Pubertà precoce: aspetti psicologici

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04 dicembre 2018

CHE COSA È

Con il termine pubertà si intende l'inizio del periodo in cui compaiono e maturano i caratteri sessuali secondari, quelli che "sono visibili". La pubertà inizia con lo sviluppo del seno nella bambina e l'aumento delle dimensioni dei testicoli nel maschio. Lo sviluppo puberale si completa nel giro di 3-4 anni con il raggiungimento della maturità sessuale e la capacità di procreare. Di norma i primi segni di sviluppo puberale compaiono tra i 8 e i 13 anni nelle femmine e tra i 9 e i 14 nei maschi. 

La pubertà precoce viene definita come la comparsa dei segni di sviluppo puberale prima dell'età di 8 anni per le femmine e prima dei 9 anni nei maschi. Quando i segni di sviluppo puberale compaiono tra gli 8 anni e i 10 anni nelle femmine e tra i 9 e gli 11 anni nei maschi, si parla invece di "pubertà anticipata".

La pubertà precoce è molto più frequente nelle femmine che nei maschi con un rapporto che è all'incirca di 10:1

COME SI MANIFESTA

La pubertà precoce si manifesta nelle femmine con la comparsa dei caratteri sessuali secondari: 

- Pelo pubico e ascellare;

- Accrescimento del seno;

- Prima mestruazione (menarca);

- Cambiamento della voce;

- Accelerazione della crescita in statura.

Nei maschi:

- Pelo pubico e ascellare;

- Ingrandimento dei testicoli e del pene;

- Erezioni spontanee e prima polluzione;

- Crescita della barba;

- Cambiamento della voce;

- Possibile sviluppo di acne.

Sia nei maschi che nelle femmine si assiste ad una accelerazione della crescita. Tuttavia, l'anticipazione della crescita porterà ad un deficit di statura in età adulta perché gli ormoni sessuali provocano una saldatura precoce delle cartilagini di accrescimento impedendo alle ossa di crescere ulteriormente.

COSA FARE

Quando compaiono i primi segni di pubertà precoce, è indicata una valutazione pediatrica ed eventuali approfondimenti che verranno indicati dallo specialista. Qualora la pubertà precoce sia accertata, lo specialista indicherà un trattamento specifico volto a bloccare l'anticipo puberale. Il trattamento prevede una iniezione intramuscolo.

DAL PUNTO DI VISTA PSICOLOGICO 

Dal punto di vista psicologico il trattamento blocca l'avanzamento dello stadio puberale e i bambini devono essere accompagnati esclusivamente all'accettazione della puntura mensile, generalmente con un buon adattamento. L'endocrinologo e lo psicologo spiegheranno al bambino/a la necessità di sopportare una punturina per far sì che la crescita non sia troppo veloce, attraverso delle modalità di interazione che hanno lo scopo di coinvolgere il bambino/a nella scelta terapeutica che in tal modo sarà condivisa e quindi maggiormente accettata dal/la piccolo/a paziente. 

Il quadro è più complesso quando non viene accertata una pubertà precoce vera, tuttavia è presente un anticipo puberale "fisiologico", che non prevede un trattamento farmacologico ma una vigile osservazione ed un accompagnamento del/la bambino/a nel mondo dei grandi.

In questo caso lo sviluppo cerebrale e psicologico del bambino può non essere adeguato ad affrontare i rapidi cambiamenti corporei. Sia il/la bambino/a che i genitori possono spaventarsi e preoccuparsi delle rapide evoluzioni che stanno verificandosi. Il/la bambino/a percepisce pulsioni, sensazioni e bisogni diversi da quelli dei coetanei che sono rimasti "indietro", ancora in una fase pre-pubere. Possono emergere, in questa fase, comportamenti nuovi, come la stimolazione delle zone genitali o la masturbazione e cambiamenti caratteriali e umorali legati alla stimolazione ormonale. In questi casi è indicato un supporto psicologico al bambino/a con lo scopo di spiegare cosa sta accadendo al corpo, alle emozioni e alle sensazioni. E' importante che il/la bambino/a conosca il funzionamento del corpo e sappia quali aspetti fisici cambieranno (ad esempio il seno crescerà, comparirà la peluria in zone del corpo nuove, cambierà l'odore del corpo, arriverà il ciclo mestruale o la prima polluzione). Questa spiegazione va effettuata per gradi, con un linguaggio semplice e comprensibile per preparare  il/la bambino/a a verificare sul campo gli effettivi cambiamenti. E' necessario evitare colpevolizzazioni, timore o vergogna. Il/la bambino/a va aiutata ad esplorare il proprio corpo e le proprie sensazioni. E' necessario un supporto anche alla coppia genitoriale che deve preparare l'ambiente sociale (ad esempio la scuola) a questi cambiamenti per far sì che tutto avvenga in modo naturale.  

Generalmente questo percorso ha una buona efficacia e non emergono comportamenti patologici. Se questi cambiamenti non vengono opportunamente "accompagnati", i bambini possono percepire il corpo come estraneo/brutto/ingannevole. Possono verificarsi comportamenti di ritiro o di isolamento sociale finalizzati alla protezione del sé, alla minimizzazione del confronto con gli altri. Possono emergere sensi di colpa e di inadeguatezza che influenzano negativamente le tappe di sviluppo tipiche della fase adolescenziale. 


a cura di: Dott.ssa Chiara Carducci  
in collaborazione con:

Bambino Gesù Istituto per la Salute