Nuovo Coronavirus: cosa ci aspetta nei prossimi mesi?

Nei prossimi mesi dovremo convivere con SARS-CoV-2 e COVID-19, cerchiamo di capire come affronteremo questa fase
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24 aprile 2020


Il nuovo Coronavirus si è fatto strada in tutto il mondo e tutti i Paesi hanno adottato misure importanti per impedire al virus SARS-CoV-2, responsabile della pandemia da COVID-19, di diffondersi e travolgere i Sistemi Sanitari Nazionali. Grazie a queste misure, prima in Asia e sempre più in Europa, si è riusciti a rallentare la trasmissione di COVID-19.
Ma come dobbiamo interpretare questo rallentamento, i contagi si stanno riducendo, ma i decessi continuano a verificarsi in numeri importanti ma, soprattutto, cosa accadrà adesso? Potremo ricominciare la nostra vita normale in questa Fase 2 che tutti stiamo aspettando?
Trovare un consenso su come allentare il blocco è molto difficile ma tutti sono d'accordo sul fatto che la riapertura sarà un lungo percorso a piccoli passi, caratterizzato da tentativi ed errori.
Al momento attuale sappiamo che il numero più importante non è il numero di casi che si verificano al giorno ma è il numero di riproduzione di base o R0 che indica "quante persone in media si infettano quando entrano in contatto con un malato in una popolazione completamente suscettibile".
Se R è maggiore di 1 l'epidemia cresce, se è minore di 1 si spegne. L'obiettivo degli attuali blocchi è di spingere R0 al di sotto di 1.
Una volta ottenuto si può provare ad allentare le restrizioni ma sempre mantenendo R0 in bilico intorno ad 1, mantenendo quindi il numero di nuovi casi costante (quando ogni persona infetta in media infetta un'altra persona).
Nella prima fase è stato fondamentale:

- Potenziare tutta la rete ospedaliera nazionale, attraverso la creazione di ospedali dedicati alla cura del COVID-19;
- Mettere a disposizione i dispositivi di protezione individuale (mascherine, guanti e camici monouso) al personale sanitario ed alla popolazione;
- Il rafforzamento della rete territoriale sia per la cura dei casi a domicilio (anche attraverso la telemedicina) che per l'indagine epidemiologica (rintracciare i casi ed i loro contatti).

Ora sarà fondamentale identificare la quota di persone immuni (coloro che hanno già incontrato il virus) nella popolazione generale, sperando che il virus conferisca una immunità che dura nel tempo.
Quindi per evitare che il virus SARS-CoV-2 possa diffondersi nuovamente, è necessario:

- Isolare i pazienti e tracciare i loro contatti;
- Continuare la distanza sociale.

ISOLARE I PAZIENTI E TRACCIARE I LORO CONTATTI
In Asia, Singapore, Hong Kong e la Corea del Sud sono tutti riusciti a tenere sotto controllo le loro epidemie attraverso l'isolamento dei pazienti e tracciamento dei loro contatti. Individuano e isolano i casi in anticipo, rintracciano e mettono in quarantena i loro contatti e questo permette di avere solo lievi restrizioni per il resto della società.
Ma questa strategia per funzionare dipende da due fattori:

- Massiccio utilizzo dei tamponi e tutti conosciamo i problemi relativi alla mancanza dei reagenti;
Personale dedicato per la gestione dei casi malati a domicilio e dei contatti di questi.

Le app di telefonia mobile promettono di aiutare molto il personale identificando o avvisando automaticamente (nel rispetto della privacy perchè tutti i dati rimangono nel nostro telefonino e chi abbiamo incontrato viene avvisato con un messaggio anonimo) le persone che hanno recentemente avuto contatti con una persona infetta chiedendo loro di rimanere in quarantena.
Ma in ogni caso sarà necessario che queste persone vengano contattate per sapere se manifestano i sintomi, se hanno necessità di un ambiente dedicato per la quarantena perchè la casa dove vivono non è adeguata (ad esempio non è disponibile una stanza e un bagno dedicato).
Ma soprattutto, queste App non permettono di capire se si è entrati in contatto con bambini, visto che al di sotto dei 10 anni non è una norma possederlo.

DISTANZA SOCIALE
Ma la vera spina dorsale della strategia di contenimento è la distanza sociale che ha, fino ad ora, permesso di rallentare la diffusione del virus, ma ha comportato anche i maggiori costi economici e sociali.
Tutti sperano di poter vedere allentati i vincoli a cui sono stati sottoposti da 2 mesi a questa parte, ma sappiamo bene che anche con le misure di confinamento il virus continuerà a circolare e qualsiasi graduale riduzione delle misure di distanziamento porterà inevitabilmente a un corrispondente aumento di nuovi casi.
Ciò richiederà un monitoraggio costante e dettagliato dei nuovi casi, nonché la disponibilità a modificare e reintrodurre nuove misure, se necessario.
Gli unici che non vedranno una riduzione delle misure di quarantena saranno le persone con più di 65 anni di età e i pazienti con fattori di rischio per forme gravi di COVID-19 (ipertensione, malattie cardiovascolari, obesità, ecc) proprio per la loro tendenza ad avere forme più gravi di malattia.
Tutto questo renderà necessario che anche noi impariamo a ripensare i nostri rapporti sia all'interno della famiglia che al di fuori per convivere con questo virus e poter riprendere parte della nostra vita "normale":

- All'interno della famiglia dovremo comunque continuare ad evitare i contatti tra i familiari (incontrando i nonni e zii anziani) o comunque con le persone al di sopra dei 65 anni di età o con condizioni di rischio (ipertensione, malattie cardiovascolari, obesità, ecc). Se non sarà possibile dovremo farlo usando sempre mascherina e guanti e tenendoci a distanza di sicurezza (minimo 1 metro) da loro;
- All'esterno dovremo essere estremamente attenti a non avvicinarci troppo ai nostri colleghi di lavoro, facendo la fila al supermercato, al mare, o a quei contatti che abbiamo quotidianamente ma che non consideriamo. Per esempio quando si sale sui mezzi di trasporto pubblico o quando siamo fermi in fila (quelli che si chiamano contatti casuali).

Sarà importante nei contesti al chiuso, dove non siamo sicuri di rispettare il metro di distanza, indossare sempre la mascherina: ad esempio nei luoghi di lavoro, sui mezzi pubblici, in ascensore (anche se è sempre meglio fare le scale anche per fare dell'esercizio fisico), nei supermercati.
Ma dobbiamo sempre ricordarci che la mascherina (soprattutto quella chirurgica) è una barriera meccanica che non ci protegge del tutto, quindi quando possibile dovremo sempre rispettare la distanza di sicurezza di minimo 1 metro.
Inoltre, nella nostra tasca dovrà sempre esserci un contenitore di soluzione alcoolica per il lavaggio delle mani per permetterci di disinfettare le nostre mani o quelle dei nostri bambini quando siamo in giro in mancanza dell'acqua e sapone.
In tutti i contesti, l'unica cosa che possiamo fare è continuare ad osservare le regole utili per la prevenzione delle malattie infettive respiratorie:

- Lavarsi spesso e accuratamente le mani con acqua e sapone o con una soluzione alcoolica;
- Coprirsi la bocca quando si starnutisce o tossisce, con il gomito o con fazzoletti monouso e gettare subito i fazzoletti usati;
- Mantenere la distanza di sicurezza (minimo 1 metro) dalle altre persone;
- Usare la mascherina, quando ci si deve recare in un luogo chiuso dove non siamo sicuri di riuscire a rispettare la distanza di sicurezza dalle altre persone (ad es, mezzi pubblici, supermercati, ect).

Sfoglia online lo speciale di 'A scuola di salute' dedicato al Nuovo Coronavirus:


ATTENZIONE
In caso dovessi accusare sintomi sospetti, prima di recarti in Ospedale, chiama il numero 1500. Avrai tutte le informazioni e le risposte alle tue domande, a cura degli specialisti del Ministero della Salute. Per altre informazioni, è possibile consultare il portale Salute Lazio.


a cura di: Caterina Rizzo
Certificazioni, Percorsi Clinici ed Epidemiologia
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