Osteoma osteoide

È un tumore benigno del tessuto osseo che si manifesta con un dolore localizzato. Tra le sedi più colpite c'è il femore e per la terapia si adotta la termoablazione
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17 ottobre 2018

CHE COS'È 
L'osteoma osteoide è uno dei tumori benigni del tessuto osseo più frequenti in età giovanile.
Questa neoplasia ha un picco di incidenza tra i 5 e i 30 anni di età e si localizza preferenzialmente nella diafisi delle ossa lunghe (parte delle ossa lunghe situata fra le due estremità che sono denominate epifisi) e a livello vertebrale. Le sedi più frequentemente colpite sono il femore, la tibia e l'omero, ma sono descritte localizzazioni in ogni distretto osseo. 

COME SI MANIFESTA
Clinicamente l'osteoma osteoide si presenta fin dalle prime fasi con dolore osseo ben localizzato, continuo, comparso in assenza di traumi ma, in alcuni casi, molto intenso. Il dolore tipicamente peggiora la notte ed è spesso sensibile al trattamento con FANS (antinfiammatori non steroidei come ad esempio l'ibuprofene) e soprattutto con l'aspirina. In molti casi il dolore notturno può essere così acuto da svegliare il paziente. Generalmente non sono associati altri sintomi generali o segni locali specifici. Quando è interessata la colonna vertebrale, il dolore può portare a spasmi muscolari che provocano la comparsa di scoliosi dolorosa. L'inizio della scoliosi può essere acuto e frequentemente è causato da uno sforzo fisico e può portare, sia pure raramente, a disturbi neurologici. 

COME SI FA LA DIAGNOSI
Nei casi in cui, dopo visita specialistica, si ravveda una situazione clinica che può far sospettare un osteoma osteoide, l'esame strumentale di primo livello che viene generalmente richiesto è la radiografia standard del segmento interessato. Radiograficamente è tipica la presenza di un "nidus osteoide", zona radiotrasparente - quindi di colorito scuro rispetto al colore biancastro dell'osso - di piccole dimensioni, circondato da una zona periferica di osteosclerosi (aumentata densità e compattezza) reattiva. 

Radiografia di un osteoma osteoide del femore: si evidenzia il caratteristico nidus.

La scintigrafia ossea è un valido supporto alla diagnosi, visto che è in grado di lasciar facilmente osservare la neoplasia come un'area ipercaptante (area in cui si accumula l'isotopo radioattivo utilizzato per la scintigrafia), essendo l'osteoma osteoide riccamente vascolarizzato. Altrettanto o ancor più significativi possono essere i risultati della risonanza magnetica e della tomografia computerizzata, in genere  tanto caratteristici da permettere di arrivare ad una diagnosi affidabile ancor prima di ricorrere alla biopsia. Quest'ultima si pratica raggiungendo la lesione con un ago e prelevando un minuscolo frammento di tessuto che viene poi analizzato al microscopio per confermare la diagnosi.

COME SI CURA
La terapia in passato era prevalentemente chirurgica, invasiva, con l'asportazione del "nidus" tumorale e della zona di osteosclerosi intorno al tumore. Oggi il trattamento di prima scelta è la "bruciatura" con radiofrequenza che viene eseguita sotto guida tomografia computerizzata. Si tratta di una tecnica mini-invasiva in cui si va a posizionare, sotto controllo tomografia computerizzata e mediante un ago, un trasduttore all'interno del "nidus" dell'osteoma osteoide e, tramite un apparecchio ad alta frequenza, si produce calore ad alta intensità che "brucia" il tumore. Quindi la procedura non lascia cicatrici sulla pelle e necessita di un breve ricovero di due notti. Dopo la termoablazione sotto guida tomografia computerizzata (questa la definizione tecnica della "bruciatura"), il paziente ha un rapido miglioramento del dolore e un ritorno progressivo alle normali attività. Controlli periodici clinici e strumentali andranno poi  programmati per verificare la completa risoluzione della patologia in quanto, sebbene tale procedura sia risolutiva nella gran parte dei casi, rimane un rischio, sia pure assai ridotto, di recidiva. In tali casi è possibile ripetere la procedura con radiofrequenza fino ad ottenere la guarigione definitiva. L'efficacia di questa procedura ha drasticamente ridotto rispetto al passato il numero di interventi di asportazione chirurgica. Presso il nostro Ospedale la procedura viene eseguita dai medici Radiologi Interventisti. Ancora più di recente è stato proposto un trattamento mininvasivo che sfrutta gli ultrasuoni focalizzati sotto guida risonanza magnetica, ma la cui efficacia non è ancora comprovata da dati a lungo termine.

Immagine TC eseguita durante la procedura di termoablazione di un osteoma osteoide: si vede l'ago posizionato all'interno della lesione prima dell'inizio dell'applicazione delle radiofrequenze.


a cura di: Fabrizio Donati
Unità Operativa di Ortopedia

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