Mali di stagione

Raffreddore e mal di gola in agguato con l'arrivo dei primi freddi. Come si curano i malesseri stagionali più comuni
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Con l'arrivo dei primi freddi si torna a parlare di raffreddamenti e infiammazioni delle alte vie respiratorie (URI).
Un problema certamente sentito sia dalla popolazione -se consideriamo quanti giorni di assenza da scuola si è costretti a far fare ai nostri piccoli raffreddati- sia dal mondo medico, visto che le infiammazioni e le ostruzioni delle alte vie respiratorie rappresentano una delle cause più frequenti che conducono il paziente dal pediatra.

Secondo osservazioni condotte negli Stati Uniti, se all'elevato numero di consultazioni ambulatoriali -negli USA si stima che circa 25 milioni di individui cercano assistenza medica per infezioni non complicate delle alte vie respiratorie- si aggiunge la frequenza delle recidive, si capisce come tutto si traduca in un'elevata attività prescrittiva, con conseguente probabilità di insorgenza di resistenze antibioticheGli antibiotici, infatti, sono prescritti nel 30% dei casi di URI accertati.

In bambini di età inferiore ai 6 anni si ha una media di 6-8 episodi di URI all'anno, fino a una al mese nel periodo tra settembre e aprile. Spesso la durata raggiunge quota 14 giorni e le aspettative dei pazienti, talvolta, sono difficili da gestire per il pediatra di libera scelta.
Il mal di gola, inteso come sensazione dolorosa localizzata al faringe o ai territori anatomici circostanti, e il raffreddore rappresentano le infiammazioni più frequenti. In particolare la faringite acuta, che rappresenta la seconda diagnosi più comune in età pediatrica.  
Nonostante l'organismo possieda dei meccanismi di difesa innati e aspecifici -clerance nasale, tracheobronchiale, alveolare, secrezioni tracheobronchiali, il surfactante, ecc- i bambini più piccoli, in particolare quelli che frequentano l'asilo nido, sembrano presentare più infezioni delle alte vie respiratorie. Tuttavia, quando iniziano la scuola primaria, i bambini che hanno frequentato l'asilo nido sono meno vulnerabili in relazione ai meccanismi di difesa specifici sviluppati negli anni precedenti.

Mal di gola. La causa più comune di mal di gola è la faringite virale, mentre tra le forme batteriche la faringite streptococcica è la più frequente, e in circa la metà dei casi decorre in forma sub-clinica, cioè senza evidenti segni clinici, motivo per il quale dinanzi a una faringodinia vanno sempre valutati i possibili sintomi associati (febbre, difficoltà respiratoria, rapidità di insorgenza) e va eventualmente eseguito un tampone faringeo nell'ipotesi di un successivo inizio della terapia antibiotica. 
E' sempre importante consultare il proprio pediatra, che stabilirà la necessità di effettuare esami specifici.

Viceversa, in assenza di sintomi associati, dovrà essere utilizzata la sola terapia sintomatica finalizzata al sollievo del dolore, alla fornitura di un'adeguata quantità di liquidi e al controllo della febbre, se presente, attraverso l'utilizzo di paracetamolo e/o farmaci anti-infiammatori non steroidei.

Raffreddore. Il raffreddore comune, altra tipica infiammazione delle alte vie respiratorie, è normalmente caratterizzato da tosse, congestione e secrezione nasale. Di solito lieve ed autolimitante, si può curare con metodi relativamente poco costosi e non dannosi come l'aspirazione del naso, irrigazioni nasali, utilizzo di spray con soluzioni saline e l'uso di umidificatori o vaporizzatori.
Da evitare, soprattutto nei bambini più piccoli, l'utilizzo di antistaminici, decongestionanti nasali, espettoranti o antitussivi per i possibili effetti collaterali.

E' utile ricordare l'importanza della prevenzione attiva, laddove possibile e auspicabile, delle infezioni delle alte vie respiratorie attraverso l'esecuzione di interventi di profilassi primaria come la vaccinazione antinfluenzale nelle categorie di pazienti a rischio e dei loro familiari.