La fobia nei bambini ed adolescenti

È una paura che tende ad essere eccessiva e sproporzionata rispetto alla situazione. Fa parte dei disturbi d'ansia secondo il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali
Stampa Pagina

19 aprile 2018

CHE COS'È
La fobia è una paura che tende ad essere eccessiva e sproporzionata rispetto alla situazione, persiste nel tempo e interferisce con la vita quotidiana del bambino, dando origine a reazioni eccessive e inadeguate finalizzate ad evitare ogni tipo di contatto con l'oggetto/evento fobico.
Le fobie più comuni hanno come oggetto, a seconda della fase di sviluppo: animali, insetti, temporali, suoni forti, buio, sangue e ferite, visite mediche o dentistiche, altezza, luoghi chiusi. Le fobie si modificano con la crescita nell'intensità della reazione e nel contenuto.

QUALI SONO I SINTOMI
La sintomatologia delle fobie si manifesta con pianto, scoppi di collera, immobilizzazione (freezing) o aggrappamento (clinging), mancanza di respiro, tremori diffusi, sudorazione, battito cardiaco accelerato, dolore toracico, nausea.

COME SI FA LA DIAGNOSI
La fobia specifica fa parte dei disturbi d'ansia secondo il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM-5). Si tratta di "specifiche fobie" che persistono per un periodo di sei o più mesi; portano ad una inappropriata attivazione fisiologica e causano elevata ansia o evasione dalla situazione ansiogena/fobica. La fobia è caratterizzata da paura marcata e persistente, eccessiva ed irragionevole.
L'esposizione allo stimolo, quasi invariabilmente, provoca una risposta ansiosa immediata, che può̀ prendere forma di attacco simil panico sensibile alla situazione. Il contesto e/o l'oggetto fobico viene evitato oppure sopportato con intenso disagio ed interferisce in modo significativo con la normale routine del bambino/adolescente, sia nella vita familiare, che scolastico e socio-relazionale.
Viene effettuata una valutazione Psicodiagnostica e cognitiva con un colloquio clinico e somministrazione di test specifici sia con il bambino/adolescente che con i genitori. 

QUALI SONO I FATTORI DI RISCHIO

- Fattori individuali: Soggetti che solitamente evitano situazioni ansiogene, si sottraggono dalle situazioni sconosciute. Nel passato possono aver presentato altra sintomatologia ansiosa come ansia da separazione, ansia sociale;
- Fattori ambientali: Eventi traumatici correlati con la situazione o l'oggetto temuto. Modalità d'accudimento iperprotettiva da parte dei genitori o traumi psicologici;
- Fattori genetici: Familiarità per disturbi d'ansia, fobia specifica.

COME SI CURA
La terapia cognitivo-comportamentale (CBT) che si pone l'obiettivo di ristrutturare alcune modalità di pensiero che determinano comportamenti disfunzionali, si è rivelata efficace per il miglioramento dei sintomi legati all'ansia e comprende tecniche orientate a familiarizzare con l'oggetto fobico. Questo metodo aiuta il bambino/adolescente a gestire la risposta emotiva in assenza di un pericolo reale.

QUAL È LA PROGNOSI
I bambini  e gli adolescenti sottoposti alla terapia cognitivo-comportamentale hanno una percentuale  elevata di remissione della sintomatologia.


a cura di: Milena Labonia
Unità Operativa di Neuropsichiatria dell'Infanzia e dell'Adolescenza
In collaborazione con: