disagio più profondo le cui cause sono legate in genere a difficoltà di sviluppo o a difficoltà di relazione. In ogni caso, di fronte alle difficoltà occorre parlarne, sia tra i genitori che con gli insegnanti, e collaborare al fine di comprendere la difficoltà del bambino. È inoltre molto importante verificare che non siano presenti difficoltà neuropsicologiche non riconosciute che impediscono al bambino di apprendere con facilità o di relazionarsi adeguatamente con le persone non familiari.
 

LA DIAGNOSI IN CASO DI PROBLEMI SPECIFICI

Qualora esistano problemi specifici come deficit neurosensoriali, deficit cognitivi, disturbi del linguaggio, difficoltà di socializzazione o situazioni di svantaggio culturale o sociale, è consigliabile consultare il Neuropsichiatra Infantile o lo Psicologo al fine di valutare la natura di tali difficoltà persistenti in modo da facilitarne il superamento.
 

COME VIENE EFFETTUATA LA VALUTAZIONE

Per valutare i problemi specifici che possono ostacolare l'adattamento nella scuola dell'infanzia, ci si avvale di accertamenti clinici come l'accertamento dei difetti visivi e uditivi. Si può inoltre verificare la presenza di eventuali disturbi cognitivi attraverso una batteria di test composta da test di intelligenza, test neuropsicologici (che misurano principalmente le abilità di linguaggio) e interviste cliniche per valutare la presenza di eventuali disturbi del comportamento o della socializzazione. La metodologia comprende un'attenta valutazione clinica e una prolungata osservazione del comportamento adeguati all'età del bambino, nonché la consulenza con i genitori, gli insegnanti e quanti si prendono cura del bambino. 
 

TRATTAMENTO

In caso di positività dei test e di presenza di problemi specifici è necessario svolgere un intervento abilitativo e/o terapeutico personalizzato in relazione alle difficoltà del bambino emerse dalla valutazione e prevedere, a seconda dei casi, un piano educativo specifico. 
 

IL COMPORTAMENTO PIÙ ADATTO PER FACILITARE L'INSERIMENTO 

Solitamente è sufficiente favorire l'inserimento nella scuola dell'infanzia seguendo alcuni semplici accorgimenti. È importante per esempio che si rispettino i tempi e le modalità proprie di ogni bambino, adattandosi alle sue necessità in maniera elastica. È importante affiancare il bambino nell'incontro con gli altri bambini, nell'esplorazione dell'ambiente, dei giochi e del materiale didattico e rassicurarlo sulla capacità dell'ambiente e dell'insegnante di prendersi cura di lui e dei suoi bisogni (mangiare, bere, evacuare, riposarsi, etc.). È auspicabile che l'insegnante illustri ogni giorno il programma delle attività programmate, per rendere l'ambiente prevedibile e rassicurante. È utile inoltre che il bambino disponga di un piccolo spazio-contenitore "soltanto suo" (armadietto o altro) dove riporre le proprie cose essendo il solo a potervi accedere. È possibile che porti un oggetto da casa che sarà bene conservare nello zaino o nell'armadietto.
L'abbigliamento dovrà essere semplice e comodo ed è consigliabile fornire un cambio di biancheria e pantaloncini per eventuali "incidenti". È opportuno facilitare la conoscenza degli altri bambini attraverso scambi verbali che lo incoraggino ad avvicinarsi agli altri e alle loro esigenze. Nei bambini con difficoltà specifiche, tali accorgimenti andranno attuati tenendo conto delle difficoltà del bambino e l'inserimento dovrà essere supportato da un piano di intervento specifico da realizzare in collaborazione con la scuola che potrà avvalersi di insegnanti specializzati. 


a cura di: Floriana Costanzo e Simonetta Gentile
Unità operativa di Neuropsichiatria dell'infanzia e dell'adolescenza
In collaborazione con: