Occhio, impianto orbitario secondario

Consiste nel posizionamento all'interno della cavità anoftalmica di una protesi. L'intervento segue l'enucleazione o l'eviscerazione del bulbo oculare
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28 febbraio 2018

COME SI ESEGUE
L'intervento consiste nel posizionamento all'interno della cavità anoftalmica (la cavità che rimane dopo enucleazione o eviscerazione del bulbo oculare) di una biglia di materiale sintetico o di un impianto autologo al fine di rendere adeguato il volume e/o la superficie della cavità stessa.
L'anestesia più frequentemente usata è quella generale in particolare in età pediatrica. Si può prevedere un'anestesia locale unita a sedazione in caso di controindicazioni formali al primo tipo di anestesia e in pazienti collaboranti.
La misura dell'impianto endo-orbitario, simile a quella di un occhio normale, permette l'adattamento di una protesi oculare. Questo impianto può essere un innesto prelevato dal paziente durante l'operazione stessa (innesto dermo-adiposo) o essere costituito da un biomateriale inerte. I muscoli che assicurano i movimenti oculari sono nella maggior parte dei casi fissati su questo impianto in modo da assicurare la mobilità. Il tessuto che ricopre l'occhio (capsula di Tenone e congiuntiva) è suturato prima dell'impianto per poter inserire un conformatore (piccolo guscio in plastica) che sostituisce la futura protesi. L'intervento permette generalmente una adeguata mobilità del globo oculare. In ogni caso una protesi non potrà mai essere mobile esattamente come un occhio a causa della sua rigidità.
Un edema delle palpebre e dolore sono da considerarsi normali per i 3 o 4 giorni che seguono l'operazione. Normalmente vengono prescritti analgesici ed antibiotici per via generale e colliri antibiotici e/o antinfiammatori per alcune settimane. I risultati vengono valutati dopo alcuni mesi e dipendono da diversi fattori tra cui il tipo di operazione, lo stato del sacco congiuntivale e delle palpebre, la qualità della protesi. Sono generalmente buoni sul piano estetico. 

POSSONO ESSERCI COMPLICANZE
L'intervento è generalmente privo di rischi, tuttavia possono essere riscontrate alcune complicanze.
Tali complicanze possono verificarsi anche a seguito di un intervento correttamente condotto. I risultati dell'intervento vanno valutati dopo alcuni mesi ed alcune imperfezioni possono richiedere atti chirurgici complementari. 


a cura di: Luca Buzzonetti, Paola Valente
Unità Operativa di Oculistica
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