Laringite

Nei bambini può verificarsi in forma acuta o cronica e si presenta più spesso d'inverno, se causata da virus può essere contagiosa
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13 dicembre 2013

CHE COS'È
La "laringite" o "croup" o "laringospasmo", comprende un gruppo di patologie respiratorie causate da un'infiammazione delle alte vie aeree (laringe e tessuti sotto glottici). L'infiammazione causa edema (un rigonfiamento) del laringe e della trachea che di conseguenza si restringono rendendo difficoltoso il passaggio dell'aria. Le vie aeree dei bambini sono più piccole nei primi mesi di vita e di conseguenza l'edema, anche se modesto, provoca un grave ostacolo al passaggio del respiro.
Ecco perché l'età più frequente di insorgenza è tra i 7 e i 36 mesi ed è raro che la laringite si manifesti dopo i 6 anni di vita. È più frequente nei bambini che nelle bambine. Rappresenta una frequente causa di accesso in Pronto Soccorso, tuttavia nella maggior parte dei casi, si tratta di forme lievi o moderate e la guarigione avviene rapidamente, entro 48 ore dall'esordio.

QUALI SONO LE CAUSE
Di solito si tratta di forme virali. I virus più frequentemente coinvolti sono il virus parainfluenzale, influenzale e respiratorio sinciziale; per tale motivo si manifesta prevalentemente in inverno.
Nel caso in cui si manifesti in modo ricorrente (più di due episodi l'anno), o si verifichi un ritardo nella risposta terapeutica oppure l'età di insorgenza sia superiore ai 3 anni, andranno prese in considerazione altre cause di laringospasmo, quali l'allergia, l'ipereattività delle vie aeree, le stenosi (ostruzioni) sotto glottiche (corpo estraneo, masse, malformazioni vascolari o delle vie aeree), la laringotracheite batterica e il reflusso gastro esofageo.

COME SI MANIFESTA 
Tipicamente il laringospasmo compare improvvisamente durante le ore notturne e si caratterizza per una tosse con timbro metallico (somigliante al verso di una foca), definita abbaiante, che spesso causa allarme nella famiglia, anche perché usualmente non è preceduta da sintomi di rilievo. Si possono associare anche abbassamento della voce e stridore laringeo (inspirazione rumorosa). Il fatto che il laringospasmo si manifesti soprattutto nelle ore notturne e spesso migliori rapidamente al mattino, sembra sia da ricondurre ai livelli nel sangue di cortisolo che raggiunge il suo picco massimo alle 8 di mattina per poi diminuire progressivamente fino ad un minimo tra le 23 di sera e la 4 del mattino.
In realtà si tratta più frequentemente di forme lievi o moderate, che rispondono alla terapia per via aerosolica, ma che spesso sono a risoluzione spontanea. Tuttavia, soprattutto quando la laringite si manifesta per la prima volta, è necessario che il bambino venga visitato.

COME SI CURA
La terapia di scelta è cortisonica per aerosol associata, quando necessario, al cortisone per via intramuscolare o endovenosa e all'ossigeno.
È molto importante per prima cosa cercare di tranquillizzare il bambino sia a casa che in ospedale; l'agitazione potrebbe infatti peggiorare notevolmente il sintomo.
Nelle forme gravi ed associate a difficoltà respiratoria, si utilizza anche l'adrenalina per aerosol; tuttavia dopo due ore dal termine di tale terapia, i sintomi possono ricomparire; perciò, nei casi che necessitano di un trattamento con adrenalina, è consigliato il ricovero o una osservazione prolungata del bambino in Pronto Soccorso.
Al primo episodio di laringite il bambino va sempre visitato dal Curante oppure, se possibile, in Pronto Soccorso, al fine di arrivare ad una corretta diagnosi e alla terapia più indicata; nei successivi episodi, la terapia impostata andrà iniziata prontamente a domicilio e, qualora vi sia ritardo nella risposta o si associ importante difficoltà respiratoria, il bambino andrà comunque visitato.

QUANDO RICOVERARE 
Solo raramente é necessario ricoverare un bambino con laringospasmo. In base alla gravità dei sintomi, al colorito cutaneo ed altri segni clinici e alla risposta alla terapia, il medico indicherà la necessità o meno del ricovero, che è consigliabile solo nelle forme gravi o in cui non si riesca ad ottenere una stabilità clinica.


a cura di: Francesca Petreschi
Unità Operativa di Broncopneumologia

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