Lo stress psicofisico della Primavera

Qualche semplice regola per aiutare i piccoli a superare senza fatica la stagione di passaggio spesso caratterizzata da stanchezza e difficoltà di concentrazione. La parola all'esperta
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Aumentano le ore di luce, le temperature cominciano ad alzarsi, crescono le possibilità di stare all'aria aperta. Ma i bambini potrebbero non rispondere con vitalità e dinamismo. Come possiamo aiutarli a prepararsi al meglio all'arrivo della bella stagione? Le risposte della Dottoressa Cristiana de Ranieri, del servizio di Psicologia Clinica del Bambino Gesù

Dottoressa, come reagiscono i bambini all'arrivo della Primavera?

Quando le giornate si allungano ci sono più ore di luce ed è più piacevole stare all'aria aperta. Ci si aspetterebbe dai bambini più dinamismo e maggiore voglia di correre e di giocare.
Ma questo non sempre accade. Infatti, proprio quando ci si aspetta che i piccoli escano dal loro letargo invernale, possono subentrare in loro ansia, irritabilità, stanchezza, difficoltà di concentrazione. Questo stato a volte influenza la routine del sonno con nervosismo e difficoltà di addormentamento serale che alterano i ritmi sonno-veglia del bambino. Le conseguenze sono senso di affaticamento, difficoltà ad alzarsi al mattino, stanchezza e apatia nelle ore diurne. 

E come incidono le variazioni della temepratura sullo stato psicofisico dei piccoli?

Alcuni studi recenti focalizzano l'attenzione sugli effetti che variazioni di temperatura, umidità e ore di luce hanno sull'organismo, e di conseguenza sul benessere psico-fisico, di adulti e bambini. In questi ultimi esiste una relazione diretta fra corpo e mente e queste due istanze si influenzano reciprocamente, più di quanto non avvenga nell'adulto, nel quale i processi di razionalizzazione e autocontrollo intervengono - più o meno efficacemente - a mitigare questa relazione.
Quando intervengono fenomeni legati alle allergie stagionali o alla cefalea, c'è la tendenza ad attribuire significati emotivi al proprio malessere e a stati e sensazioni provenienti dal corpo. Spesso chi ne soffre può sentirsi triste, apatico. Talvolta ansioso e inquieto. I bambini non fanno eccezione e non sono esenti da stati d'animo di questo tipo.
C'è anche da considerare che esiste una diversa sensibilità e una differente reattività alle variazioni stagionali, che rientra in una più ampia capacità di adattamento ai cambiamenti in genere. Alcuni bambini soffrono più di altri gli sbalzi di temperatura o il disagio che possono provare se ancora vestiti con abiti troppo pesanti o se costretti a soggiornare in ambienti troppo riscaldati rispetto all'aumento della temperatura esterna. Situazioni, queste, che è più facile che accadano durante le stagioni di passaggio. 

Cosa si può fare per accompagnare i bambini in questa stagione di passaggio? E quali consigli possiamo dare ai genitori per rendere il passaggio alla bella stagione il meno traumatico possibile per loro?

Occorre riuscire a dare al corpo e alla mente dei piccoli il tempo di riadattarsi ai nuovi ritmi e alle nuove sensazioni dettate dalla stagione. Dovremmo in questa fase dare ai bambini la possibilità di riorganizzare con calma il loro orologio biologico e aiutarli quanto più possiamo in questo seppur minimo passaggio, che altera il loro equilibrio.
Certo. Possiamo sicuramente seguire qualche semplice regola. Non sovraccaricarli di impegni e garantire loro più spazi dedicati al riposo e ad attività meno stancanti per loro.
Nello specifico, sarà opportuno:
- lasciare loro più spazi dedicati al riposo diurno. Tra un'attività e l'altra, concedere momenti di distensione e di dolce far niente;
- allentare, ove possibile, gli impegni pomeridiani. Gli impegni scolastici si avviano verso un periodo di intensificazione, dettato dall'approssimarsi della chiusura dell'anno. Non sottovalutare il carico fisico ed emotivo che la fine della scuola comporta;
- proporre attività rilassanti in alternativa a quelle dinamiche e "adrenaliniche". Una passeggiata, un gelato, la lettura di un libro o attività di disegno, o qualsiasi altra attività possa indurre una distensione, a seconda dei gusti e delle attitudini del bambino;
- vigilare affinché dormano bene e a lungo la notte.