Ossalosi o Iperossaluria primitiva

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16 luglio 2018

CHE COSA È

È una malattia rara, che colpisce meno di un bambino ogni 100.000 nati ed è caratterizzata dalla produzione anormale nell'organismo di alte quantità di un composto chimico noto come ossalato che viene eliminato dai reni, danneggiandoli. Successivamente, se i reni non funzionano più correttamente, l'ossalato si accumula nell'organismo, danneggiando anche altri tessuti. 

Dal punto di vista genetico, esistono tre tipi di iperossalurie primitive. La più frequente ed anche la più grave è l'iperossaluria primitiva tipo I. Quasi sempre i pazienti sviluppano un'insufficienza renale, talvolta anche molto precocemente. Le altre forme (iperossaluria di tipo II e III) sono meno gravi, con quadri clinici più sfumati, in particolare nella forma di tipo III che non causa quasi mai insufficienza renale terminale.

QUALI SONO LE CAUSE

La malattia è causata da un eccesso di ossalati nell'organismo. Questa sostanza è presente in parte nella dieta, ma il contributo dell'alimentazione in caso di iperossaluria primitiva è molto modesto. In queste malattie infatti, esiste un difetto metabolico genetico, generalmente ereditato da ambedue i genitori (portatori sani), per il quale il fegato produce quantità anormali di ossalati. Sono in causa mutazioni genetiche:

1. Del gene AGXT come causa dell'iperossaluria di tipo I;

2. Del gene GRHPR come causa dell'iperossaluria di tipo II;

3. Del gene HOGA1 come causa dell'iperossaluria di tipo III.

Questi geni contengono le informazioni necessarie per sintetizzare enzimi coinvolti nel metabolismo delle proteine e degli aminoacidi e la loro mancanza porta ad un accumulo di ossalato. L'ossalato si combina con il calcio per formare l'ossalato di calcio che si deposita nel rene e in altri organi e che finisce col danneggiarli. 

Le mutazioni di tutti e tre questi geni vengono trasmesse dai genitori ai figli come caratteri autosomico-recessivi. In altre parole, una delle due copie del gene è alterata (mutata) sia nel padre che nella madre che tuttavia, possedendo una copia normale del gene, non sono malati ma portatori sani. Se entrambi i genitori sono portatori, hanno un rischio del 25%, ad ogni gravidanza, di dare alla luce un figlio affetto (malato di ossalosi). 

QUALI SONO I SINTOMI

La presentazione clinica può essere molto variabile. Spesso la diagnosi viene fatta in seguito alla scoperta occasionale di depositi di ossalati di calcio nei reni in occasione di un'ecografia addominale. Talvolta i pazienti presentano sintomi riferibili a calcoli renali, generalmente dolore e/o sangue nelle urine. Più raramente la diagnosi viene fatta perché il paziente presenta un'insufficienza renale acuta o cronica. In particolare, nella forma di tipo I, alcuni bambini presentano una grave insufficienza renale acuta nei primissimi mesi di vita. 

Quando l'insufficienza renale è avanzata o il paziente è in dialisi, gli ossalati si accumulano in tutti i tessuti, in particolare nelle ossa dove causano lesioni gravi che possono manifestarsi con fratture patologiche (fratture senza un trauma rilevante), deformazioni ossee e ritardo di crescita, nel cuore dove possono alterare la funzione cardiaca e causare alterazioni del ritmo cardiaco, e nell'occhio dove possono danneggiare la vista.  

COME SI FA LA DIAGNOSI

La diagnosi si fa dimostrando un eccesso di ossalato nelle urine e, quando la funzione renale è alterata, nel sangue.  Nella forma di tipo I è spesso dimostrabile anche la presenza di un'altra sostanza (acido glicolico) in eccesso. La conferma diagnostica si fa con esame genetico che dimostra mutazioni in uno dei tre geni responsabili della malattia.

COME SI CURA

Quando la funzione renale è normale, i pazienti necessitano d'iperidratazione e di dieta a basso contenuto di sale per ridurre la concentrazione urinaria di calcio. Spesso vengono prescritti sali di citrato e supplementi di fosfati per ridurre la precipitazione di calcio e talvolta idroclorotiazide, un diuretico che riduce il contenuto di calcio nelle urine. In alcuni casi selezionati, supplementi di vitamina B6 (piridossina) aiutano a ridurre la produzione di ossalato nel fegato.

Quando la funzione renale è alterata, occorre procedere rapidamente a trapianto renale per evitare l'accumulo di ossalati nei tessuti. Tuttavia, i depositi di ossalati si riformano sul rene trapiantato. Pertanto, è necessario eseguire in contemporanea o sequenzialmente un trapianto di fegato per curare il difetto metabolico che causa la malattia. 

E' attualmente in fase di studio una nuova terapia che blocca con strumenti genetici la produzione di ossalati. I risultati iniziali sono molto promettenti.

COME SI PREVIENE

La malattia non può essere prevenuta, ma la diagnosi precoce, per esempio nei fratelli e sorelle di soggetti affetti, consente di iniziare rapidamente il trattamento con iperidratazione e di prolungare la malattia renale.

QUALE È LA PROGNOSI

Fino a poco tempo fa, la prognosi di questa malattia era infausta e la mortalità dopo trapianto elevata. Attualmente, l'esecuzione di trapianti combinati o sequenziali rene-fegato in tempi utili ha notevolmente migliorato la prognosi. E' probabile che questa sarà ulteriormente migliorata con le nuove terapie attualmente in fase di studio.


 
a cura di: Dott. Luca dello Strologo
in collaborazione con:

Bambino Gesù Istituto per la Salute