Ipertensione arteriosa in pediatria: il decalogo

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23 maggio 2018

CHE COSA È

Pressione alta, un problema già presente in età pediatrica e troppo spesso sottovalutato per la scarsa abitudine di misurare la pressione ai bambini. L'ipertensione arteriosa vera e propria riguarda circa il 3,5% dei bambini e degli adolescenti, ma se consideriamo anche i bambini con valori pressori persistentemente alti (cosiddetta pre-ipertensione) le percentuali aumentano attestandosi tra il 5,7% e il 7%. Ancora più elevata è la frequenza dell'ipertensione nei bambini sovrappeso o obesi tra i quali le percentuali arrivano al 24%.

L'ipertensione arteriosa è uno dei principali fattori di rischio per le patologie cardiovascolari, che rappresentano la principale causa di mortalità dell'adulto. 

IL DECALOGO DELL'IPERTENSIONE  

1. Il rischio cardiovascolare inizia in età pediatrica: occhio alla familiarità! 

Quando l'ipertensione arteriosa è presente in più membri della famiglia, in particolare padre e/o madre, è molto più probabile che i figli abbiano valori pressori elevati anche in età pediatrica. La misurazione della pressione arteriosa deve sempre far parte della valutazione dello stato di salute del bambino.

2. Misurare la pressione a tutti i bambini a partire dai 3 anni 

Le Linee Guida Internazionali raccomandano la misurazione della pressione annualmente presso il proprio pediatra di riferimento nei bambini ed adolescenti sopra i 3 anni di età. 

3. Non tutti gli apparecchi per la misurazione sono uguali 

La misurazione della pressione dovrebbe essere fatta dal pediatra. Nel caso in cui avvenga a casa occorre usare apparecchi approvati e collaudati per l'età pediatrica. Se i valori risultano sempre elevati vanno riferiti al medico che deve confermarli con la metodica classica, quella "ascoltatoria".

4. Se l'ipertensione arteriosa persiste anche nei successivi controlli programmati bisogna fare l'Holter pressorio.

Si tratta del monitoraggio per 24 ore della pressione arteriosa che permette di tracciare un profilo pressorio durante le attività della giornata, lontano dall'ambiente medico (si evita così la "ipertensione da camice bianco") e durante il sonno

5. No al sale 

Studi dell'Istituto Nazionale Americano per la Sorveglianza della Salute e della Nutrizione (NHANES) hanno dimostrato come una dieta ad alto contenuto di sodio aumenti di due volte il rischio di sviluppare ipertensione arteriosa, e lo aumenta di tre volte se è associata anche l'obesità.

6. Limitare gli zuccheri

Anche gli zuccheri, sia complessi come gli amidi del pane, della pasta, del riso e delle patate, sia semplici come il fruttosio, comportano un aumento dei valori di pressione arteriosa con meccanismi sia diretti sia indiretti (attraverso l'aumento del peso corporeo per il contenuto elevato di calorie).

7. Sì ad alimentazione e stili di vita corretti 

Lo stile di vita influenza significativamente i valori di pressione arteriosa. L'eccesso di peso corporeo fino all'obesità e la mancanza di attività fisica sono le cause principali di valori pressori costantemente più elevati.

8. Lo sport non è controindicato nel bambino iperteso 

La presenza di ipertensione arteriosa NON CONTROINDICA la pratica di attività sportiva, anzi, spinge a raccomandarla! Fanno eccezione rari casi, affetti da ipertensione arteriosa complicata, che possono avere necessità di modificare le terapie o che praticano sport agonistici di potenza per cui andranno valutati singolarmente dallo specialista.

9. Nei bambini a rischio, eseguire il controllo pressorio ad ogni visita medica

Si raccomanda il controllo della pressione arteriosa ad ogni visita medica nei soggetti affetti da obesità, malattie renali, diabete, coartazione aortica operata o anche nei bambini e negli adolescenti che fanno uso di farmaci che aumentano la pressione arteriosa (cortisonici, immunosoppressori, terapie ormonali)

10. Controllare il colesterolo nei bambini ipertesi

Per tutti i pazienti affetti da ipertensione arteriosa vanno anche controllati i valori di colesterolo nel sangue. L'Ipercolesterolemia (valori alti di colesterolo), che può spesso avere radici familiari, è un altro dei principali fattori determinanti il Rischio Cardiovascolare.


 
a cura di: Dott. Ugo Giordano 
in collaborazione con:

Bambino Gesù Istituto per la Salute