Nuovo Coronavirus: come vivere l'emergenza in famiglia con i bambini

Questa esperienza può essere trasformata in una occasione di riflessione e crescita personale e familiare, anche coinvolgendo attivamente i piccoli di casa
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01 aprile 2020


L'emergenza sanitaria ci ha colti di sorpresa, inattesa e drammatica, ci ha costretti a fermarci, ha ridotto il nostro spazio di movimento e di azione, ci limita nell'ambiente domestico e ci induce ad adottare uno stile di vita nuovo in cui distanza sociale e igiene sono al primo posto e nulla sembra più essere come prima.
Le Scuole sono chiuse, le attività sportive sospese, non si può uscire in strada se non per necessità essenziali, mai come in questo periodo bambini e genitori si sono trovati a condividere insieme e da soli tanto tempo nello stesso spazio.
Anche i genitori più calmi e pazienti che solo qualche settimana fa si lamentavano del poco tempo a disposizione per famiglia e figli in questo momento si trovano a confrontarsi con lo stress di essere sempre in continuo contatto con i loro bambini in spazi circoscritti e a volte, soprattutto per chi vive in città, esigui e limitati, senza l'aiuto dei nonni e baby sitter.
È una situazione non facile da affrontare che può porre a rischio certezze personali e relazioni.
Non sappiamo ancora quali saranno i suoi effetti dal punto di vista psicologico in quanto non ci sono studi specifici di situazioni eguali anche se alcuni studiosi la considerano assimilabile ad eventi con impatto traumatico.
Tuttavia, considerando che la maggior parte delle famiglie in casa è in salute, non manca di ciò che necessita ed ha la possibilità di utilizzare formidabili mezzi telematici possiamo anche pensare che questa esperienza può essere trasformata in una occasione di riflessione e crescita personale e familiare facendo leva sulle capacità di adattamento e sulla resilienza di cui è ricca non solo l'essere umano ma anche la nostra cultura di appartenenza.
Anche se sono molte le variabili che intervengono in questa nuova situazione di vita e che fanno sì che sia impossibile formulare una ricetta scritta che vale per tutti, possiamo però provare ad individuare degli elementi di base su cui riflettere per vivere al meglio questa condizione.

OSSERVARE E ASCOLTARE
Sono parole chiave per imparare ad analizzare e conoscere sé stessi ed i propri familiari nelle situazioni difficili, approfittiamo del tempo a disposizione per esercitare la serena osservazione e l'ascolto dei nostri cari.
Come fare? Cercate di agire meno ed osservare ed ascoltare con calma ed attenzione. Non è necessario mostrarsi supereroi ed avere sempre l'immediata risposta giusta ad ogni cosa. Dobbiamo essere semplicemente umani ponendosi in situazione di vicinanza ed ascolto soprattutto nelle situazioni di lieve agitazione dei bambini o conflittualità con o tra di loro o nella coppia cosi come spesso accade se la famiglia è sotto stress.

SENTIRE E RIFLETTERE
Nei momenti di stress esercitatevi ad individuare le vostre emozioni, chiedetevi "cosa sento?", riconoscetele e riflettete su di esse soprattutto su quelle negative e ricordate situazioni simili in cui la reazione immediata, di rabbia o di sconforto non è stata efficace. Probabilmente la reazione era solo una difesa dalle vostre insicurezze.
Non bisogna aver paura delle proprie emozioni, imparare a conoscerle ci aiuta a gestirle ma dobbiamo essere capaci di rappresentarcele nella mente, la nostra capacità di riflessione e controllo nasce da questo processo.
Sappiate pero dare importanza anche al riconoscimento delle emozioni positive, ad esempio   la gioia e il piacere che genera lo stare insieme, il giocare con i vostri figli, la vicinanza del partner, la gratificazione nel vedere che vi amano e che loro stessi godono della vostra presenza e soprattutto della vostra vicinanza.
Spesso diamo per scontato tutto questo e semplicemente ci dimentichiamo di apprezzarlo e viverlo davvero nei momenti in cui avviene.

CONDIVIDERE E COINVOLGERE
Armonia è poter condividere senza dover dimostrare nulla, alla pari nel gruppo, anche facendo un passo indietro rispetto al vostro ruolo nel gruppo-famiglia. Spesso infatti senza accorgercene attiviamo dei meccanismi di controllo e competizione anche con le persone care.
Il primo passo è imparare e mostrare di condividere emotivamente i momenti di stress dei nostri cari, in particolare dei più piccoli, a volte per risolvere un momento di tristezza, il pianto immotivato di un bambino basta partecipare in silenzio con lui mostrando di poter condividere quel momento, magari un abbraccio, un sorriso, senza paura e senza rabbia: loro ci guardano diritti negli occhi e sanno perfettamente cosa sentiamo e reagiscono di conseguenza. L'estraneità dai loro sentimenti, la paura, la rabbia dei genitori suscita nei bambini confusione e irritazione.
Non vi crogiolate però nella tristezza, sappiate trasformarla subito in qualcosa di positivo. Anche questo è facile con i bambini, la loro forza vitale ha sempre il sopravvento su tutto.
Coinvolgiamoli attivamente, i bambini, in tutto quella che facciamo facendoli sentire partecipi non solo delle azioni concrete ma anche delle misure di contrasto alla pandemia: tutti in casa stiamo facendo qualcosa di utile, necessario e importante per l'umanità e loro fanno la loro piccola grande parte.

SOLIDARIETÀ E COMUNITÀ
Sentiamoci solidali tra noi ed uniti nella difficoltà, la famiglia coesa è formidabile nel superare le difficoltà.
Permettete a tutti da fare la propria parte e ognuno scopra che può contare sul gruppo. Aiutate i più grandi a porsi come modello e supporto dei più piccoli e stimolate i cuccioli di casa a sentirsi grandi.
Riconosciamoci negli altri, nei nostri vicini visti dalle finestre ,nei nostri amici in video  nei nostri concittadini  con le nostre stesse difficoltà ed emozioni, poniamo l'accento sulle vere priorità che ogni essere umano e famiglia pone al primo posto in questo momento, parliamone con i nostri figli, aiutiamoli a individuare piccoli gesti concreti di solidarietà con i più deboli, una videochiamata al compagno disabile o all'amico figlio unico in casa coi genitori, chiamiamo al citofono il vicino anziano per chiedere se ha bisogno di qualcosa
Aiutate i vostri bambini a capire che tutti siamo uniti dalle stesse difficoltà e restare uniti.
Permetterà a tutti di superare il momento, forse anche meglio attrezzati per affrontare la vita che verrà.

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ATTENZIONE
In caso dovessi accusare sintomi sospetti, prima di recarti in Ospedale, chiama il numero 1500. Avrai tutte le informazioni e le risposte alle tue domande, a cura degli specialisti del Ministero della Salute. Per altre informazioni, è possibile consultare il portale Salute Lazio.

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a cura di: Simonetta Gentile
Unità Operativa di Psicologia Clinica
in collaborazione con: