Le visite e gli screening consigliati nel primo anno di età

La diagnosi precoce come primo strumento di prevenzione. Ecco gli esami che è importante effettuare entro i 12 mesi di vita del bambino
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Screening audiologico e visita otorinolaringoiatrica
Ampiamente in uso nei principali Centri di Ostetricia e Ginecologia, il protocollo di screening audiologico neonatale viene effettuato nei primi giorni di vita del bambino, mediante emissioni otoacustiche. L'indagine è di breve durata e non invasiva, e fornisce importanti elementi di esclusione delle principali condizioni di ipoacusia (sordità) congenita.
Il rischio di ricorrenza delle sordità per cause genetiche o ambientali (infezioni prenatali) alla nascita è di 1 su 1000. La sordità può essere isolata o inserirsi in un quadro clinico più complesso insieme ad altre varie patologie. Le forme genetiche più comuni sono bilaterali, di tipo percettivo, ma comunque tutte le frequenze possono essere colpite e alcune forme ereditarie presentano danni per i toni alti, medi e bassi. Qualora tale test non dovesse essere effettuato alla nascita, e sussistano dei sospetti, dati principalmente dalla storia familiare o da una gravidanza problematica con esposizione a fattori di rischio (terapie farmacologiche, infezioni, sofferenza perinatale), il consiglio di rivolgersi a un centro che esegua tale indagine audiologica nei primi 6 mesi di vita.

La visita otorinolaringoiatrica, con il supporto di alcuni esami strumentali, è in grado di discriminare tra le possibili cause di problemi respiratori, uditivi o di flogosi ricorrenti, al fine di un corretto trattamento. La diagnosi precoce di un problema uditivo è fondamentale per un corretto sviluppo del linguaggio e di conseguenza per lo sviluppo globale della personalità e delle capacità intellettive del bambino.
La visita effettuata in un bambino di 5 o più anni, nato a termine da una gravidanza normale, che non ha presentato malattie di rilievo nei primi anni di vita, consiste nell'escludere condizioni patologiche misconosciute ai genitori (atresia coanale monolaterale, ipoacusia monolaterale, ostruzioni respiratorie, catarro tubotimpanico, tumefazioni cervicali, disfonia, deglutizione atipica, ipertrofia adeno-tonsillare, ecc.) o fattori predisponenti le flogosi ricorrenti.
A tal fine verrà eseguita l'otoscopia, la faringoscopia e la rinoscopia anteriore con strumentario simile a quello utilizzato negli adulti. Sulla base del quadro osservato, l'otoiatra valuterà la necessità di ricorrere all'ausilio di esami strumentali quali: un timpanogramma, un esame audiometrico, una fibrorinolaringoscopia, una rinomanometria, una radiografia dellepifaringe, fino ai potenziali evocati uditivi, TC e risonanza magnetica, a seconda della patologia sospettata.
In un neonato non sottoposto a screening neonatale o con una positività del test delle emissioni otoacustiche alla nascita, previa valutazione otoscopica negativa, viene indicato di ripetere il test di screening e, in caso di confermata positività, procedere ad ulteriori approfondimenti, quali i potenziali evocati uditivi (da eseguire ad almeno 6 mesi di età). Le successive valutazioni audiologiche saranno programmate dallo specialista sulla base dei risultati di queste indagini.

Screening elettrocardiografico
Viene chiamata "morte improvvisa" in età pediatrica, perché colpisce bambini apparentemente sani: circa 5 pazienti all'anno su 100.000, dicono i dati. Si manifesta nel 10-15% dei casi durante l'attività fisica, e nel 90% dei casi è riconducibile a cause cardiache che potrebbero essere individuate preventivamente attraverso un semplice elettrocardiogramma. Secondo l'Istat, 1000 persone sotto i 35 anni ne muoiono ogni anno.
L'obiettivo di uno screening elettocardiografico effettuato su bambini molto piccoli, è quello di prevenire eventuali patologie cardiache e avvicinare bambini, famiglie e scuole alla prevenzione come mezzo di assistenza e cura.
Lo screening elettrocardiografico, che ad oggi si esegue soltanto nell'ambito della medicina dello sport, è un mezzo di rilevazione e prevenzione delle malattie cardiologiche troppo importante per non essere incluso negli esami strumentali da raccomandare, già nei primi mesi di vita del bambino. Con questo mezzo di prevenzione possono essere salvate tante vite ed evitate tantissime patologie secondarie ad arresto cardiaco.

Visita oculistica
È ormai consuetudine di tutti i Centri di Ostetricia e Ginecologia, far visitare i bambini appena nati dal neonatologo, che prescriverà una visita oculistica se riscontrerà patologie e/o malformazioni. La diagnosi precoce di un problema oculistico migliora la prognosi e rende più efficace la riabilitazione visiva. Ad esempio: la presenza di una cataratta congenita ha buone possibilità di riabilitazione visiva se trattata più precocemente possibile.
Uno strabismo (occhio deviato) può essere segno di patologie gravissime (tumore retinico, patologie neurologiche), ma molto più frequentemente essere espressione di un deficit visivo. La sua precoce correzione sicuramente favorisce il trattamento, spesso scongiurando un intervento chirurgico. Bisogna tenere conto che spesso è difficile per il genitore capire se è presente un difetto visivo: il mondo che interessa il bambino è quello che può toccare con le proprie mani. Al bambino non interessa vedere le macchine lontane, ma vuole afferrare la bambolina vicino a lui.
La prima visita oculistica, per un bambino che non ha subito particolari problemi alla nascita e con un iter di gravidanza materna nella norma, è consigliata ad un anno d'età. L'importanza di tale visita è motivata dalla ricerca di eventuali anomalie anatomiche o alterazione della motilità oculare e della trasparenza dei mezzi diottrici (cornea e cristallino) che, se riconosciuti in tempo e trattati adeguatamente, non creano deficit gravi nel futuro oftalmologico del bambino.

La prima cosa che a quest'età si deve valutare è il movimento coordinato e sincrono dei bulbi oculari. Una sua alterazione può essere il primo campanello d'allarme di una differente percezione della visione tra i due occhi. Bisogna stare sempre attenti a non essere ingannati dall'epicanto che a volte può essere marcato.

Comunque, se il bambino non presenta alcun sospetto di problema della vista, è bene effettuare una visita oculistica di controllo quando raggiunge le seguenti età: 
- 1 anno
- 3 anni
- 4 anni
- 6 anni

Successivamente, e secondo le indicazioni dell'oculista, va effettuata una visita ogni 1-2 anni.

La visita del bambino non differisce molto da quella che generalmente è effettuata nell'adulto anche se esistono problematiche d'interpretazione legate all'età del paziente.