Obesità infantile: tre domande a Francesco De Peppo

Come curare e prevenire l'obesità infantile. No ai cibi spazzatura e ai prodotti confezionati. La parola al responsabile dell'Unità Operativa di Chirurgia generale della sede di Palidoro dell'Ospedale Bambino Gesù
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31 marzo 2017

Perché è aumentata l'incidenza dell'obesità tra i bambini e quali sono i rischi associati?

I problemi principali risiedono nella dieta dei ragazzi. La dieta mediterranea prevede largo utilizzo di vegetali mentre spesso i ragazzi assumono alimenti ipercalorici ma piacevoli al gusto come le merendine o il cibo dei fast food. La radicale trasformazione dell'assetto delle famiglie, in cui spesso entrambi i genitori lavorano, favorisce l'utilizzo dei cosiddetti "cibi spazzatura" già preconfezionati. L'associazione tra una dieta sbilanciata e l'aumento della sedentarietà tipico delle nuove generazioni favorisce fortemente l'insorgenza delle forme più gravi di obesità. I rischi legati all'obesità infantile sono gli stessi cui vanno incontro gli adulti, con l'aggravante di anticipare di una o due decadi l'insorgenza di problemi associati all'obesità come diabete di tipo alimentare, l'ipercolesterolemia, l'iperuricemia, ipertensione arteriosa e steatoepatite con conseguente sviluppo di cirrosi ed insufficienza epatica. Nei casi più gravi, soprattutto nelle forme genetiche di obesità, si sviluppano le apnee ostruttive durante il sonno che diviene molto disturbato e poco riposante. Infine le articolazioni degli arti inferiori e della colonna vertebrale subiscono traumi cronici, causati dall'eccessivo carico, sviluppando patologie degenerative talvolta severe.

Come si contrasta l'insorgenza dell'obesità tra i più piccoli?

Come in tutti i campi della medicina, la prevenzione è la forma più importante di cura. Sarebbe bene, dunque, che i genitori si preoccupassero precocemente per i loro figli in presenza di rapidi incrementi del peso. Purtroppo è ancora fortemente radicata la convinzione che il bambino "grassottello" sia l'immagine di buona salute e spesso i ragazzi vengono portati a controllo tardivamente quando è più difficile ottenere una guarigione. Inoltre le forme più gravi di obesità, definite "obesità patologica", si manifestano con grande frequenza in famiglie in cui anche uno o entrambi i genitori sono gravemente obesi. Questo fa sì che l'attenzione al problema sia molto ridotta in quanto vengono tramandate ai figli le abitudini di vita scorrette dei genitori. Negli ultimi anni, però, è fortemente aumentata la consapevolezza dei danni indotti dal grave sovrappeso e i pediatri offrono spesso utilissimi consigli indirizzati ad una migliore alimentazione e soprattutto a favorire una maggiore attività fisica. Il primo passaggio consiste nel fare uso del cosiddetto diario alimentare che dovrebbe consentire di individuare le abitudini alimentari scorrette più rilevanti per poter iniziare un percorso di miglioramento della dieta. Anche la scuola ha un ruolo nell'educazione alimentare e fortunatamente negli ultimi anni c'è stata molta attenzione nel migliorare la qualità degli alimenti nelle mense scolastiche. Per i ragazzi più grandi la scuola perde spesso il controllo della dieta ma acquisisce un ruolo molto importante nella segnalazione di episodi di bullismo che spesso coinvolgono i ragazzi e le ragazze obese provocandone l'isolamento e lo sviluppo di forme depressive spesso molto profonde.

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Quando si ricorre all'utilizzo alla chirurgia per contrastare l'obesità?

La strada della chirurgia, con riduzione delle dimensioni dello stomaco, si percorre solo dopo aver provato con drastici cambiamenti degli stili di vita. La chirurgia viene indicata nei pazienti con obesità molto severa, con un indice di massa corporeo superiore a 40, nei pazienti che non hanno risposto al trattamento con il palloncino restando in una condizione di obesità patologica severa o in quelli in cui siano presenti steatoepatite, apnee notturne gravi, ipertensione arteriosa o diabete di tipo II. Prima di porre l'indicazione all'intervento viene svolto un ricovero finalizzato allo studio di eventuali altre malattie e alla valutazione psicologica. Il palloncino è un intervento meno invasivo e rimane una scelta molto utile nei ragazzi molto giovani ( (<13-14anni) affetti da obesità di I o II grado o che non si sentano in grado di accettare un'indicazione chirurgica nei casi più severi. All'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù utilizziamo il palloncino dal 2002 per cui abbiamo una vastissima esperienza che ci convince sulla sua assoluta sicurezza ed affidabilità. Ogni anno operiamo tra i 35 e i 40 ragazzi. Come tutti i trattamenti per l'obesità richiede la collaborazione del paziente che deve rispettare le indicazioni dietetiche ed iniziare o incrementare l'attività motoria giornaliera.

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