Olio di palma? Meglio non esagerare

L'olio extra vergine di oliva il più salutare tra quelli in commercio. No all'olio palmistico, sì a quello di palma, ma con moderazione. Il parere del nutrizionista e del cardiologo del Bambino Gesù.
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06 luglio 2015

Olio di palma sì, olio di palma no. Ecco il dubbio che assale tutte le mamme e i papà che, di fronte ad un prodotto che riporta tra gli ingredienti l'olio di palma, si domandano se sia o meno il caso di includerlo nella dieta del proprio bambino. Fa bene o fa male, quest'olio? Che effetti ha sulla salute dei nostri bambini? E' nocivo, dannoso, ha conseguenze sul cuore? Rispondono il nutrizionista e il cardiologo del Bambino Gesù che, in primo luogo, avvertono: sì alla prevenzione, no all'esagerazione.

I grassi

I grassi sono sostanze fondamentali per tutte le persone e rappresentano un elemento essenziale per l'organismo di un bambino in fase di crescita. Esistono vari tipi di grassi, e numerosi gruppi di classificazione. Dall'origine, si distinguono i grassi animali – contenuti negli alimenti di origine animale, dove i grassi sono perlopiù presenti – da quelli vegetali – contenuti in alimenti del regno vegetale, come gli olii, ottenuti dalla spremitura di frutti o semi vari. In relazione alla struttura si distinguono in saturi (molecola chiusa), monoinsaturi (con un anello libero), polinsaturi (più legami liberi). Più il grasso è saturo, maggiore sarà la facilità con cui si creerà un accumulo di grasso nelle arterie che, nel tempo, potrebbe causare problemi di aterosclerosi con conseguenti patologie coronariche e cerebrali.
E' importante che, nella dieta di ciascuno, sia sempre presente una quota di acidi grassi. Nell'alimentazione dei bambini fino al primo anno di vita, almeno il 50% dei nutrienti deve essere rappresentata da grassi. A partire dal secondo anno di vita, gli acidi grassi devono costituire non più del 30 – 35 % dei nutrienti, e la percentuale deve stabilizzarsi intorno al 30% negli anni successivi. Qualunque sia la dose di grassi consigliata per l'età e per la costituzione del bambino, è importante che quelli saturi rappresentino una piccola parte (10%) rispetto a quelli monoinsaturi o polinsaturi. 

I grassi vegetali: gli olii

I vari tipi di olii presenti in commercio sono costituiti da acidi grassi, diversi a seconda della provenienza dell'olio, dove per provenienza non intendiamo quella geografica, bensì la pianta o il frutto da cui l'olio viene estratto. L'olio di oliva, alimento essenziale nella dieta mediterranea, ad esempio, contiene essenzialmente acido oleico, che è un grasso monoinsaturo, che da un punto di vista fisiologico è il miglioreAltri olii, invece, contengono prevalentemente grassi saturi, che sono i più nocivi, nel lungo termine, per l'organismo. Fino allo scorso dicembre, prima dell'obbligatorietà di indicazioni più dettagliate, nelle etichette si leggeva "grassi vegetali". Questa indicazione generica è stata sostituita dalla specifica provenienza dell'alimento, che ha permesso di capire il tipo di acido grasso di cui si compone. Alla voce "grassi vegetali" – anche l'olio d'oliva rientrava in questa categoria - nella gran parte dei prodotti in commercio, si legge oggi olio di palma, o di cocco. Questo per il semplice motivo che l'industria predilige l'uso di un olio a basso costo e maneggevole, caratteristiche a cui l'olio di palma risponde appieno, meglio di altri grassi in circolazione.

Olio di palma

Se sia un problema o meno, questo uso – e abuso - di olio di palma nei prodotti confezionati a larga distribuzione, lo si può stabilire solo se si ha ben chiaro cos'è l'olio di palma e cosa contiene. L'olio di palma si ottiene dalla spremitura del frutto della palma, e, prima di subire le varie fasi di lavorazione, ha un colore arancione. Questo perché, oltre a contenere una certa quantità di grassi saturi, è anche ricco di carotenoidi. I carotenoidi sono molecole molto importanti e salutari per il cuore e sono caratterizzate da tinte che variano dal giallo pallido al rosso vivace, che regalano all'olio di palma non raffinato quel colore molto acceso. Con la raffinazione, l'olio subisce un processo che non solo ne modifica il colore – da arancione diventa trasparente – ma lo impoverisce di tutte quelle componenti salubri per l'organismo, come i carotenoidi, appunto, ma anche di altre sostanze antiossidanti. Quell'olio, che rappresenta la componente grassa di molti prodotti in commercio, contiene circa il 40% di grassi saturi. 

Olio di palma e olio palmistico

Diverso dall'olio di palma è l'olio palmistico, ricavato dai semi del frutto della palma, che contiene oltre il 90% di grassi saturi. Se prima di acquistare un prodotto si valutano con attenzione i nutrienti di cui si compone, è preferibile che la scelta non ricada su quelli che contengono olio palmistico, proprio per la percentuale molto elevata di grassi saturi che includono. Se è vero che per l'organismo questi ultimi sono più dannosi, è altrettanto vero che bisogna valutare l'alimentazione nel suo complesso, prima di considerare l'opportunità di inserire o non inserire un determinato cibo nella propria dieta. Nella scelta di un prodotto non si deve tanto considerare il singolo nutriente che contiene, quanto piuttosto valutarlo nel quadro dell'alimentazione in generale, cercando di bilanciare il più possibile l'apporto lipidico e calorico che riserviamo al nostro organismo. Se la quota di grassi saturi assunta giornalmente è legata solo a un singolo prodotto, alla fine della giornata la quota di grassi saturi assunti non sarà così eccessiva da recare danno all'organismo.

Consigli per le famiglie

Non esiste nessuna pubblicazione scientifica che attesti l'effetto immediato dell'assunzione di questi olii vegetali sul cuore e sulle arterie dei bambini. Le malattie aterosclerotiche coronariche sono dovute all'accumulo di grasso nelle arterie; gli olii di palma, per le loro caratteristiche – la quantità di grassi saturi che contengono – possono favorirne l'insorgenza precoce. Ma non esiste una correlazione diretta, solo la possibilità che soggetti geneticamente predisposti o con familiarità positiva, sviluppino prematuramente la malattia. L'olio di oliva è l'olio più nutriente e più salutare, ma l'olio di palma non va demonizzato in quanto tale. 
Il consiglio per le mamme e i papà è quello di preferire per i loro piccoli – ma anche per loro stessi -  alimenti che contengono olio extra vergine di oliva, di bandire quasi del tutto alimenti che contengono olio palmistico, e di inserire con moderazione, nella loro dieta, l'olio di palma, con la consapevolezza che si tratta di un olio che è costituito per il 50% da grassi saturi e che il resto dell'alimentazione deve tenere conto dell'apporto lipidico che fornisce.

Importante, nella scelta dell'alimentazione, è lasciarsi guidare dal buon senso, facendo attenzione a ciò che si mangia, soprattutto in un'ottica di prevenzione, senza che ciò diventi un'ossessione. 

L'equilibrio è il primo componente di una sana e corretta alimentazione.