Mio figlio non mangia: cosa fare?

Un'iniziativa del Bambino Gesù per promuovere una corretta alimentazione e il buon rapporto con il cibo. Attività di sensibilizzazione, informazione e interventi riabilitativi rivolti ai piccoli e giovani pazienti e alle loro famiglie.
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"Non so cosa fare. Non assaggia niente. Non sembra proprio interessato al cibo. Questo non riesco a farglielo mangiare…".
Frasi come queste fanno parte dell'esperienza di molti genitori e di persone che hanno avuto a che fare con la crescita dei bambini. Si tratta in molti casi di problemi che si risolvono spontaneamente, ma in alcuni tendono a protrarsi nel tempo e a definire veri e propri disturbi del comportamento alimentare. 
Queste difficoltà rappresentano un problema per le famiglie che, non riuscendo sempre a trovare risposte adeguate, adottano soluzioni spesso inappropriate.

In occasione della Giornata mondiale dell'Alimentazione, il 16 ottobre partirà l'iniziativa "Mio figlio non mangia", attraverso la quale l'Unità Operativa di Educazione Alimentare del Bambino Gesù offre alle famiglie un supporto per accogliere eventuali difficoltà e indirizzarle verso scelte consapevoli.

L'iniziativa unisce al processo educativo un programma riabilitativo personalizzato, con l'obiettivo di diffondere la cultura, sin dai primi anni di vita, di una corretta alimentazione e di un buon rapporto con il cibo attraverso attività di sensibilizzazione, informazione e interventi riabilitativi per le diverse forme dei disturbi del comportamento alimentare.

Un percorso verso scelte consapevoli

Mio figlio non mangia è un percorso che parte dall'accoglienza del paziente e della famiglia da parte dello staff di specialisti, fino alla delineazione di soluzioni ad hoc, e che si sviluppa attraverso:

- la promozione di un corretto e consapevole rapporto con il cibo al fine di radicare un cambiamento duraturo dei comportamenti attraverso un'educazione continua del paziente e della sua famiglia; 
- il supporto alle famiglie attraverso canali dedicati per punti di contatto e scambio di esperienze;
- la creazione di un rapporto diretto e di un dialogo costante con le famiglie e i ragazzi per accogliere le loro problematiche e per valutare la possibile presa in carico del paziente;
- l'invio da parte delle famiglie di un diario alimentare e la valutazione del diario da parte dello staff di nutrizionisti che definirà le necessità del caso;
- l'elaborazione  di un protocollo diagnostico – terapeutico di presa in carico delle situazioni patologiche.

Per questo abbiamo predisposto:

- una casella mail - miofigliononmangia@opbg.net - a cui inviare la segnalazione del proprio problema; 
- un gruppo chiuso su Facebook al quale le famiglie saranno invitate dal nutrizionista;
- un appuntamento quindicinale nel quale il nutrizionista risponderà in diretta sui social network alle domande dei genitori sulla pagina  Facebook ufficiale del Bambino Gesù.