Pitiriasi versicolor

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05 novembre 2018

CHE COS'È

La pitiriasi versicolor una micosi cutanea superficiale, benigna, molto frequente in entrambi  i sessi e compare in tutte le fasce di età con predilezione per l'età giovane adulta.   

QUALI SONO LE CAUSE

La pitiriasi versicolor è dovuta ad un micete, la Malassezia furfur, forma filamentosa della Malassezia ovalis, un tempo denominata Pitirosporum ovale o orbicolare.

Questo lievito è saprofita, (cioè vive normalmente sulla cute) e occasionalmente diventa patogeno. La pitiriasi versicolor si manifesta più frequentemente in alcuni circostanze: in ragazzi che frequentano piscine (per l'umidità della pelle), in soggetti con cute seborroica (pelle grassa), in pazienti immunodepressi (trapiantati d'organo o in trattamento con farmaci immunosoppressori per altre patologie croniche).

COME SI MANIFESTA

La manifestazione clinica varia in funzione dell'età e del tipo di pelle. L'evoluzione è cronico-recidivante.

- Nel neonato e lattante, le lesioni sono caratterizzate da macchie ipocromiche (più chiare del colorito normale della pelle), rotondeggianti, lisce o ricoperte da squame sottili come la forfora (furfuracee), biancastre che si evidenziano dopo il grattamento, si localizzano al volto in particolare a livello della regione frontale e pre-auricolari.  

- Nell'adolescente le lesioni sono macchie rotondeggianti diffuse al tronco e talvolta alla radice degli arti superiori, di pochi millimetri di diametro, di colorito variabile, rosee (specialmente su cute seborroica), brunastre o ipocromiche. Le chiazze sono generalmente ricoperte da desquamazione furfuracea che si evidenzia particolarmente in seguito a grattamento.

Questa malattia viene impropriamente chiamata "fungo di mare" in quanto le chiazze ipocromiche  si manifestano  dopo  l'estate. In realtà, il mare non è la causa dell'infezione, ma le lesioni diventano evidenti quando l'abbronzatura comincia a impallidire. 

COME SI FA LA DIAGNOSI

La diagnosi è clinica; nei casi dubbi, si può ricorrere all'esame con la luce di Wood; si tratta di una tecnica non invasiva, basata sull'utilizzo di una sorgente di luce ultravioletta non ionizzante utilizzata in dermatologia per evidenziare alcune caratteristiche cromatiche della cute sana e patologica, non ben apprezzabili ad occhio nudo o con la normale lente di ingrandimento. Consente la diagnosi di macchie ipocromiche in quanto cambia la fluorescenza: vitiligine, micosi, o infezioni da pseudomonas, ecc. Infatti, le lesioni cutanee della pitiriasi versicolor assumono alla luce di wood una fluorescenza verde.

La diagnosi è semplice; tuttavia, la forma ipocromica si pone in diagnosi differenziale con esiti cicatriziali di altre patologie, tipo punture di insetto, impetigine, mentre quella eritematosa seborroica si potrebbe confondere raramente con la pitiriasi rosea di Gibert.

COME SI CURA

Nessuna terapia garantisce la guarigione definitiva. Il trattamento prevede detersione quotidiana con detergenti a PH acido, antimicotici topici (imidazolici) in formulazioni diverse: creme, spray o lozioni. Quando le lesioni sono al volto, al collo o alla parte superiore del dorso bisogna associare anche uno shampoo antimicotico. 

La terapia antimicotica per via orale deve essere limitata ai casi eccezionali in cui la manifestazione è molto estesa o quando è richiesta una rapida guarigione, ad esempio in vista di terapie chirurgiche che prevedono un'incisione in corrispondenza della cute infetta. Il ricorso costante a terapie sistemiche (per os) non è indicato in quanto l'infezione è recidivante, gli antimicotici sono tossici e non garantiscono la prevenzione delle recidive

QUESTA MALATTIA SI PUÒ PREVENIRE?

La prevenzione della pitiriasi versicolor è impossibile. Tuttavia, è consigliabile l'uso di detergenti a Ph acido durante la stagione calda e indossare cotone a contato con la cute per ridurre il sudore.

CONSIGLI PRATICI

- È necessario informare i genitori e l'adolescente sulla benignità della patologia e sulle frequenti recidive;

- Raccomandare doccia quotidiana e indumenti di cotone a contatto con la cute;

- I pazienti soggetti a recidive devono eseguire il trattamento prima dell'esposizione al sole in modo da prevenire le ipocromie secondarie che durerebbero molti mesi.


a cura di: Dott.ssa Loredana Giraldi, Dott.ssa Maya El Hachem  
in collaborazione con:

Bambino Gesù Istituto per la Salute