Bronchiolite: sintomi, diagnosi, trattamento

Un'infezione molto frequente che colpisce il sistema respiratorio. I consigli degli esperti del Bambino Gesù.
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E' un'infezione che colpisce il sistema respiratorio dei piccoli, con maggiore prevalenza nei primi 6 mesi di vita, e una maggiore incidenza nella stagione invernale. Gli esperti del Bambino Gesù ci spiegano cos'è la bronchiolite, quali sono i sintomi, quali esami è necessario effettuare per la diagnosi e come è possibile curarla.

Che cos'è

La bronchiolite è un'infezione virale acuta che colpisce il sistema respiratorio e in particolare le piccole vie aeree dei bambini di età inferiore ai due anni.

Le cause

Il patogeno più coinvolto è il virus respiratorio sinciziale (VRS). L'infezione, particolarmente frequente nel periodo invernale, è secondaria a una trasmissione che avviene primariamente per contatto diretto con secrezioni infette. La fase di contagio dura tipicamente da 6 a 10 giorni. 

I sintomi

Generalmente esordisce con febbricola e rinite (1); successivamente possono comparire tosse, che si aggrava gradualmente, e difficoltà respiratoria - più o meno marcata - caratterizzata da un aumento della frequenza respiratoria e rientramenti intercostali. Il più delle volte si risolve spontaneamente e senza conseguenze. Tuttavia, in alcuni casi, può rendersi necessario il ricovero, specialmente al di sotto dei sei mesi di vitaIn bambini così piccoli è spesso presente un'ipossiemia (2) più grave rispetto allo stato generale del bambino e può osservarsi una disidratazione più o meno severa a causa della perdita idrica determinata dallo sforzo respiratorio. Inoltre, nei pazienti con storia di prematurità o di età inferiore alle 6 settimane di vita, è aumentato il rischio di apnea (3) e ne vanno pertanto monitorizzati i parametri cardio-respiratori.

Generalmente si risolve spontaneamente in circa 12 giorni.

La diagnosi

La diagnosi di bronchiolite è sostanzialmente basata su riscontri clinici supportati, ove necessario, da accertamenti laboratoristici e/o strumentali. Posso essere effettuati più test sull'aspirato nasofaringeo dei pazienti sospetti per le indagini sui virus respiratori responsabili, come:

- Ossigenazione tramite saturimetro, la prima misurazione da eseguire. Una saturazione arteriosa < 92% è stata identificata come un indicatore di gravità con necessità di ospedalizzazione;
- Emogasanalisi arteriosa, un esame che permette di valutare l'ossigenazione del sangue e, attraverso la misurazione dell'anidride carbonica, l'efficacia degli scambi gassosi;
- Radiografia del torace, utile, ma non essenziale, nella diagnosi e valutazione della bronchiolite. Spesso si riscontrano aree di addensamento e di assenza di aria in più zone dei polmoni dovute alla disventilazione.

Prevenzione 

Alcune semplici norme igieniche possono ridurre il rischio di contrarre la bronchiolite o evitare infezione correlate che possono peggiorare il quadro clinico. Cercare sempre di:
- Evitare il contatto dei bambini più piccoli con altri bambini o adulti affetti da infezioni delle vie aeree;
- Lavarsi sempre le mani prima e dopo aver accudito il bambino
- Favorire l'allattamento al seno e fornire una quantità adeguata di liquidi
- Fare frequenti lavaggi nasali con soluzione fisiologica o ipertonica
- Non fumare mai in casa, anche in ambienti diversi da dove si trova il bambino 

Trattamento 

Tradizionalmente vengono utilizzati farmaci broncodilatatori e cortisone ma, la più recente letteratura scientifica, non sembra evidenziare un chiaro miglioramento clinico o di una riduzione del tempo di ospedalizzazione nei bambini sottoposti a tali terapie.
La terapia ospedaliera è soprattutto di supporto perché garantisce: 
- un'adeguata ossigenazione del sangue attraverso la somministrazione di ossigeno umidificato e riscaldato;
- un'adeguata idratazione - qualora l'alimentazione risultasse difficoltosa - attraverso la somministrazione di soluzioni glucosaline per via endovenosa;

L'uso routinario degli antibiotici non è raccomandato, tranne in bambini immunocompromessi o in caso si sospetti un'infezione batterica concomitante

Quando ricoverare

In tutti i casi di cattiva ossigenazione o rifiuto dell'alimentazione il bambino dovrà essere valutato dal pediatra del Pronto Soccorso per un eventuale ricovero.
Vengono considerati fattori di rischio aggiuntivo: la prematurità o l'età inferiore ai due mesi, la concomitanza di patologie croniche (broncodosplasia, cardiopatie congenite, immunodeficienze, patologie neurologiche), la minor reattività, la difficoltà assistenziale a domicilio da parte dei genitori.

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- Infiammazione del naso
2 - Diminuzione dell'ossigeno nel sangue
3 - Episodio di pausa respiratoria prolungata e/o pericolosa
4 - Farmaci che dilatano i muscoli dei bronchi e quindi migliorano la respirazione in caso di spasmo bronchiale